
28 maggio 2026
‘The Doors’ di Oliver Stone torna al cinema
"The Doors" di nuovo al cinema. Il 13, 14 e 15 luglio il film di Oliver Stone tornerà nelle sale italiane nella versione The Final Cut restaurata in 4K con audio Dolby Atmos.
Il negativo originale del biopic con Val Kilmer (Jim Morrison), Meg Ryan (Pamela Courson) Kyle MacLachlan (Ray Manzarek), informa un comunicato stampa, è stato digitalizzato in 4K a 16 bit. Il restauro è stato curato da L’Immagine Ritrovata in Italia e la correzione del colore è stata supervisionata dal regista che ha accorciato una scena finale.
«Volevo che il film fosse il più coinvolgente possibile, per ricreare l’autentica esperienza dei Doors degli anni ’60», dice Stone.
Uscito nel 1991, il film ha contribuito al rilancio del mito di Jim Morrison, ma è stato anche criticato per l’eccessiva spettacolarizzazione e per la fin troppo libera rielaborazione dei fatti denunciata dagli stessi membri dei Doors.
Fonte: rollingstone.it
Foto: locandina

25 maggio 2026
Neil Young è tornato a suonare dal vivo
A inizio anno Neil Young aveva cancellato tutti i suoi impegni live (comprese due date in Italia) con un messaggio sul proprio sito: «Ho deciso di prendermi una pausa e non suonare in Europa. Grazie a chiunque abbia comprato i biglietti, mi spiace deludervi, ma questa volta non ce la faccio».
Ora, a qualche mese da quell’annuncio, Neil Young è riapparso su di un palco. L’occasione è stata la celebrazione dei 90 anni dell’attivista ambientale canadese David Suzuki, che si è tenuto al Queen Elizabeth Teather di Vancouver. Il musicista ha eseguito due brani, After the Gold Rush e Heart of Gold, marcando così la sua prima apparizione live dall’ottobre del 2025.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Mark Seliger

22 maggio 2026
Ozzy diventa un ologramma interattivo
Ozzy Osbourne tornerà… in versione digitale. Gli eredi del rocker hanno annunciato di avere stretto una partnership con le società Hyperreal e Proto Hologram. Scopo: creare un ologramma di Ozzy animato dall’intelligenza artificiale che sarà in grado di dialogare con i fan tramite le postazioni che si trovano negli Stati Uniti e nel Regno Unito e che contengono ologrammi a grandezza naturale. Il progetto, ha detto il figlio del rocker Jack, contiene «il dna digitale di Ozzy, con la sua voce, la sua immagine, i suoi movimenti» e «fa quasi paura da quanto è preciso». Si potrà chiedere qualsiasi cosa all’Ozzy digitale e lui, assicura la moglie Sharon, «risponderà con la sua voce dando le risposte che Ozzy avrebbe dato. Lo porteremo in giro per il mondo e la gente potrà parlarci».
Per crearlo, ha spiegato Remington Scott, amministratore delegato di Hyperreal che l’anno scorso ha presentato un avatar digitale di Stan Lee, è stata usata una tecnologia proprietaria chiamata Digital DNA che permette all’avatar di funzionare in tempo reale dopo aver raccolto i dati necessari alla creazione degli avatar. «Può esibirsi dal vivo, rispondere al pubblico, esistere in ambienti interattivi». Non si tratta di contenuti caricati in anticipo: grazie all’AI «è una performance viva, costruita partendo da materiali autentici selezionati, autorizzati e controllati dalle persone che sono state vicine a Ozzy».
Sharon e Jack Osbourne hanno parlato del progetto al Licensing Expo 2026 di Las Vegas durante un panel intitolato “The Enduring Legacy of a Rock Icon and His Family: Ozzy Osbourne and the Osbournes”. «Elvis è morto 50 anni fa e tutti lo conoscono ancora», ha detto la vedova, «è quel che voglio accada anche per Ozzy». Mentre giunge la notizia dell’avatar di Ozzy i Kiss stanno preparando uno show virtuale come quello degli ABBA a Londra. La presenza digitale è l’ultima frontiera del rock storico quando i suoi protagonisti muoiono o le band di sciolgono? Secondo Scott, «quel che Hyperreal e Proto stanno costruendo va oltre le registrazioni, i video e le fotografie che raccontano un momento: stiamo costruendo una presenza. Le persone non amano Ozzy solo per la sua musica, ma anche per essersi concesso ai fan a tal punto che loro sentivano di conoscerlo. È una cosa rara che vale la pena preservare. Vogliamo che un ragazzino che scoprirà Ozzy fra dieci anni possa provare la stessa connessione: non un pezzo da museo, ma Ozzy che continua a essere Ozzy».
Fonte: rollingstone.it
Foto: Ross Halfin

19 maggio 2026
Primary Wave ha acquisito il catalogo di Hipgnosis
Primary Wave, la principale casa editrice indipendente al mondo specializzata in musica che nei giorni scorsi ha stretto un accordo con Pete Townshend acquisendone tra le altre cose i diritti di nome e immagine, ha annunciato di aver acquistato la parte di proprietà di Aubrey “Po” Powell del catalogo delle leggendarie copertine pensate e realizzate dallo studio inglese Hipgnosis per artisti come Bad Company, Styx, Black Sabbath, Queen, Def Leppard, Foreigner, Yes, AC/DC, Genesis e altri. Hipgnosis, studio co-fondato da Aubey Powell e Storm Thorgerson (morto nel 2013), ha rivoluzionato l’idea di artwork, realizzando opere indimenticabili, tra cui The Dark Side of the Moon, Atom Heart Mother, Wish You Were Here dei Pink Floyd, Houses of the Holy dei Led Zeppelin, Technical Ecstasy dei Black Sabbath, ma anche Dirty Deeds Done Dirty Cheap degli AC/DC e il debutto di Peter Gabriel.
L’acquisizione però non riguarderà le copertine degli album di Pink Floyd e Led Zeppelin ma, nel loro caso, solo oggetti di scena come i modellini di biplani utilizzati per il video di Point Me at the Sky dei Pink Floyd e le sculture originali della copertina di Presence dei Led Zeppelin, il famoso oggetto misterioso a forma di obelisco. «Siamo entusiasti di collaborare con Po alla realizzazione di uno dei cataloghi visivi più influenti della storia della musica», ha detto Lexi Todd di Primary Wave. «Queste illustrazioni non hanno solo accompagnato i dischi, ma hanno plasmato il modo in cui generazioni di ascoltatori hanno vissuto la musica. Primary Wave intende rendere omaggio a quel profondo legame tra suono e immagine, assicurandosi che queste opere iconiche continuino a ispirare gli appassionati di musica di tutto il mondo». Le parole di Powell: «Quando Primary Wave ha mostrato interesse per l’eredità iconografica di Hipgnosis è stata musica per le mie orecchie. Per troppo tempo mi era stato chiesto di vendere pezzi sparsi della mia collezione che non mi interessavano, e desideravo ardentemente trovare un’azienda che comprendesse l’importanza dell’opera nel suo insieme e il suo riconoscimento come forma d’arte seria. Mi trovavo in un vicolo cieco, senza il sostegno, le connessioni e il lavoro di squadra necessari per andare avanti non potevo espandermi ulteriormente. Primary Wave mi ha offerto quel sostegno e quella collaborazione: siamo in sintonia e non vedo l’ora di vedere Hipgnosis crescere sulla scena globale. Ci aspettano tempi entusiasmanti».
Le cifre dell’acquisizione non sono state rivelate.
Fonte: rollingstone.it

16 maggio 2026
Eurovision Song Contest 2026, la scaletta della finale di stasera
Con l’eliminazione di Azerbaijan, Lussemburgo, Armenia, Svizzera e Lettonia avvenuta alla fine della seconda semifinale di giovedì sera, si è composto il cast della finale della 70esima edizione di Eurovision Song Contest 2026 che si terrà stasera, sabato 16 maggio, a Vienna.
Gli organizzatori hanno diffuso la scaletta della finale con l’ordine di uscita dei 25 cantanti, ovvero i 20 usciti dalle semifinali di martedì e giovedì, i Big 4 e l’Austria, Paese che ospita questa edizione. Inizia la Danimarca, finiscono i padroni di casa. Sal Da Vinci si esibirà verso la fine, per quartultimo.
Questa la scaletta ufficiale:
1. Danimarca, Søren Torpegaard Lund, Før Vi Går Hjem
2. Germania, Sarah Engels, Fire
3. Israele, Noam Bettan, Michelle
4. Belgio, Essyla, Dancing on the Ice
5. Albania, Alis, Nân
6. Grecia, Akylas, Ferto
7. Ucraina, Leléka, Ridnym
8. Australia, Delta Goodrem, Eclipse
9. Serbia, Lavina, Kraj Mene
10. Malta, Aidan, Bella
11. Repubblica Ceca, Daniel Zizka, Crossroads
12. Bulgaria, Dara, Bangaranga
13. Croazia, Lelek, Andromeda
14. Regno Unito, Look Mum No Computer, Eins, Zwei, Dre
15. Francia, Monroe, Regarde!
16. Moldavia, Satoshi, Viva, Moldova!
17. Finlandia, Linda Lampenius x Pete Parkkonen, Liekinheitin
18. Polonia, Alicja, Bray
19. Lituania, Lion Ceccah, Sólo quiero más
20. Svezia, Felicia, My System
21. Cipro, Antigoni, Jalla
22. Italia, Sal Da Vinci, Per sempre sì
23. Norvegia, Jonas Lovv, Ya Ya Ya
24. Romania, Alexandra Căpitănescu, Choke Me
25. Austria, Cosmó, Tanzschein
La classifica finale unirà i punti dati dalle giurie nazionali (12 alla canzone migliore e poi a scendere 10, 8, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1 e 0 a tutte le altre) a quelli del televoto. Si vota anche dall’Italia, ma non si può ovviamente esprimere la preferenza per Sal Da Vinci, via sms, telefono o sul sito esc.vote. Per ogni utenza è possibile esprimere al massimo cinque voti per vari cantanti o per lo stesso.
Fonte: rollingstone.it

13 maggio 2026
Bonnie Tyler, condizioni «gravi, ma stabili»
Bonnie Tyler resta in condizioni «gravi, ma stabili». Lo dicono i dottori dell’ospedale di Faro, in Portogallo, dove è ricoverata dopo l’intervento d’urgenza all’intestino a cui è stata sottoposta la scorsa settimana. L’aggiornamento sulle condizioni di salute della cantante è stato pubblicato oggi sul suo sito ufficiale. Nonostante la gravità della situazione, i medici «sono fiduciosi che possa riprendersi completamente».
Allo stesso tempo la famiglia lamenta «le numerose voci sensazionalistiche e false che circolano nei media» e in particolare quelle messe in giro da una persona di nome Liberto Mealha, che in alcune interviste si è presentato come un amico stretto della cantante. La famiglia spiega che «non la rappresenta in alcun modo e non è in contatto con loro circa le condizioni di Bonnie».
«Quando ci saranno ulteriori notizie sulle sue condizioni pubblicheremo un altro comunicato, ma chiediamo ai media di smettere di speculare o diffondere voci assurde, che hanno il solo risultato di turbare la famiglia, gli amici e i tantissimi fan. Chiediamo ancora una volta privacy e rispetto in questo momento difficile». Tyler è stata ricoverata e operata d’urgenza mercoledì scorso, il 6 maggio. Le prime notizie circa le sue condizioni e la riuscita dell’intervento erano state rassicuranti. Due giorni dopo, però, i famigliari hanno diffuso un aggiornamento spiegando che Tyler era stata posta in stato di coma farmacologico per favorire la guarigione. Nell’aggiornamento di oggi non si specifica se la cantante si trovi ancora in coma.
La cantante festeggia quest’anno i 50 anni di carriera discografica (il singolo di debutto My! My! Honeycomb è uscito nel 1976). L’esibizione prevista il 22 maggio all’interno di un festival a Malta è stata cancellata, le altre date del tour risultano al momento confermate. La prima è prevista il 30 maggio a Wiesmoor, in Germania.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Sven Hoppe/DPA/Getty Images

10 maggio 2026
I Greta Van Fleet non si sono sciolti: «We’re back, baby!»
Per qualche giorno i fan avevano pensato che fosse finita. Poi i Greta Van Fleet hanno pubblicato un nuovo video accompagnato da una frase chiarissima: «We’re back, baby!». La band del Michigan ha così condiviso sui social alcune immagini dallo studio di registrazione mentre interpreta un nuovo brano inedito, smentendo di fatto le voci di uno scioglimento nate nei giorni scorsi dopo un post criptico pubblicato online.
Il gruppo non pubblicava nuova musica da tempo e non suona dal vivo dal settembre 2024, quando aveva chiuso il proprio tour con un concerto al Soundside Music Festival di Bridgeport, nel Connecticut. L’ultima uscita ufficiale risaliva invece al singolo promozionale Farewell For Now. Nel frattempo, i membri della band si erano dedicati ad altri progetti: il chitarrista Jake Kiszka ha lavorato soprattutto con il side project Mirador, mentre Sam Kiszka e Danny Wagner hanno collaborato al nuovo album del cantautore americano Langhorne Slim.
Sotto il nuovo post dei Greta Van Fleet sono spuntati migliaia di commenti di sollievo: «Grazie a Dio. Ma perché avete dovuto farci spaventare così?», scrive un fan. Un altro aggiunge: «Non giocate così con le nostre emozioni». Per ora la band non ha annunciato ufficialmente né un nuovo album né un tour, ma potrebbe accadere a breve.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Alysse Gafkjen

7 maggio 2026
Umbria Jazz 2026, il programma: apre Sting. C'è anche Zucchero
La città di Perugia torna a essere il cuore pulsante del jazz internazionale con la 53ª edizione di Umbria Jazz, appuntamento che da oltre mezzo secolo valorizza la vita culturale del territorio. Dal 3 al 12 luglio 2026, per undici giorni, il centro storico del capoluogo umbro si trasforma in un grande villaggio globale della musica: artisti provenienti da tutto il mondo, concerti dalle prime ore del giorno fino a notte inoltrata e migliaia di spettatori che ogni anno tornano per vivere l’atmosfera unica del festival. Il cartellone è ampio e variegato, con 275 eventi complessivi - oltre la metà gratuiti - più di 80 band, oltre 500 musicisti e 15 palcoscenici. A questi si aggiungono le Clinics del Berklee College of Music di Boston, con oltre 200 partecipanti e 13 docenti. All’Arena Santa Giuliana si susseguono le grandi serate: il 3 luglio apre Sting; il 4 luglio Perigeo e Beat; il 5 luglio Jon Batiste; il 6 luglio Charles Lloyd; il 7 luglio Laurie Anderson con i Sexmob e Kingfish; l’8 luglio Snarky Puppy con Metropole Orkest; il 9 luglio la super band guidata da Stefano Bollani; il 10 luglio Gilberto Gil; l’11 luglio Zucchero; il 12 luglio chiude Elvis Costello. In parallelo, il festival celebra il centenario di Miles Davis e John Coltrane con concerti e progetti dedicati distribuiti durante tutta la manifestazione. Al Teatro Morlacchi, dal 4 al 12 luglio, spazio ai protagonisti del jazz contemporaneo - tra cui Cécile McLorin Salvant (5 luglio), Steve Coleman (6 luglio), Jason Moran (8 luglio), Bill Frisell (9 luglio), Fred Hersch (11 luglio) e Kenny Barron (12 luglio) - mentre la Sala Podiani ospita ogni giorno, dal 4 al 12 luglio, concerti solisti in un contesto più intimo. Nelle piazze del centro, dal 3 al 12 luglio, si svolge il programma gratuito tra blues, soul e swing, affiancato da iniziative per giovani musicisti e attività formative diffuse in tutta la città.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: Locandina

4 maggio 2026
I Rolling Stones annunciano il nuovo album "Foreign Tongues"
Si intitola Foreign Tongues il ritorno discografico dei Rolling Stones. La leggendaria rock band ha ufficializzato l’uscita del nuovo album, fissata per il 10 luglio. La copertina è stata pubblicata nelle ultime ore: una sorta di ritratto in stile cubista in cui il volto principale si compone dei tratti somatici di Mick Jagger, Ronnie Wood e Keith Richards. L’annuncio del nuovo album è stato accompagnato anche dalla condivisione sui social di un frammento di canzone, il cui titolo non è ancora stato rivelato. Ma il ritorno della band era nell’aria: negli ultimi giorni, infatti, sui muri di Londra era apparsa una campagna enigmatica con manifesti firmati The Cockroaches, storico pseudonimo dei Rolling Stones, accompagnati da un codice QR che rimandava a un teaser ambientato in una stanza in stile anni ’70. Parallelamente, sempre a Londra, erano stati organizzati dei casting per il videoclip del primo singolo dell’album, con riprese già effettuate a fine marzo. Fondata a Londra nel 1962, i Rolling Stones restano una delle band più influenti della storia del rock. (I Can’t Get No) Satisfaction, Paint it Black, Sympathy for the devil, sono solo alcuni dei loro brani che hanno fatto la storia. Dopo la scomparsa del batterista Charlie Watts nel 2021, il ruolo è stato assunto da Steve Jordan che in passato ha suonato - tra gli altri - con i Blues Brothers.
La band, dal 1989, è inserita nella Rock and Roll Hall of Fame di Cleveland, in Ohio.
Fonte: tg24.sky.it

1 maggio 2026
‘Bring Your Love’, il nuovo singolo di Madonna e Sabrina Carpenter
È finalmente uscito, per vie ufficiali, il nuovo joint single di Madonna con Sabrina Carpenter, Bring Your Love, dopo che le due popstar lo avevano presentato durante il set di Carpenter da headliner al Coachella, durante il quale Madonna era apparsa a sorpresa sul palco. Il brano, un numero dance ritmato prodotto da Madonna e Stuart Price, farà parte del prossimo album di Madonna, Confessions II, in uscita il 3 luglio per Warner Records. Il disco sarà il “secondo capitolo” del leggendario album del 2005 Confessions on a Dance Floor. La cantante aveva già anticipato il progetto con il singolo I Feel So Free.
All’uscita del brano, qualche ora fa, Sabrina Carpenter ha scritto su Instagram, in un post di celebrazione: «Grazie Madonna per avermi invitato a essere una parte di Confessions II. Spero che vi piaccia, che vi stacchiate dai vostri telefoni e che uscite a ballare!». Un invito insolitamente in linea con lo spirito di festa della giornata, Primo Maggio.
Uno dei momenti chiave del Coachella 2026, come detto, è stato proprio il ritorno di Madonna. Era apparsa nel 2006 ai tempi di Confessions on the Dance Floor, è tornata 20 anni dopo come ospite del set di Sabrina Carpenter sul Main Stage. Per l’occasione, ha indossato gli stessi stivali, lo stesso corsetto, la stessa giacca dell’epoca, e del resto sta per pubblicare il sequel di quell’album, Confessions II. Tutto perfetto fino all’amara sorpresa: quegli abiti di scena vintage (e non solo) sono spariti.
«Ancora volo dopo il Coachella», scrive Madonna nelle storie di Instagram, subito dopo la performance. «Grazie a Sabrina e a tutti quello che l’hanno reso possibile. È stato emozionante portare Confessions II là dove ha avuto inizio. La chiusura del cerchio ha avuto tutt’altro sapore quando ho scoperto che i pezzi vintage che indossavo erano spariti – il mio costume preso dal mio archivio personale – giacca, corsetto, abito e tutti gli altri capi».
«Non sono solo vestiti, sono parte della mia storia», scrive Madonna aggiungendo che «sono scomparsi anche altri oggetti d’archivio della stessa epoca. Spero e prego che qualche anima gentile trovi questi articoli e contatti il mio team».
La mail per le segnalazioni è infomaverick2026@gmail.com e la cantante promette: «Offro una ricompensa».
Fonte: rollingstone.it
Foto: Kevin Mazur/Getty Images

28 aprile 2026
‘Michael’, debutto record per un biopic musicale
Il biopic Michael, dedicato a Michael Jackson e interpretato dal nipote Jaafar Jackson, parte fortissimo al box office: 217 milioni di dollari incassati al debutto globale (97 solo negli Stati Uniti). Si tratta del miglior esordio di sempre per un biopic musicale. Ha così superato Straight Outta Compton (60 milioni) e Bohemian Rhapsody (51 milioni, ma 900 complessivi), oltre a essere secondo miglior debutto del 2026 dietro The Super Mario Galaxy Movie.
Un successo, ma accompagnato dalle solite polemiche. Secondo Variety, infatti, il terzo atto che comprendeva le accuse di abusi su minori è stato rimosso. Alla base ci sarebbe una clausola legata all’accordo con Jordan Chandler (che nel ’93 intentò una causa contro l’artista insieme ai genitori), che impediva la sua rappresentazione. Jackson aveva poi raggiunto un accordo extragiudiziale con la famiglia nel ‘94 per 25 milioni di dollari. E nel 2005 era stato assolto nel processo legato a Gavin Arvizo (le accuse erano di molestie su minori e di aver somministrato alcolici a un minore).
Contestualmente all’uscita James Safechuck, uno degli accusatori di Leaving Neverland, il documentario HBO del 2019, ha lanciato un messaggio alle vittime: «I nostri abusatori vengono talvolta celebrati, anche dopo che raccontiamo la verità». E anche il regista del documentario, Dan Reed, ha attaccato il film Michael, accusandolo di ignorare le accuse e definendo Jackson «peggiore di Jeffrey Epstein». Il regista Antoine Fuqua, invece, ha replicato definendosi «scettico su alcuni genitori degli accusatori» e ha aggiunto che «a volte le persone fanno cose spiacevoli per soldi». E Reed ha replicato: «Ironico che Fuqua parli di soldi, stanno guadagnando tutti. Safechuck e Robson non hanno mai preso un centesimo». Infine, gli eredi di Jackson continuano a definire Leaving Neverland «una completa farsa».
Fonte: rollingstone.it
Foto: Sam Emerson

25 aprile 2026
Michael Stipe, ecco l'inedita ‘The Rest of Ever’
Michael Stipe ha cantato al Late Show di Stephen Colbert per la prima volta in pubblico una canzone inedita che farà parte del suo primo disco solista. Il pezzo si intitola The Rest of Ever e non è chiaro quando verrà pubblicato. Ad accompagnare l’ex cantante dei R.E.M. c’erano Louis Cato and The Great Big Joy Machine, la house band del programma.
«È la prima volta in assoluto che viene suonata e sono molto felice di farlo con la band», ha detto Stipe. «Il mio album uscirà alla fine dell’anno, nessuno lo sa ancora quindi lo sto annunciando in questo momento. È il mio primo album solista».
In realtà Stipe aveva accennato all’uscita del disco entro la fine del 2026 in un’intervista concessa al Times durante la quale aveva spiegato che «quando la band si è sciolta avevo bisogno di una pausa. Mi ci sono voluti cinque anni, poi sono tornato di nuovo alla musica. È stata una lotta. È questo il punto».
Stipe vuole che il disco «sia fantastico, ma sento la pressione derivante dall’aver fatto parte dei R.E.M. ed è un obiettivo ambizioso, voglio che il disco sia all’altezza del gruppo ed è quasi impossibile. Quindi è eccitante, ma anche terrificante, e sto scrivendo musica per la prima volta, credo di essere bravo, ma non eccezionale. Ma adoro la mia voce. Non mi piace quando parlo, ma la adoro quando canto e desidero davvero tornare a dedicarmi alla musica».
In tv Stipe ha detto che sta dando gli ultimi ritocchi ai testi e che una delle canzoni (tenetevi forte) «è il suono di un albero che ascolta se stesso per la prima volta… Un amico ha registrato un albero nel mio giardino in Georgia e gliel’ha fatto riascoltare, sembrano i Daft Punk». Nel disco ci sarà un canto marinaresco basato anche sul traditional Drunken Sailor.
Chicca dell’intervista: se qualcuno dovesse mai interpretarlo in un biopic, per Stipe dovrebbe essere qualcuno di cool, «forse potrebbe farlo Billie Eilish».
Fonte: rollingstone.it
Foto: Autoritratto

23 aprile 2026
Bob Dylan, dopo 60 anni ricompare un manoscritto originale
A quasi 60 anni dalla prima trascrizione dattiloscritta da Bob Dylan, all’interno di un’edizione tascabile dell'opera Ankor Wat di Allen Ginsberg è stato ritrovato un foglio a righe con il margine strappato e annotazioni manoscritte (con tanto di cancellature e correzioni) che contiene la bozza del testo del brano I’m Not There. Nel 1969 lo stesso Ginsberg aveva regalato il volume a Sally Grossman, moglie di Albert Grossman (il primo manager del cantautore) e amica intima del cantante. La donna compare anche insieme a Dylan sulla copertina dell’album Bringing It All Back Home del 1965. Dopo la sua morte, il libro era stato venduto a un libraio nel 2021. È probabile che i testi siano rimasti nascosti per anni nel volume, senza che nessuno se ne accorgesse. Sarebbero caduti solo quando il commerciante aveva sfogliato le pagine per consultare il testo. Il 21 aprile Omega Auctions, in Inghilterra, ha messo all’asta la pagina con un prezzo stimato tra le 20.000 e le 40.000 sterline (circa 23.000-46.000 euro, ndr). “Dopo aver consultato importanti collezionisti di Dylan, si ritiene che si tratti di una bozza di testo estremamente rara di quello che è considerato uno dei capolavori di Dylan”, ha scritto la casa d’aste. Nell’estate del 1967, appena fuori Woodstock, a New York, Bob Dylan aveva scritto e registrato oltre 100 canzoni, compresa I’m Not There, con il suo gruppo dell’epoca, The Band. Otto anni dopo, la Columbia Records aveva pubblicato una piccola raccolta delle registrazioni, mentre gli altri brani, incluso quello ritrovato nel foglio manoscritto, avevano atteso i decenni successivi. In particolare, la canzone I’m Not There è stata pubblicata come parte della colonna sonora dell’omonimo film di Todd Haynes del 2007 e ha fatto parte del cofanetto The Bootleg Series Vol. 11: The Basement Tapes Complete nel 2014. Non si tratta dei primi cimeli del cantautore messi all’asta. Nel 2025, Julien’s Auctions, a Nashville, ha venduto per oltre 500.000 dollari (circa 425.000 euro, ndr) due bozze dattiloscritte del brano Mr. Tambourine Man del 1965, che facevano parte di una collezione di 60 oggetti provenienti dalla collezione personale del giornalista musical Al Aronowitz, che nel 1964 aveva presentato il cantautore ai Beatles. Nel 2014, Sotheby’s aveva invece battuto per una cifra intorno ai due milioni di dollari la bozza della canzone Like a Rolling Stone, mentre nel 2022 Christie’s aveva venduto per 2,5 milioni i testi del brano The Times They Are A-Changin’. Nell’asta di aprile di Omega Auctions, invece, non mancheranno neppure i cimeli musicali di altri artisti, come i testi autografi di Black or White di Michael Jackson e un archivio sulla realizzazione dell’album OK Computer dei Radiohead. Ora non resta che attendere di scoprire la cifra alla quale il fortunato acquirente si aggiudicherà il manoscritto di uno dei più grandi cantautori della storia della musica, che nel 2016 si è persino aggiudicato il Premio Nobel per la Letteratura per aver “creato nuove espressioni poetiche all’interno della grande tradizione della canzone americana”, dove ha mescolato con maestria musica popolare e letteratura.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: Aaron Rapoport/Getty Images

20 aprile 2026
Vasco, l'anteprima della graphic novel sulla sua vita
Un’anteprima “esclusiva… abusiva… mondiale” lanciata sui social accende l’attesa dei fan. A maggio arriva il primo capitolo di un progetto editoriale che racconta vita e carriera del rocker in forma inedita. Vasco Rossi anticipa su Instagram l’uscita di Vasco – La rabbia giovane, primo volume della collana Vasco. Una favola lunga una vita, condividendo alcune tavole del fumetto. “Ho sempre amato i fumetti, fin da piccolo”, scrive il cantante, ricordando la passione per personaggi come Alan Ford, Diabolik e Topolino.
Il progetto, firmato Sergio Bonelli Editore, unisce fumetto, musica e memoria, proponendo una narrazione visiva capace di raccontare una delle icone più importanti della cultura italiana. La serie sarà composta da tre volumi a colori di circa cento pagine ciascuno, con testi di Barbara Baraldi e disegni di Sergio Gerasi e Flavia Biondi, che interpretano le diverse anime dell’artista. Ogni uscita sarà arricchita da materiali d’archivio, scritti autografi e immagini storiche. Dopo il primo volume previsto a maggio, i successivi arriveranno a luglio e in autunno, completando un racconto che intreccia musica e memoria collettiva.
Dal lato concerti, invece, Vasco porta il rock nel segno della sostenibilità: il prossimo tour estivo di Vasco Rossi assume una nuova dimensione, con lanci concreti verso la tutela dell'ambiente. Oltre ai tradizionali cori scatenati e alle chitarre elettriche, la musica del "Komandante" diventa il veicolo di un messaggio chiaro: ogni concerto può trasformarsi in un impegno concreto per il pianeta.
L’iniziativa, battezzata Green Rock!, nasce dalla collaborazione tra Live Nation e Coop Alleanza 3.0 e propone un connubio tra spettacolo e azioni di responsabilità ambientale e sociale. Queste consistono nella cura del verde e nella partecipazione locale.
In vista della partenza del tour, fissata a Rimini il 30 maggio 2026 (con il soundcheck riservato ai fan il giorno precedente), il progetto prevede interventi mirati alla tutela del territorio. Le giornate precedenti ogni tappa saranno dedicate alla pulizia di parchi e sentieri e alla piantumazione di alberelli e piantine. A partecipare attivamente saranno sia i soci della cooperativa sia le realtà locali, creando una sinergia tra musica e comunità. Il percorso toccherà città come Ferrara, Olbia, Bari, Ancona e Udine, portando con sé non solo le note di Vasco Rossi, ma anche il colore del verde.
Green Rock! quindi, trasforma il tour estivo di Vasco Rossi in un’esperienza a tutto tondo, in cui la musica convive con la cura dell’ambiente e il sostegno sociale.
Il progetto si articola su più fronti: oltre alle già citate pulizia dei sentieri e piantumazioni nelle aree del tour, alla gestione sostenibile delle aree ristoro con riduzione dello spreco alimentare, verrà attenzionato l'aspetto della sensibilizzazione del pubblico su pratiche quotidiane più responsabili. In questo modo, il tour non è soltanto un evento musicale, ma un’iniziativa concreta di responsabilità collettiva, che coinvolge artisti, organizzatori e partecipanti.
La sfida è ambiziosa: dimostrare che la cultura del rock può camminare di pari passo con la sostenibilità, trasformando ogni concerto in un’occasione per riflettere sull’impatto delle nostre scelte sull’ambiente e sulla comunità.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: MONO

17 aprile 2026
Lost Festival: la line up per il 2026
È stata annunciata la lineup completa della quinta edizione di Lost Festival, in programma nel 2026 presso il Labirinto della Masone, appena fuori Parma, dal 3 al 5 luglio. Il festival diretto da Luca Giudici, oramai punto di riferimento dell’estate alternativa italiana, conferma il proprio focus su performance dal vivo, spesso irripetibili, costruite ad hoc per lo spazio e pensate come interventi site-specific più che semplici concerti.
Il cuore pulsante sarà il 4 luglio, data simbolica in cui il collettivo americano Prison Religion presenterà in anteprima mondiale Psalmas, un progetto che promette di spingere ulteriormente il cortocircuito tra elettronica, screamo e performance audiovisiva. Ma è solo uno dei molti debutti: tra le world premiere spicca anche quella di Yawning Portal, che porterà una versione estesa e destrutturata del nuovo lavoro pubblicato su Year0001.
Lost si conferma anche come spazio di attraversamento culturale. Il progetto Duori di Heith insieme ai Tarawangsawelas nasce da una ricerca sul campo in Indonesia e trasforma la musica sacra della Giava Occidentale in materia contemporanea. Il duo Saint Abdullah & Eomac farà il suo debutto live italiano, mentre Segret Guest (progetto di Ange Halliwell & Pablo Altar) porterà ritualità intime nel labirinto. E ancora gli ensemble temporanei: 20_14 Assembly – con Rune Kielsgaard, Voice Actor e Felisha Ledesma – nasce come progetto irripetibile, così come BV/XT, incontro tra Ben Vince e Xterea.
Geografie sonore che si allargano: dal Cairo arriva Abosahar con la sua trobby music, mentre da Barcellona il collettivo Jokkoo Collective continua a intrecciare diaspora africana e club culture europea. Sul versante live, Jabu espande il proprio universo tra dub e ambient, mentre Dylan Henner lavora sulla sintesi vocale come materia emotiva. Tra i DJ set, Kiernan Laveaux devia verso selezioni più eclettiche, mentre Gyrofield chiuderà il festival con un set che attraversa drum & bass e techno liquida.
Non mancano connessioni con etichette chiave della contemporaneità: da XL Recordings arrivano Kavari e Keiyaa, mentre Foodman continua a portare il footwork fuori asse. E ancora: Microplastics, More Eaze, Raisa K con Coby Sey, fino all’energia percussiva di RHR.
Attorno, tutto il resto: oltre 200 mila piante di bambù, un pubblico sempre più internazionale (30%) e una comunità che continua a ridefinire le coordinate di inclusività del festival – con il 60% dei partecipanti che si identifica come female, queer o nonbinary.
Fonte: rollingstone.it

14 aprile 2026
Oasis e Iron Maiden nella Rock 'n Roll Hall of Fame
Dopo tentativi, appelli, polemiche e voti, è ufficiale: gli inglesissimi Oasis entreranno a far parte dell’americanissima Rock 'n Roll Hall of Fame. Con loro ci saranno anche gli Iron Maiden. Entrambi i gruppi sono stati a lungo snobbati.
È stato diffuso l’elenco degli artisti che entreranno a far parte della Rock Hall con la cerimonia che si terrà a dicembre. Eccoli in ordine alfabetico: Phil Collins, Billy Idol, Iron Maiden, Joy Division/New Order, Oasis, Sade, Luther Vandross, Wu-Tang Clan.
La domanda è: i Gallagher si presenteranno alla cerimonia che si terrà a dicembre a Los Angeles? E si esibiranno, come fanno spesso gli inductees? Poco più di un mese fa, quando sono stati diffusi i risultati parziali del voto popolare (che non conta granché) per la Rock Hall e gli Oasis non erano messi benissimo, Liam ha commentato: «Vorrei ringraziare dal profondo del cuore tutte le persone che NON hanno votato per noi». L’anno scorso Liam aveva detto che la Rock Hall «è roba da mezze seghe» e nel 2024 «fanculo la Rock 'n Roll Hall of Fame, è piena di stronzi».
Gli Iron Maiden sono un altro gruppo che entrerà quest’anno e che ha un rapporto problematico con la Rock and Roll Hall of Fame. Band storica, non era ancora entrata nella Rock Hall pur meritandolo e questo in parte per l’avversione dei votanti per l’hard & heavy specialmente inglese. Tant’è che molti anni fa Bruce Dickinson ha detto che «se mai ci inviteranno a entrarci, mi rifiuterò di farlo, là dentro non ci andrò manco morto». Avrà cambiato idea? Gli Iron Maiden hanno affidato la risposta al manager Rod Smallwood: «Vorremmo ringraziare la Rock 'n Roll Hall of Fame per averci incluso nell’elenco degli inductees del 2026.../Sembra inoltre appropriato che la band venga inserita nella Hall of Fame quest’anno, mentre continuiamo a festeggiare il nostro 50° anniversario».
Alla fine, Oasis e Maiden, ci saranno o manderanno a quel paese, sul serio, il riconoscimento? Staremo a vedere. (ndr)
Fonte: rollingstone.it
Foto: elenco degli inductees 2026

11 aprile 2026
Zucchero, a luglio la parte italiana del tour "Baila 25th"
Venticinque anni dopo la sua uscita, “Baila (Sexy Thing)” continua a essere una delle canzoni più riconoscibili e amate del repertorio di Zucchero. Per celebrarne l’anniversario, l’artista emiliano riporta la sua musica negli stadi con Baila (Sexy Thing) 25th – Under the Moonlight, un tour che a luglio attraverserà l’Italia trasformando ogni concerto in una grande festa collettiva.
Sei gli appuntamenti in programma, pensati come eventi speciali sotto il cielo estivo, tra luci, ritmo e un pubblico chiamato a cantare e ballare insieme, nel segno di un repertorio che ha attraversato decenni e confini.
Il tour farà tappa in alcune delle location più importanti del circuito live italiano:
4 luglio – Bluenergy Stadium, Udine
6 luglio – Stadio Dall’Ara, Bologna
8 luglio – Stadio Adriatico, Pescara
11 luglio – Arena Santa Giuliana, Perugia (Umbria Jazz)
14 luglio – Stadio Franco Scoglio, Messina
16 luglio – Mura Storiche, Lucca (Lucca Summer Festival)
I biglietti sono disponibili in prevendita su TicketOne e nei punti vendita abituali.
Per ulteriori informazioni consultare il sito: www.friendsandpartners.it.
Inoltre, il 15 maggio la data zero sold out al PalaUnical di Mantova anticipa il tour internazionale prima della partenza con i concerti alla Royal Albert Hall di Londra, per poi proseguire nelle principali arene europee e internazionali, portando dal vivo tutta l’energia e il ritmo della sua musica nel mondo.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: zucchero.it

9 aprile 2026
Rolling Stones, nuovo album in arrivo?
L’uscita di nuova musica dei Rolling Stones dovrebbe essere molto vicina. Per ora niente di ufficiale – nessuna data, nessun annuncio, nessun comunicato – ma una serie di indizi hanno rilanciato la possibilità di nuove canzoni della band. La prima, che potrebbe intitolarsi Mr Charm, sarebbe già prevista per questo sabato.
Che la band sia al lavoro su un nuovo album, prodotto da Andew Watt come il precedente Hackney Diamonds del 2023, è cosa nota. Si vocifera che alcuni brani del nuovo disco potrebbero proprio arrivare dalle sessioni di Hackney Diamonds, con alcune delle ultime registrazioni del batterista Charlie Watts, morto nel 2021 a 80 anni. L’album potrebbe intitolarsi Foreign Tongues.
A conferma di nuovo materiale, a Londra sono apparsi per strada dei cartelloni dei The Cockroaches, nome utilizzato in passato dalla band per alcuni concerti a sorpresa. Inquadrando il QR code sul manifesto si entra in una stanza con un orologio fermo all’1:42 dell’11 aprile, ovvero sabato, e la possibilità di iscriversi a una newsletter gestita dalla Universal Music Operations, sezione operativa dell’Universal, etichetta della band. C’è anche modo di iscriversi a una newsletter via Whatsapp. Entrando a farne parte si riceve un messaggio: “Pleased to meet you. Hope you guess my name” (da Sympathy For The Devil).
Il Sun nel mentre ha pubblicato alcune dichiarazioni anonime di una fonte vicina alla band: «L’album dei Rolling Stones è pronto da un po’ di tempo. Gran parte del materiale è stato scritto e registrato qualche tempo fa, ma ci sono volute molte rifiniture per renderlo perfetto. L’anno scorso sono tornati ai Metropolis Studios, nella zona ovest di Londra, e ora è pronto per essere pubblicato».
Sulla questione live, invece, si è più cauti. Pare infatti che non ci sarà un imminente tour. Le condizioni di salute di Keith Richards, la cui artrite sta peggiorando, potrebbero essere un freno a un tour canonico, sostituito invece da residenze più piccole che garantirebbe maggior tempo di recupero al chitarrista. Sempre secondo certe speculazioni questo potrebbe essere il venticinquesimo e ultimo disco della band.
Fonte: rollingstone.it

6 aprile 2026
Gli XX live insieme dopo 8 anni
Gli XX hanno dato il via al loro “nuovo capitolo” venerdì a Città del Messico, esibendosi insieme dopo otto anni.
Saliti sul palco del Pepsi Center di Città del Messico, il trio formato da Romy, Oliver Sim e Jamie xx ha proposto una scaletta di 19 brani con canzoni da tutti e tre i loro album oltre ai lavori solisti pubblicati da ciascun membro dall’ultima esibizione insieme nel 2018.
Gli XX hanno aperto lo show con Crystalised, tratta dal loro album di debutto del 2009 xx, e hanno eseguito brani come Islands, Say Something Loving, I Dare You e Intro.
A metà concerto, ogni membro si è alternato portando sul palco pezzi dei rispettivi progetti solisti: Loud Places di Jamie xx, GMT di Oliver Sim e Enjoy Your Life di Romy. Il live si è concluso con un bis di tre canzoni: Night Time, Sunset e Infinity.
Sebbene gli xx si siano riuniti informalmente sul palco negli ultimi otto anni — in particolare durante il set di Jamie xx al Glastonbury nel 2024 — il concerto di Città del Messico ha segnato il primo vero live completo della band dal luglio 2018, ed è il primo di tre spettacoli sold out programmati al Pepsi Center prima di intraprendere un tour estivo nei festival musicali, con tappe tra cui Coachella, il Kilby Block Party di Salt Lake City e l’Outside Lands di San Francisco.
«È passato un po’ di tempo dal nostro ultimo concerto insieme come The xx. Nel 2026 torniamo a condividere la nostra musica dal vivo con tutti voi» ha scritto la band sui social media quando sono state annunciate le date in Messico. «Questo è l’inizio di un nuovo capitolo insieme, e non c’è posto migliore in cui tornare se non davanti ai nostri fan messicani. Abbiamo sempre sentito una connessione profonda con il Messico – il calore, l’apertura, l’energia del pubblico. Grazie per averci aspettato e non vediamo l’ora di vedervi presto».
Fonte: rollingstone.it
Foto: Paul R. Giunta/Getty Images

3 aprile 2026
Peter Gabriel ha pubblicato ‘Till Your Mind Is Shining’
«Il brano è nato da una sequenza di accordi che mi piaceva e che risultava piuttosto pop e giocosa, così ho continuato a lavorarci finché non ho ottenuto qualcosa. Tra tutte le canzoni che ho scritto per i/o e o\i, questa è probabilmente la più pop per me». Peter Gabriel presenta così Till Your Mind Is Shining, il nuovo singolo tratto da o\i, l’album che uscirà nel corso del 2026 e che sta pubblicando una canzone alla volta. Quello uscito oggi è il Dark-Side Mix curato da Tchad Blake, mentre il Bright-Side Mix di Mark “Spike” Stent sarà pubblicato più avanti nel corso di aprile.
«In un certo senso mi riporta ai tempi della scuola, perché prima che esistessero i Genesis stavamo cercando di essere più autori che musicisti, canzoni pop o soul/R&B. Penso che questo brano mi riconnetta a quelle radici e a ciò su cui lavoravo allora, cercando di migliorarmi».
«Alcuni elementi risalgono a qualche anno fa; in realtà quasi tutto ciò su cui lavoro impiega tempo per maturare. Lascio le canzoni per un po’, poi torno su di esse e, se mi sembrano ancora vive, sento il desiderio di completarle. È stato davvero divertente crearla».
«In un certo senso parla dell’aprire la mente ed entrarci dentro per comprendere un po’ meglio noi stessi e il mondo in cui viviamo, con la speranza di reagire in modo più responsabile e compassionevole».
Anche Till Your Mind Is Shining è accompagnata da un’opera d’arte. Si tratta di Warp Time with Warp Self, No. 2 di Tatsuo Miyajima. «Sono stato a Hiroshima qualche anno fa e ho parlato con alcuni sopravvissuti alla bomba. Volevo un’immagine che fosse al tempo stesso fredda, strutturata e informativa, ma anche morbida e introspettiva».
«C’è un’interazione tra l’essere umano e il mondo meccanico dell’AI che stiamo creando – o almeno è quello che comunica a me. Mi piace, soprattutto nel contesto di dove potrebbe portarci la “mente luminosa” e di ciò a cui si oppone, rispetto a ciò che stiamo creando nel mondo esterno. Da un lato ci sono tempo, spazio, dati e analisi; dall’altro c’è questo viaggio interiore, che penso sia legato al pensiero buddhista, e che sembra appartenere perfettamente a questo contesto. È questa unione tra i due aspetti che mi ha entusiasmato».
Fonte: rollingstone.it
Foto: York Tillyer

31 marzo 2026
Céline Dion, 10 concerti a Parigi
«Voglio farvi sapere che sto bene, sono tornata a cantare e anche un po’ a ballare. Negli ultimi anni, ho sentito ogni giorno le vostre preghiere e il vostro sostegno, la vostra gentilezza e il vostro amore. Nei momenti più difficili, voi ci eravate per me. Mi avete aiutata in modi che non posso nemmeno descrivere e sono davvero fortunata ad avere il vostro supporto. Mi siete mancati tantissimo. Quest’anno ricevo il regalo di compleanno più bello della mia vita: la possibilità di rivedervi, di esibirmi ancora per voi a Parigi, a partire da settembre».
Nel giorno del suo 58esimo compleanno Céline Dion ha annunciato ufficialmente con un videomessaggio il ritorno in concerto dopo le indiscrezioni della scorsa settimana. La cantante sarà impegnata in una residency alla Paris La Défense Arena tra settembre e ottobre. Si tratta in totale di 10 concerti, due a settimana, uno il sabato e uno il mercoledì (qui sotto le date), con la direzione creativa dello show designer Willo Perron. La cadenza bisettimanale, quindi non particolarmente impegnativa, sarebbe stata scelta per permettle di riposarsi e recuperare tra una esibizione e l’altra nel caso dovessero ripresentarsi i sintomi dei problemi di salute che l’hanno tenuta lontana dalle sale da concerto negli ultimi anni.
La prima fase della pre-vendita inizierà martedì 7 aprile alle ore 10 e sarà riservata a chi si registra sul sito della cantante. Per farlo c’è tempo fino alle ore 19 di giovedì 2 aprile. Come in tutti i casi di eventi richeistissimi, la registrazione non garantisce la possibilità di acquistare i biglietti. Qui il video-annuncio (in inglese) e le date.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Gilles Bensimon

29 marzo 2026
‘Bully’, il nuovo disco di Kanye West
Alla fine, il nuovo disco di Kanye West è uscito. Dopo i listening party tenutisi tra la notte di giovedì 26 e le prime ore di venerdì 27 marzo e poi venerdì in città in tutto il mondo (tra cui Los Angeles, New York, Chicago, Atlanta, Seoul, Hangzhou, Amsterdam, Istanbul), le tracce di Bully sono ora disponibili su tutti i principali servizi di streaming. Bully arriva dopo la collaborazione con Ty Dolla Sign per Vultures nel 2024 e l’uscita di Donda 2, nel 2022. Si tratta del dodicesimo album in studio solista di Ye. Tra i featuring Travis Scott, Andre Troutman, CeeLo Green, Don Toliver e Peso Pluma. Il disco, in realtà, sarebbe dovuto uscire ieri dopo essere stato annunciato e rimandato più volte nell’arco di un anno. Nei giorni scorsi erano circolate indiscrezioni secondo le quali Kanye West avrebbe fatto ricorso all’AI per il disco. Mercoledì Ye ha assicurato che non è così (o che l’intelligenza artificiale non è presente nella versione uscita) scrivendo «No AI». A dare annuncio della pubblicazione è stato Kanye, attraverso il suo account Instagram, ora completamente resettato, su cui ha pubblicato tre post: due grafiche e una scritta, «Bully out now». Inatnto James Blake ha chiesto ufficialmente di essere rimosso dai crediti di produzione del brano This One Here di Kanye West, traccia inizialmente conosciuta come Bully e inclusa nel suo dodicesimo album. In un messaggio pubblicato sulla sua piattaforma Vault, Blake ha spiegato di non riconoscersi nel ruolo di produttore della versione finale del pezzo. Pur ammettendo che alcuni elementi del suo lavoro originale – come l’intonazione vocale e la struttura della base – siano rimasti, ha sottolineato che lo “spirito” della sua produzione è stato in gran parte modificato. L’artista ha chiarito di aver chiesto la rimozione del credito per una questione di correttezza professionale: non vuole infatti prendersi meriti per un risultato finale che non sente più come proprio. Ha inoltre ribadito che non si tratta di un problema personale, ma di una scelta legata alla volontà di essere associato solo a lavori su cui ha un reale controllo creativo.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Fabien Baron

26 marzo 2026
Rosalía interrompe concerto a Milano
«Non sto bene, non posso continuare, mi spiace». Ieri sera, Rosalía è stata costretta a interrompere a metà il concerto al Forum di Assago, a Milano, unica data in Italia del tour di Lux.
Il concerto è iniziato regolarmente davanti a circa 11.500 spettatori arrivati da molte parti d'Italia e anche dall'estero. Lo spettacolo è proseguito in maniera regolare (impeccabile, dice chi c'era) per dieci canzoni, anche con un omaggio in italiano alla musica d'autore del Bel Paese: “Puccini, Verdi… voi ragazzi avete una tradizione musicale incredibile”, ha detto introducendo il brano “Mio Cristo piange diamanti”.
È stata costretta a mollare alla fine del secondo atto, dopo 11 canzoni sulle 26 previste. Durante l'esecuzione di “De Madrugá”, alcuni colpi di tosse e meno energia di prima. Rosalia si è concessa una breve pausa. Poi, tornata sul palco, ha spiegato agli spettatori la situazione: “Mi sento male. Ho vomitato nel backstage per un’intossicazione alimentare. Ho provato ad andare avanti ma devo interrompere lo show. Volevo che aveste la migliore esperienza possibile. Non mi era mai capitato prima”, ha detto al microfono scusandosi più volte con tutti.
Dopo l’annuncio, il pubblico è stato fatto uscire dal Forum. Rosalía ha promesso che tornerà in Italia.
Prima dell’interruzione ha dedicato una canzone a Giulia Stabile, ballerina di Amici nel cast dello show. Nell’orchestra si è visto Enrico Gabrielli.
Al concerto erano presenti anche spettatori d'eccezione, tra cui Tommaso Sacchi, assessore alla cultura di Milano, e Stefano De Martino, direttore artistico del Festival di Sanremo. E poi Levante, Ghali, Elodie e Arisa.
Fonte: rollingstone.it/milanotoday.it
Foto: Copertina "LUX"

24 marzo 2026
Céline Dion, concerti in autunno?
Céline Dion sta per tornare sulle scene? Dopo l’apparizione alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Parigi del 2024, quando ha cantato Hymne à l’amour di Edith Piaf, la cantante canadese si prepara a quanto pare a una residency nella capitale francese. Dopo che a Parigi sono apparsi alcuni poster pubblicitari contenenti titoli di sue canzoni, Variety ha ricevuto la conferma. Dion dovrebbe esibirsi alla Paris La Défense Arena, spazio polivalente di proprietà di Live Nation che può ospitare fino a 40 mila spettatori.
Secondo quando riporta La Presse, dovrebbe fare due concerti a settimana nei mesi di settembre e ottobre 2026, un ritmo che le permette di riposarsi e recuperare tra una esibizione e l’altra nel caso dovessero ripresentarsi i problemi di salute che l’hanno tenuta lontana dalle sale da concerto negli ultimi anni. I poster fanno pensare a un annuncio imminente, con relativa vendita dei biglietti.
Dion avrebbe dovuto esibirsi a Parigi già nel 2020. I concerti sono stati poi rimandati prima a causa del Covid e in seguito della malattia neurologica che ha impedito alla cantante di esibirsi e che è al centro del documentario del 2024 I Am: Celine Dion.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Gilles Bensimon

21 marzo 2026
AC/DC: Stevie Young dimesso dall’ospedale
Stevie Young degli AC/DC ha lasciato l’ospedale di Buenos Aires in cui era stato ricoverato ieri. Lo riporta l’agenzia Reuters spiegando che il chitarrista è stato visto uscire a piedi dal Sanatorio Mater Dei.
La band si trova in Argentina per tre concerti sold out allo Stadio River Plate lunedì 23 marzo, venerdì 27 marzo e martedì 31 marzo. Il promoter aveva fatto sapere ieri che il chitarrista 59enne nipote di Angus Young «non si è sentito bene e per precauzione è stato ricoverato in ospedale dove si sta sottoponendo a una serie di esami».
Già ieri un portavoce della band diceva che «Stevie sta bene ed è di ottimo umore. Non vede l’ora di salire sul palco lunedì». Prima di una pausa, la band terrà ad aprile tre concerti all’Estadio GNP Seguros di Città del Messico. Tra luglio e settembre gli AC/DC suoneranno negli Stati Uniti e in Canada.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Louder Sound

18 marzo 2026
Placebo, concerto in Italia a novembre
I Placebo hanno annunciato i programmi per il 2026, l’anno in cui festeggeranno 30 anni di attività discografica con una nuova versione dell’album di debutto e un tour che toccherà anche l’Italia.
Per ora è stata annunciata una sola data italiana del 30th Anniversary Tour, il 6 novembre 2026 al Forum di Assago, Milano (la vendita generale partirà venerdì 27 marzo). Durante il concerto la band di Brian Molko suonerà pezzi dal primo album Placebo, uscito appunto nel 1996, e da Without You I’m Nothing del 1998.
Il 19 giugno il gruppo pubblicherà il nuovo album Placebo Re:created, versione risuonata del disco di debutto con due pezzi bonus già noti, Drowning By Numbers e H.K. Farewell. «È una director’s cut. Non lo abbiamo ricreato da zero: siamo tornati ai nastri originali portando dentro 30 anni di esperienza live», dicono i Placebo in un comunicato. «Quando abbiamo realizzato il primo album, non avevamo ancora l’esperienza o le competenze tecniche per tradurre completamente ciò che avevamo in mente. Nel tempo, le canzoni hanno preso vita sul palco, crescendo ed evolvendosi».
«È una celebrazione delle nostre origini e un punto d’incontro tra ciò che eravamo e ciò che siamo oggi».
Fonte: rollingstone.it
Foto: L'Opinionista

15 marzo 2026
È morto Phil Campbell dei Motörhead
È morto Phil Campbell, il chitarrista dei Motörhead. Aveva 64 anni ed è scomparso nella notte di venerdì 13 marzo dopo una lunga battaglia in terapia intensiva in seguito a un’operazione complessa. La notizia è stata data dalla famiglia attraverso i canali social dei Phil Campbell and the Bastard Sons, la band che aveva formato con i tre figli Todd, Dane e Tyla dopo lo scioglimento dei Motörhead.
Campbell era nato a Pontypridd, in Galles, ed era rimasto legato alle sue origini per tutta la vita. Aveva incontrato Lemmy Kilmister per la prima volta a 12 anni, chiedendogli un autografo prima di un concerto degli Hawkwind. Dopo aver suonato in gruppi da pub e nella band heavy metal Persian Risk, nel 1984 si era presentato alle audizioni per sostituire Brian Robertson nei Motörhead. Lemmy non riuscì a scegliere tra lui e Würzel Burston, così li prese entrambi. La nuova formazione fece la sua prima apparizione come ospite nella sitcom della BBC The Young Ones pochi giorni dopo.
Da quel momento Campbell è stato una presenza fissa nei Motörhead per 31 anni, il membro più longevo dopo Lemmy, registrando 16 album in studio tra cui ‘Orgasmatron’, ‘1916’ e ‘Bastards’. Dopo la morte di Lemmy nel dicembre 2015 e il conseguente scioglimento della band, Campbell aveva pubblicato il suo primo album solista ‘Old Lions Still Roar’ nel 2019 con ospiti come Alice Cooper e Rob Halford e aveva continuato a suonare dal vivo con i Bastard Sons.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Didier Messens/Redferns

12 marzo 2026
Dot Rotten: il rapper muore improvvisamente, a 37 anni
Il rapper Dot Rotten, pilastro della scena Grime britannica e noto anche per collaborazioni con artisti del calibro di Ed Sheeran, è morto all’età di 37 anni. La famiglia ha confermato alla BBC la scomparsa, senza però fornire altri dettagli sulle cause del decesso. Secondo alcune indiscrezioni online, Dot Rotten sarebbe però morto in Gambia.
Nato il 19 ottobre 1988 a Londra, Joseph Ellis-Stevenson, noto come Dot Rotten, aveva iniziato a rappare all’età di sette anni, quando aveva composto la sua prima musica su un computer Atari. Nel 2007, con il nome di Young Dot, aveva pubblicato il primo mixtape, This Is the Beginning. Nel 2008 aveva però cambiato il nome d’arte in Dot Rotten (acronimo di “Dirty on Tracks, Righteous Opinions Told to Educate Nubians”, in omaggio al personaggio di Dot Cotton della serie tv EastEnders), poi nuovamente sostituito da numerosi altri come Zeph Ellis, Three-Six, The Spirit, Big Dotti e Terror Child. Il rapper aveva infine ripreso lo pseudonimo poco prima di morire per lanciare il singolo Psalms for Praize.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: clashmusic.com

9 marzo 2026
Sebastian Bach con i Twisted Sister
C’è fermento in casa Twisted Sister. Negli ultimi mesi la band americana ne ha viste accadere un po’ di tutte. Prima l’annuncio del tour per festeggiare i 50 anni di carriera del gruppo, poi la cancellazione dello stesso tour a causa dello stato di salute del cantante Dee Snider che ha preferito fare un passo indietro annunciando: «Non conosco un altro modo di fare rock. Rallentare per me è inaccettabile. Preferisco andarmene che essere l’ombra di me stesso».
Ora a un mese di distanza dal ritiro di Snider, i Twisted Sister ribaltano nuovamente le carte in tavola annunciando che il tour, rispetto a quanto detto, si farà. Ma senza Snider.
«I membri dei Twisted Sister Jay Jay French ed Eddie Ojeda sono entusiasti di annunciare che l’iconico cantante e frontman Sebastian Bach sarà alla guida della band per alcune date selezionate questo autunno». Continua nel comunicato dei due musicisti: «Queste apparizioni non influenzano né interferiscono con il programma attuale o futuro dei tour solisti di Sebastian, che rimane completamente invariato». Per ora l’unica data annunciata dalla band è il 4 settembre in Alaska.
L’ex leader degli Skid Row (anche loro alla ricerca di un nuovo frontman con una open call lanciata online), che in passato ha collaborato anche in alcuni dischi di Guns N’ Roses, Mötley Crüe, Ace Frehley, Duff McKagan, raggungerà così i Twisted Sister per alcune date del tour anche se, per ora, non sono state specificate quali. Bach attualmente è on the road con un denso tour chiamato The Party Never Ends! 1989-2026.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Getty Images

6 marzo 2026
BTS: The Comeback Live I Arirang
È uscito il trailer dell’evento livestream BTS The Comeback I Arirang, che sarà disponibile il 21 marzo 2026 alle ore 12 in diretta in esclusiva su Netflix (visibile anche su Sky Glass, Sky Q e tramite app su NOW Smart Stick). In diretta dalla storica Gwanghwamun di Seul, il concerto celebrerà l’uscita dell’attesissimo nuovo album, Arirang, che uscirà il 20 marzo e precederà il tour di ritorno dei sette membri J-Hope, Jimin, Jin, Jung Kook, RM, Suga e V sul palcoscenico mondiale. Nel video, i fan reagiscono alla notizia della pausa del gruppo K-pop, che ha dovuto assolvere agli obblighi militari in Corea del Sud (nel 2022 Jin è stato il primo ad arruolarsi, mentre Suga è stato l’ultimo ad essere congedato nel luglio 2025). Mentre la folla incita: “BTS!”, Jung Kook dice: “Sono così emozionato. Mi mancano davvero”. In un’altra clip, RM conferma: “In sette insieme, possiamo fare qualsiasi cosa”. Il primo evento in scena in Corea del Sud trasmesso in streaming a livello globale sarà diretto da Hamish Hamilton, già noto per aver diretto la maggior parte degli spettacoli dell’Halftime Show del Super Bowl.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: europosters.it

3 marzo 2026
Harry Styles, anticipazioni nuovo disco
Venerdì uscirà Kiss All The Time. Disco, Occasionally, il nuovo disco di Harry Styles. Sarà il quarto album solista per il cantante dopo l’uscita dai One Direction. Come annunciato dal cantante, l’album è ampiamente ispirato agli LCD Soundystem e nasce a Berlino, dove Styles si era trasferito per registrare un album «guidato dai sintetizzatori».
Kiss All The Time. Disco, Occasionally sarà composto da 12 tracce di cui fino a ora sappiamo poco, se non che Aperture, il singolo che apre l’album pubblicato lo scorso 22 gennaio, è stato prodotto e scritto insieme a Kid Harpoon, già al lavoro con Styles per Harry’s House. Kid Harpoon dovrebbe aver curato l’intero lavoro. Aperture è stato presentato per la prima volta dal vivo questo sabato ai BRIT Awards.
Un altro brano del disco, Coming Up Roses, è invece stato spoilerato da Fred Again.. all’interno di un suo set a Londra all’Alexandra Palace. Non è chiaro, però, se Fred sia co-produttore del brano in questione.
In queste ultime settimane Styles ha tenuto una serie di listening party – in 40 differenti città (per l’Italia c’era Milano) – dove è stato possibile ascoltare l’album nella sua interezza. Ai fan presenti è stato regalato un seme di pomodoro, che dà il titolo a una limited edition del vinile di KATTDO, continuando un “inside joke” dell’artista che da sempre utilizza riferimenti a frutta e verdura (Kiwi, Watermelon Sugar, Banana Song).
Per i live, invece, bisognerà aspettare proprio la data di uscita del disco, giorno in cui Styles si esibirà alla Co-Op Live di Manchester per un evento a prezzi calmierati chiamato One Night Only. Di pochi giorni fa l’annuncio che lo stesso concerto verrà trasmesso su Netflix. Per l’Italia bisognerà attendere domenica sera alle ore 20.
Il tour vero e proprio inizierà poi il 16 maggio a Amsterdam e continuerà tutto l’anno, con le ultime date previste a Sydney a metà dicembre. Un tour fatto di poche città (solo 7) e molte residenze come le 12 date a Londra e le 30 al Madison Square Garden di New York. Non ci sono concerti previsti in Italia.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Ryan McGinley per Rolling Stone USA

28 febbraio 2026
Addio a Neil Sedaka
È morto Neil Sedaka. La notizia è stata data dalla famiglia: «Vera leggenda del rock’n’roll, fonte d’ispirazione per milioni di persone, ma soprattutto, almeno per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, un essere umano incredibile che ci mancherà profondamente». Non è stata resa nota la causa della morte. Sedaka aveva 86 anni.
Nato e cresciuto a Brooklyn, è stato autore per terzi, vedi ad esempio Stupid Cupid di Connie Francis, e uno dei grandi cantanti pop dei primi anni ’60, l’epoca compresa tra l’avvento dei giganti del rock’n’roll e la Beatlemania. È il periodo di hit influenzate dal doo-wop come Oh! Carol, Breaking Up Is Hard to Do o Next Door to an Angel.
Sedaka è entrato in crisi con l’avvento di una musica più giovanile, complessa e spregiudicata: «Sentivo la radio e mi chiedevo cosa fare. Non era più il tempo dei tra-la-la e dei do-be-do, di cui ero il re. Volevo adattarmi alla cultura del tempo». Anche grazie all’aiuto di Elton John, è riuscito a rilanciarsi negli anni ’70 godendo di un nuovo periodo di successo con canzoni pop più “adulte” tra cui Laughter in the Rain, Bad Blood, Love in the Shadows, oltre ai duetti con la figlia Dara.
«Il motivo per cui sono ancora qui dopo tanto tempo è che sono sempre riuscito ad alzare l’asticella, a reinventare Neil Sedaka, a evolvere e a crescere», diceva nel 2020. «Le mie canzoni mi sopravviveranno».
Fonte: rollingstone.it
Foto: Bettmann Archive/Getty Images

25 febbraio 2026
Anche Tom Morello con il Boss
Tom Morello prenderà parte al Land of Hope and Dreams, il tour politico che Bruce Springsteen e la E Street Band porteranno in giro per gli Stati Uniti e che partirà significativamente il 31 marzo da Minneapolis e si chiuderà altrettanto significativamente a fine maggio a Washington DC. Non è ancora noto il ruolo preciso del chitarrista. Si sa che sarà presente in tutte le date per «alcune canzoni selezionate».
La collaborazione tra i due risale almeno al 2008, quando il chitarrista è salito sul palco con la E Street Band e ha raggiunto il picco quando Morello nel 2013 ha momentaneamente sostituito Steven Van Zandt nella band. Già negli anni ’90 con i Rage Against the Machine Morello suonava The Ghost of Tom Joad, la canzone di Springsteen ispirata a Furore di John Steinbeck. Morello appare negli album Wrecking Ball e High Hopes, l’amico ha ricambiato il favore su The Atlas Underground Fire del 2021.
«Ho capito quanto è importante la tribuna che abbiamo a disposizione e quanto è cruciale il ruolo di resistenza che la musica può svolgere in questo pericoloso momento storico», dice Morello in un comunicato stampa. «Con Bruce e la E Street Band punteremo i riflettori sulle minacce alla democrazia e ai diritti umani durante il Land of Hope and Dreams American Tour, all’insegna della libertà, della giustizia e del rock’n’roll».
Per andare in tour con Springsteen, Morello ha dovuto cambiare il calendario di alcuni suoi concerti da solista. «Prometto che troveremo un modo per stare insieme per questi concerti, in queste città, molto presto».
A fine gennaio Springsteen è apparso a sorpresa nel concerto per Minneapolis di Morello, cantando per la prima volta dal vivo la sua Streets of Minneapolis.
Fonte: rollingstone.it
Foto: repubblica.it

22 febbraio 2026
Achille Lauro alla chiusura delle Olimpiadi invernali
Questa sera Achille Lauro concluderà ufficialmente la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 all’Arena di Verona con il brano Incoscienti giovani, il secondo estratto del settimo album che aveva presentato all’ultimo Festival di Sanremo. La performance chiuderà una serata che intreccerà arte, musica e sport. Per l’occasione, il cantante italiano ha scelto un elegante smoking firmato Dolce & Gabbana.
La cerimonia di chiusura avrà inizio con un corto girato proprio all’Arena di Verona. Subito dopo, la fiamma olimpica, la stessa che aveva illuminato i bracieri di Milano e di Cortina, farà il suo ingresso nel teatro scaligero, portata dai membri della staffetta azzurra di Lillehammer 1994: Maurizio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner. I quattro campioni percorreranno il tragitto fino ai cerchi olimpici, che accenderanno, per suggellare simbolicamente la conclusione dei Giochi e per rendere omaggio alla storia dello sport italiano, in un momento di continuità tra le leggende del passato e il presente dei Giochi.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: Friends&Partners

27 maggio 2026
Robert Fripp e «il cosiddetto nuovo album dei King Crimson»
Nella stessa intervista concessa ad Uncut in cui ha parlato in modo colorito del ricovero in Italia, Robert Fripp ha spiegato che fine ha fatto il progetto di incidere un disco con i King Crimson, disco che in qualche modo è stato iniziato dopo le ultime performance del gruppo, ma mai sviluppato davvero. «È il cosiddetto nuovo album dei King Crimson. Anche se avevamo registrato tutti i concerti per gli archivi, i batteristi erano convinti che il suono sarebbe stato migliore se avessero registrato separatamente», spiega Fripp. L’ultima formazione dei Crimson provedeva per tre batterie: Pat Mastelotto, Gavin Harrison, Jeremy Stacey.
«Così i batteristi hanno riregistrato le loro parti con l’idea che tutti noi potessimo incidere le nostre parti separatamente in modo da essere fedeli allo spirito delle performance dal vivo, ma con un suono molto, molto più compatto. Stava a Jakko Jakszyk portare avanti il tutto, ma credo che sia stato coinvolto in altri progetti e alla fine la cosa non è mai arrivata fino a me. Così il momento buono è passato e con esso anche un nuovo album dei King Crimson».
Nell’intervista Fripp spiega che non ha alcuna intenzione di rimettere in piedi i King Crimson dal vivo, almeno per ora. «Se dovessi fare concerti con i King Crimson dovrei esercitarmi almeno quattro ore al giorno. Ma al momento non mi esibisco più in pubblico. Ci sono altre cose di cui mi sto occupando che in questo momento hanno maggiore priorità: in sostanza, mettere ordine nei miei affari. Se morissi ora, i miei affari sarebbero un disastro. Perché? Perché sono in tour da 55 anni». «Quando suono al livello che mi sono prefissato, che per i King Crimson, significa Fracture, Larks’ Tongues in Aspic Part IV, Frame by Frame, il che equivale a semicrome a 156-158 bpm, dal punto di vista fisico siamo a livelli olimpici per la chitarra. E dopo un anno di pausa a causa del Covid era molto difficile tornare a quel livello. Arrivare a un certo livello esecutivo, devo ammetterlo, rappresenta una sfida durissima. E oggi non sento il bisogno di esibirmi in pubblico. Sento invece il bisogno di lavorare con gli studenti di Guitar Craft».
Fonte: rollingstone.it
Foto: Adam Gasson/Future

24 maggio 2026
BOB DYLAN COMPIE 85 ANNI
Il 24 maggio 1941 nasceva a Duluth, in Minnesota, Robert Allen Zimmerman. Oggi, ottantacinque anni dopo, il mondo celebra Bob Dylan: il “Menestrello” che ha ridefinito i confini della musica popolare, trasformando la canzone in un’opera d’arte letteraria e segnando in modo indelebile la cultura di oltre sei decenni.
Ma se c’è una lezione che Dylan ci ha insegnato, è che non ama essere incasellato. Proprio mentre le istituzioni e i critici tentano di chiuderlo in un’aula universitaria o in un museo a ridosso di questo importante compleanno, lui continua a fare l’unica cosa che gli interessa davvero: stare sul palco, costantemente in tour, a smontare e rimontare le sue stesse leggende. Il viaggio artistico di Dylan non è stato una linea retta, ma una serie di rotture radicali che hanno spesso spiazzato il suo stesso pubblico.
Il Profeta della Protesta (Primi anni ’60): Armato solo di chitarra acustica e armonica, dà voce ai diritti civili e ai movimenti pacifisti con inni generazionali come Blowin’ in the Wind e The Times They Are a-Changin’. Diventa, suo malgrado, il leader spirituale della New Left americana.
Il Tradimento Elettrico (1965): Al Festival Folk di Newport, Dylan sale sul palco con una chitarra elettrica Fender Stratocaster. I puristi del folk lo fischiano, gridando al “Giuda”. La sua risposta è Like a Rolling Stone, un urlo rock sfrontato che cambia la storia della musica per sempre.
Il Poeta dell’Alta Cultura (2016): Dopo decenni di evoluzioni (il country di Nashville Skyline, la svolta spirituale, i capolavori della maturità come Time Out of Mind), l’Accademia di Svezia spiazza il mondo conferendogli il Premio Nobel per la Letteratura, riconoscendo nelle sue canzoni “nuove espressioni poetiche all’interno della grande tradizione americana”.
Incontrare Bob Dylan significa accettare la sua natura intrinsecamente contraddittoria ed enigmatica. Per comprendere il suo genio non bisogna commettere l’errore di prenderlo troppo sul serio come “filosofo statico”. Dylan è un maestro del depistaggio e dell’ironia grottesca, un artista che ha passato la vita a fuggire dalle prigioni dorate in cui la critica voleva rinchiuderlo.
A 85 anni, il Menestrello di Duluth non ha alcuna intenzione di sedersi sulla sedia a dondolo dei ricordi. Continua a viaggiare, a cantare e a sfuggire alle nostre definizioni. Perché, come cantava in gioventù, la risposta continua a fluttuare nel vento.
Fonte: Samanta Costantini per ilpopolano.com
Foto: Aaron Rapoport/Getty Images

21 maggio 2026
MGK attacca YUNGBLUD: "Sei un Pinocchio"
Non scorre più buon sangue tra MGK e Yungblud, e il fu Machine Gun Kelly non ha perso tempo per ricordarlo al collega. In un commento, ora cancellato, MGK ha chiamato Yungblud un «segaiolo moralista nato con la camicia» («silver spooned preachy wanker», le parole), accusandolo di aver nascosto un tour fallimentare dietro lo scudo della salute mentale. «Hai cancellato un tour perché non vendevi i biglietti e hai detto che era per colpa della salute mentale, ma il giorno dopo i paparazzi ti hanno beccato a Nobu. Sei un Pinocchio».
L’accusa di MGK arriva sotto un video in cui il collega si lamentava dei prezzi dei concerti proponendo soluzioni più accessibili per il suo Bludfest: «I live stanno diventando insostenibili. Volevamo tornare e proporre 20 gruppi a 65 sterline, perché è così che dovrebbe essere. In questo mondo non c’è nulla che non si possa realizzare se lo si fa con sincerità e per le ragioni giuste».
Anche questa parte, in realtà, non è piaciuta a MGK: «I prezzi dei biglietti dei tuoi concerti costano ancora come quelli degli altri». Concludendo: «Smettila di parlare segaiolo moralista nato con la camicia».
Yungblud non ha risposto alla provocazione, preferendo lasciare la risposta a un membro del suo entourage: «Dom non ha niente da dire a riguardo poiché è molto impegnato con il suo tour nordamericano, che ha registrato il tutto esaurito, e con la realizzazione del suo prossimo album. Non ha davvero tempo per occuparsi di queste cose, ma auguriamo a MGK tutto il meglio».
I due sono stati amici per molto tempo, scambiandosi anche dei featuring in rispettivi album. Nell’ultimo anno la situazione è cambiata e lo scorso mese, nel singolo Fix Ur Face di MGK, è arrivato quello che a molti è sembrato un dissing verso Yungblud, alimentato anche da un tweet di MGK che avrebbe confermato la suggestione che la frase “Mickey Mouse kids turned rockstar / leaving private school, tryna be outlaws” (“ragazzi da Topolino sono diventati rockstar / hanno lasciato la scuola privata e ora vogliono fare i fuorilegge”) fosse proprio riferita all’ex amico.
Fonte e foto: rollingstone.it

18 maggio 2026
Cosa sta succedendo all’Hellwatt Festival?
Era stato annunciato come un Tomorrowland italiano, ma rischia di finire come il Fyre Festival. Cosa sta succedendo all’Hellwatt, il festival arrivato così dal nulla qualche mese fa e che aveva messo Reggio Emilia e la RCF Arena al centro dell’estate musicale europea con una line up unica composta da Kanye West, Travis Scott, Swedish House Mafia, Martin Garrix e moltissimi altri nomi della scena rap e EDM mondiale? Nelle ultime settimane, infatti, è successo proprio di tutto. A inizio maggio il fondatore e direttore artistico di Hellwatt, Victor Yari Milani, è stato allontanato dal progetto a causa di «visioni non più pienamente allineate». La decisione era arrivata dopo una serie di intoppi organizzativi e comunicazioni errate, come ad esempio quelle relative ai biglietti early bird per Kanye West venduti inizialmente a una cifra più alta, a cui è seguito un rimborso dovuto al fatto che il concerto di Ye non era più un’esclusiva europea come annunciato, ma uno tra gli show (la maggioranza cancellati per motivi politivi) di un tour più ampio.
La scorsa settimana Milani ha rotto il silenzio. Intervistato su Twitch da Alvise Salerno, il direttore artistico ha voluto fare chiarezza sul suo curriculum, visto che nei mesi precedenti si erano alzati molti dubbi su un evento di tale portata gestito da una persona sconosciuta all’interno del circuito dei grandi eventi. Milani ha chiarito di aver sempre lavorato nel settore degli eventi privati, spiegando di essere stato chiamato dalla C.Volo, tramite amicizie personali, per rilanciare la RCF Arena: «Il mio curriculum non è pubblico, ma non c’è bisogno che sia pubblico. Noi che lavoriamo ad alti livelli non facciamo profili social, non facciamo comunicazioni, si lavora con il massimo della segretezza». Milani ha poi spiegato che il Hellwatt è di sua proprietà, e non della società C.Volo che sta producendo il festival: «La situazione attuale continua a determinare gravissime lesioni ai miei diritti, nonché al progetto HellWatt Festival, da me ideato e sviluppato nel corso degli ultimi anni. Tutti i soggetti attualmente coinvolti nello sviluppo, nella promozione e nella monetizzazione dell’evento sono già stati o saranno formalmente informati dell’esistenza del contenzioso legale e delle contestazioni relative all’utilizzo del progetto, del marchio. Come da contratto, la titolarità e tutela dei concept, format e relazioni professionali sono state sviluppate dal sottoscritto, con il divieto di utilizzo diretto o indiretto di artisti, agenzie, partner e contatti introdotti da me senza preventiva autorizzazione». «Se la legge permetterà a C.Volo di fare i concerti non lo so, non sono io il giudice, lo dirà la legge», ha dichiarato prima di lanciare una bomba: «Voglio precisare che Hellwatt si farà e in un posto più grande, non a Campovolo. Ho già confermato un’altra location e nei prossimi giorni dirò qualcosa di più».
Hellwatt Festival quindi si farà? Con la stessa line up in una location differente dalla RCF Arena? O con una nuova serie di artisti, in un altro luogo, e con pochissimo tempo davanti per mettere tutto in piedi?
Fonte: rollingstone.it

15 maggio 2026
The Strokes, fuori il nuovo singolo "Falling Out of Love"
A poche settimane dall’uscita del brano Going Shopping, il gruppo statunitense, guidato dalla voce di Julian Casablancas, ha pubblicato Falling out of Love, nuovo singolo estratto dal progetto discografico Reality Awaits. L’album, contenente nove brani, farà il suo atteso debutto tra poche settimane, più precisamente il 26 giugno.
Nel giro di poche ore il video dell’audio della nuova canzone ha superato 150.000 visualizzazioni su YouTube. Questa la tracklist completa dell'album Reality Awaits:
Psycho Shit
Dine N’Dash
Lonely in the Future
Falling out of Love
Going to Babble On
Going Shopping
Liar’s Remorse
The Fruits of Conquest
Tyrants of the Mellow Moon
A giugno la formazione darà il via alla nuova tournée Reality Awaits The World 2026. Previsti appuntamenti live in numerose nazioni: dagli Stati Uniti d’America all’Irlanda passando per il Giappone e la Spagna. Il 17 ottobre il gruppo porterà la sua energia sul palco dell’Unipol Arena di Casalecchio di Reno per l’unico concerto previsto in Italia nel 2026. Nel corso degli anni la formazione si è affermata come una delle realtà rock più amate e popolari a livello internazionale. Tra gli album troviamo Room on Fire e First Impressions of Earth. Per quanto riguarda i singoli, citiamo Last Nite, Someday, Juicebox, You Only Live Once, Under Cover of Darkness , Brooklyn Bridge to Chorus e The Adults Are Talking.
Spazio anche a numerosi riconoscimenti di grande prestigio, tra i quali tre nomination agli MTV Europe Music Awards, la statuetta come International Breakthrough Act ai BRIT Awards 2002 e la vittoria nella categoria Best Rock Album alla 63esima edizione dei Grammy Awards.
Fonte: tg24.sky.it

12 maggio 2026
Gli U2 sul tetto di uno scuola bus in Messico
Cosa ci fanno gli U2 sul tetto di uno scuola bus in Messico? Ovviamente suonano. E cosa suonano? Street of Dreams, quello che dovrebbe essere il primo singolo estratto del nuovo album della band. Il video di questa performance è apparso sui social degli U2 nella notte e vede la band al completo – c’è infatti anche Larry Mullen Jr. di rientro dalle varie operazioni che l’avevano costretto a fermarsi e perdere la residency a Las Vegas del gruppo – durante lo shooting di un videoclip. La scena è in una piccola piazzetta di un paese in cui la band si esibisce sul tetto di un bus davanti al proprio pubblico. Gli U2 hanno anche inoltre condiviso un altro video backstage, in cui viene spiegato che durante le registrazioni un temporale ha danneggiato un generatore elettrico costringendoli a fermarsi. I quattro musicisti sono così stati accolti da alcuni abitanti della zona e si sono esibiti, sotto una pioggia torrenziale, in una versione acustica di Vertigo. La data di uscita di Street of Dreams, o del nuovo album, che segue la pubblicazione dei due EP (Days of Ash e Easter Lily) degli scorsi mesi, non è ancora stata condivisa.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Kevin Mazur

9 maggio 2026
"You Know I’m No Good", di Amy Winehouse, nel nuovo disco degli Stones
Il nuovo album dei Rolling Stones Foreign Tongues, che uscirà il 10 luglio, conterrà una cover di Amy Winehouse. Lo ha detto Ronnie Wood, secondo membro della band ad apparire al Tonight Show di Jimmy Fallon dopo Mick Jagger (mercoledì 13 sarà la volta di Keith Richards). Il pezzo in questione è You Know I’m No Good, da Back to Black. Nella tracklist del disco, che si apre con le due canzoni già uscite ovvero Rough and Twisted e In the Stars dovrebbero esserci nell’ordine Jealous Lover (che sarà presumibilmente il prossimo singolo a giudicare da un’etichetta apposta sulla copertina dell’album che circola in Rete), Mr. Charm, Divine Intervention, Ringing Hollow («Una lettera d’amore all’America» con dentro un po’ di country, ha detto Jagger), Never Wanna Lose You, Hit Me in The Head (suonata con Charlie Watts), You Know I’m No Good, Some of Us (cantata da Richards), Covered in You, Side Effects, Back in Your Life (ne ha parlato ieri sera Wood: «Registrata in una take, io non ho fatto niente, la chitarra si è suonata da sola») e Beautiful Delilah, che chiude il disco e che potrebbe essere la cover del pezzo di Chuck Berry. Tra gli ospiti, Paul McCartney, Steve Winwood e Robert Smith dei Cure.
Gli Stones e Winehouse hanno duettato nel 2007, quando all’Isola di Wight la cantante è salita sul palco per interpretare con Mick Jagger il classico Ain’t Two Proud to Beg.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Bryan Adams

6 maggio 2026
Rolling Stones, primi singoli estratti: ‘In the Stars’ e ‘Rough and Twisted’
Sono tornati i Rolling Stones. Dopo il singolo a nome Cockroaches distribuito in edizione limitatissima nei negozi di dischi, gli indizi sparsi nel mondo e l’anticipazione della copertina, ora è ufficiale: il 10 luglio la band di Mick Jagger, Keith Richards e Ronnie Wood pubblicherà il nuovo album Foreign Tongues, il primo da Hackney Diamonds di tre anni fa. L’album contiene 14 tracce. Prodotto come il precedente da Andrew Watt, è stato registrato in meno di un mese al Metropolis di Londra dai tre membri della band affiancati da Darryl Jones, Matt Clifford e Steve Jordan. C’è anche traccia di una delle ultime session in studio di Charlie Watts. Notevoli gli ospiti: Paul McCartney, Robert Smith dei Cure, Steve Winwood, Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers.
«Adoro fare queste session di registrazione a Londra, al Metropolis», dice Jagger in un comunicato stampa. Sono state settimane molto intense quelle dedicate alla registrazione di Foreign Tongues. Avevamo 14 brani fantastici e abbiamo lavorato il più velocemente possibile. Mi piace quella sala perché non è troppo grande, così si percepisce la passione di tutti i presenti». Per Keith Richards, «Foreign Tongues è in continuità con Hackney Diamonds ed è stato fantastico lavorare di nuovo a Londra e avere quell’atmosfera londinese intorno a noi. È stato un mese di grande intensità. Per me, ciò che conta è il divertimento. Sono fortunato a poter fare questo e spero che duri a lungo».
«L’atmosfera in studio era davvero creativa e tutta la band ha dato il meglio di sé durante l’intero processo», dice Ron Wood. «Molto spesso abbiamo centrato l’obiettivo già alla prima ripresa. Spero che piaccia a tutti». La copertina dell’album è dell’artista americano Nathaniel Mary Quinn: «Creare la copertina dell’album per i Rolling Stones è un onore artistico: un dialogo con una delle forze più durature della storia culturale».
Fonte: rollingstone.it

3 maggio 2026
Shakira: il mega-concerto record a Copacabana
Due milioni di persone, ieri sera, hanno trasformato Copacabana nel cuore pulsante del mondo per il ritorno storico di Shakira. In una notte magica tra droni, spettacolari coreografie e il ritmo del tour "Las Mujeres Ya No Lloran", la popstar colombiana ha riscritto i record di Rio de Janeiro. Un evento gratuito monumentale, impreziosito dall'omaggio ai grandi della musica brasiliana, da Caetano Veloso a Maria Bethânia, fino all'energia di Anitta e Ivete Sangalo. Centinaia di migliaia di fan si sono accampati fin dalle prime luci dell’alba sulla sabbia di Copacabana. L’obiettivo? Conquistare un posto in prima fila sotto il palco più grande mai costruito per un evento sulla spiaggia: ben 1.500 metri quadrati di struttura. Un dispositivo di sicurezza imponente: 8.000 agenti di polizia hanno presidiato il quartiere, chiuso al traffico già quattro ore prima dello show per accogliere l'incredibile ondata di pubblico arrivata da ogni parte del Brasile. Prima dell'ingresso di Shakira, lo spettacolo si sposta verso l'alto. Una flotta di droni ha danzato nel cielo di Rio, disegnando prima la sagoma di una lupa e poi il volto della cantante, concludendo con una dedica luminosa: "Te Amo Rio". La "Loba" è tornata. Il simbolo della donna emancipata, filo conduttore del suo tour, ha brillato sopra l'oceano poco prima che le note iniziali scatenassero l'ovazione del pubblico. Sulle note de "La Fuerte", brano d'apertura del tour Las Mujeres Ya No Lloran, Shakira è apparsa sul palco avvolta da un boato assordante, dando ufficialmente il via a una notte che sarebbe entrata nella storia. Tra balli iconici e hit mondiali, Shakira ha dimostrato perché è la regina indiscussa della musica latina, trasformando l'intera spiaggia di Rio in una pista da ballo a cielo aperto. Il momento più intimo e poetico della serata: Shakira ha condiviso il palco con il maestro Caetano Veloso. Un omaggio commosso alla Musica Popolare Brasiliana (MPB) che ha unito due generazioni e due culture, celebrando il legame profondo che lega la popstar colombiana al Brasile sin dai suoi esordi. Non poteva mancare l’energia di Ivete Sangalo per infiammare la spiaggia di Rio. L’abbraccio sul palco tra la popstar colombiana e la "Veveta" nazionale ha regalato uno dei momenti più iconici dello show, fondendo i ritmi caraibici con la forza travolgente del Brasile in un tripudio di balli e sorrisi. L’incontro che tutta Copacabana aspettava: Shakira ha accolto sul palco Anitta, la "Girl from Rio" che sta conquistando il mondo. Insieme hanno dato vita a un momento di puro potere latino, unendo Colombia e Brasile in una performance esplosiva che ha mandato in delirio i due milioni di fan presenti sulla sabbia. Un momento di pura emozione e solennità: la presenza sul palco di Maria Bethânia ha elevato il concerto a evento culturale senza precedenti. L'incontro tra la voce della Colombia e l'eleganza assoluta della canzone d'autore brasiliana ha creato un'atmosfera magica, rendendo omaggio alla poesia di Rio davanti a una folla oceanica. Due milioni di spettatori. Una cifra ufficiale confermata dal sindaco Eduardo Cavaliere che posiziona l’evento tra i più grandi della storia, sfiorando il record assoluto stabilito da Lady Gaga l'anno precedente. Shakira entra nel primato come la prima artista latina a offrire un mega-concerto gratuito di queste proporzioni su una delle spiagge più famose del mondo.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: Kevin Mazur

30 aprile 2026
Concerto Uno Maggio a Taranto, i cantanti in scaletta
L’evento, in programma il 1° maggio 2026, avrà luogo al Parco Archeologico delle Mura Greche di Taranto. Direzione artistica firmata da Michele Riondino, Diodato, Roy Paci e Valentina Petrini. Sul palco numerosi protagonisti del mondo della musica, tra gli artisti annunciati troviamo i Subsonica, Brunori Sas, Margherita Vicario, Gemitaiz, Marco Castello e Giorgio Poi. Ospite anche Francesca Albanese.
Il concerto, come detto, potrà contare sulla presenza dei Subsonica. A marzo il gruppo ha pubblicato il nuovo album Terre Rare. Annunciato, inoltre, il coinvolgimento di Brunori Sas. Nel 2025 il cantautore ha lanciato l’album L'albero delle noci contenente la title track presentata in gara alla 75esima edizione del Festival di Sanremo. Presenza confermata anche per Giorgio Poi, che nel 2025 ha pubblicato l'album Schegge. Tra le sue canzoni più note troviamo Missili con Frah Quintale. Presente anche Gemitaiz. Tra gli album più popolari del rapper troviamo Nonostante tutto, certificato con tre dischi di platino. Annunciata la presenza di Marco Castello. Nei prossimi mesi il cantante sarà protagonista di numerosi concerti in giro per l’Italia. Ci sarà anche la cantautrice e regista Margherita Vicario e anche lei sarà tra gli ospiti dell’evento. Nel 2025 ha vinto il David di Donatello nella categoria Miglior regista esordiente per il film Gloria! Presenti anche Don Ciccio, Fido Guido e Mama Marjas. I tre artisti saranno insieme sul palco per la prima volta. L’appuntamento musicale potrà contare anche sulla presenza di Catu Dios, produttrice, DJ e rapper. Inoltre, annunciato Canta Fino a Dieci, il collettivo nato nel capoluogo piemontese nel 2021, e la sua fondatrice, Rossana De Pace. L’appuntamento, in programma nella giornata di venerdì 1° maggio, vedrà presente anche Cigno, Si! Boom! Voilà!, Rekkiabilly. Generi diversi per accontentare un pubblico eterogeneo. Spazio alla musica di DJ Madkid & Moddi Mc.
L’organizzazione dell’evento Uno Maggio Taranto Libero e Pensante ha annunciato la presenza di numerosi ospiti, chiamati ad affrontare diverse tematiche. Ecco i nomi:
Francesca Albanese
Maura Gancitano e Andrea Colamedici
Tomaso Montanari
Omar Barghouti
Parisa Nazari
Sadra Valizadeh
Francesca Corbo
Riccardo Noury
Valerio Cecinati
Lince - Occhi sugli abusi
Fonte: tg24.sky.it
Foto: Locandina 2026

27 aprile 2026
Alicia Keys critica l’industria musicale
In un’intervista rilasciata al Times di Londra, Alicia Keys ha definito l’industria musicale «un club di vecchi amici» in cui le donne, soprattutto quelle che lavorano come produttrici o ingegnere del suono, faticano a trovare spazio. «Le donne rappresentano il 2% dell’intero business», ha detto Keys. «Io sono una produttrice, lavoriamo, facciamo cose incredibili, e il fatto che quel numero sia così basso è scioccante. Ma invece di limitarmi a essere arrabbiata, ho deciso che era il momento di creare opportunità».
Keys ha riconosciuto che molte delle sue canzoni contengono messaggi femministi, ma ha spiegato che sono sempre nate in maniera spontanea. «Non mi sono mai messa a scrivere canzoni con un messaggio femminista in maniera consapevole. La maggior parte le ho scritte perché non mi sentivo abbastanza forte e avevo bisogno di darmi una spinta per andare avanti. Ma è un tema che attraversa tutto il mio lavoro».
L’intervista ha toccato anche il rapporto tra artisti e business. Alla domanda su quale consiglio darebbe agli artisti emergenti, Keys ha risposto senza esitazioni: pensare fin da subito a come diventare proprietari delle proprie creazioni. La vincitrice di 17 Grammy ha descritto un sistema in cui chi sta intorno agli artisti tende a tutelarsi prima di tutelare loro. «Nessuno ti dice queste cose», ha detto. «Hai a che fare con dirigenti e avvocati che adorano prendersi le loro percentuali e farti pagare più del dovuto, ma nessuno ti chiede mai: “come possiamo fare in modo che il tuo lavoro duri nel tempo?”». L’intervista è stata realizzata in occasione di Giants: Art from the Dean Collection, la mostra curata da Keys e dal marito Swizz Beatz attualmente esposta a Londra.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Miller Mobley

24 aprile 2026
Muse: il nuovo singolo è ‘Cryogen’
I Muse hanno pubblicato un nuovo pezzo tratto da The Wow! Signal, l’album che pubblicheranno il 26 giugno. Si intitola Cryogen ed è dedicato a una “ice queen” che congela il sangue trasformandolo in diamanti. “Vuoto, mi ha lasciato a correre / in una landa deserta e polare”, canta Matthew Bellamy. “Sono nudo / Cryogen / Non potrò mai più piangere / Cryogen / Mi sto congelando / Sì, questa ragazza è azoto / Non piangerò più”. Prodotta dal gruppo con Dan Lancaster, Cryogen è la terza canzone tratta da The Wow! Signal dopo Unravelling e Be With You. La band l’ha presentata dal vivo a inizio mese alla O2 Academy Brixton di Londra. The Wow! Signal è stato lanciato inviando nella stratosfera un tablet. In un comunicato stampa si spiega che l’album «prende il nome da uno dei misteri interstellari più affascinanti del secolo scorso: un potente impulso radio della durata di 72 secondi rilevato nel 1977, proveniente dalla costellazione del Sagittario, con una larghezza di banda e un’intensità che suggerivano una possibile origine extraterrestre. L’astronomo che scoprì l’anomalia cerchiò la sequenza ormai iconica 6EQUJ5 e scrisse “Wow!” sulla stampa accanto ad essa, dando questo nome al segnale e consolidando la sua posizione nella tradizione scientifica e nella cultura popolare».
I Muse hanno per ora annunciato un tour in Nord America a luglio e agosto. Durante il concerto a Londra Bellamy ha detto che «torneremo a novembre». Faranno quindi un tour europeo dei palazzetti in autunno, Italia compresa? Sarebbe una bella notizia dopo il concerto di San Siro del 2023 in cui ci sono stati problemi di audio.
La tracklist di "The Wow! Signal":
The Dark Forest
Nightshift Superstar
Shimmering Scars
Cryogen
Be With You
Hexagons
The Sickness in You & I
Unravelling
Hush
Space Debris
Fonte: rollingstone.it
Foto: Polocho/Warner

22 aprile 2026
Prince, a 10 anni dalla morte esce l'inedito "With this tear"
A dieci anni esatti dalla scomparsa di Prince, il panorama musicale celebra l'eredità dell'artista di Minneapolis con la pubblicazione di un nuovo brano. Da oggi è ufficialmente disponibile in digitale "With this tear", una registrazione in studio finora inedita che arricchisce il vasto catalogo dell'artista.
Il lavoro è stato recentemente remixato e rimasterizzato dall'ingegnere Chris James, già collaboratore dell'artista. Il brano rappresenta un esempio emblematico dell'approccio autoriale di Prince, che ha firmato interamente produzione, arrangiamento e composizione, eseguendo di persona ogni singola parte strumentale. Nonostante la natura inedita di questa specifica registrazione, il brano non è nuovo al pubblico: poco dopo la sessione di registrazione del 1991, Prince offrì il brano a Céline Dion, che ne pubblicò una propria interpretazione nel 1992. Per oltre tre decenni, la versione della cantante canadese è rimasta l'unica reperibile professionalmente, rendendo questa pubblicazione la prima occasione per ascoltare l'esecuzione originale di Prince. L'uscita del singolo coincide con l'evento "A Day 2 Reflect | A Night 2 Remember" organizzato a Paisley Park, residenza e studio dell'artista, per commemorare l'anniversario della morte. Il rilascio di "With this tear" è il primo di una serie di inediti previsti per quest'anno, che confluiranno in un progetto discografico. A giugno, dal 3 al 7, è programmato il "10th Anniversary Celebration of Life", un raduno internazionale tra Paisley Park e Minneapolis.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: Getty Images

19 aprile 2026
Paul McCartney, i segreti del nuovo album
Una serata speciale per trenta fortunati che hanno potuto ascoltare insieme a Paul McCartney il suo nuovo album, The Boys of Dungeon Lane. Durante l’evento al Diamond Dust Studio di Sherman Oaks, inaugurato dal produttore Andrew Watt, i due hanno illustrato la realizzazione del disco brano per brano. Nel frattempo, un McCartney molto vivace ha intrattenuto il pubblico con aneddoti sui suoi compagni dei Beatles, prima di suonare una manciata di pezzi.
Nel complesso, l’album, in uscita il 29 maggio per la Capitol Records, è deliziosamente “beatlesiano” in alcune parti in termini di melodie, strumentazione, tempo audace e cambiamenti stilistici. Naturalmente, la voce di McCartney, che suona a tratti solida e robusta e poi delicata e vulnerabile è il punto di forza. Watt ha sottolineato che, per la maggior parte dei casi (a parte gli archi e l’orchestrazione), McCartney ha suonato tutti gli strumenti dell’album, compresa la batteria. Anche se ha ricevuto un aiuto molto competente da Ringo Starr in un brano. «Nessun altro può farlo» ha detto Watt riguardo all’abilità di McCartney nel suonare più strumenti. Un modesto McCartney ha risposto: «Qualcuno può farlo» prima di fare una pausa, inclinare graziosamente la testa e aggiungere: «Ma non molti».
I superfan sono stati accompagnati dalla Capitol Records Tower allo studio e, sebbene la presenza di McCartney non fosse stata promessa, quando sono entrati nella piccola stanza e hanno visto due poltrone di velluto bordeaux con tre chitarre acustiche allineate dietro di esse, affiancate da due grandi colonne di altoparlanti, è cresciuta l’aspettativa che l’artista avrebbe fatto la sua comparsa.
Per quasi 90 minuti, un McCartney deliziosamente loquace si è immerso nella realizzazione dell’album, iniziando da come ha conosciuto Watt. Vincitore di un Grammy Award, è diventato il produttore di riferimento per leggende come Rolling Stones, Elton John e il compianto Ozzy Osbourne. Questo dopo aver prodotto star come Justin Bieber, Post Malone e Miley Cyrus.
McCartney ha incontrato Watt per una “tazza di tè”. Hanno subito iniziato a improvvisare e a scambiarsi riff: «Mi sono detto: ‘okay, lavoreremo insieme’» ha raccontato il cantautore. Da lì, hanno ideato il brano di apertura e hanno iniziato a lavorare all’album, che è stato registrato a Los Angeles e in Inghilterra. «Quando ho incontrato Andrew per la prima volta ho pensato: ‘È un po’ invadente’» ha detto McCartney. «E lo è, ma è proprio quello che si cerca in un produttore. Non si vuole una persona timida».
Di seguito i brani dell’album, il primo lavoro solista di McCartney dal 2020, accompagnati da alcuni suoi commenti su ciascuno di essi. Man mano che ogni brano veniva suonato, McCartney canticchiava quasi ogni parola o, a volte, suonava la batteria immaginaria.
Ecco, quindi, "As You Lie There", nata proprio da quel primo incontro per una tazza di tè. Troviamo, poi, "Lost Horizon" col suo sguardo nostalgico al passato ed il primo singolo estratto, "Days We Left Behind", in cui Paul racconta: «Dungeon Lane era vicino a dove vivevamo io e George [Harrison]. Io prendevo l’autobus e alla fermata successiva saliva lui. Parlavamo di chitarre e rock ‘n’ roll. Stava succedendo tutto. Stava arrivando tutto». "Ripples In A Pond" è una dedica alla sua terza moglie, Nancy Shevell, dove le sussurra il suo amore come se la stesse guardando direttamente negli occhi. "Mountaintop" è raccontata dal punto di vista di una ragazzina in trip con i suoi amici a un festival musicale, ed è il brano più sperimentale e psichedelico dell'album. "Down South" ha dato il via a un racconto rivelatore su come McCartney fosse solito fare l’autostop insieme a Harrison e John Lennon, spesso facendosi dare un passaggio da un camionista per raggiungere il Galles o l’Inghilterra meridionale, nei dintorni di Exeter. "We Two" è stata scritta appositamente per essere registrara sul vecchio Studer degli Abbey Road, quando Paul ottenne gran parte della strumentazione che i nuovi proprietari degli studi (quando la EMI fu acquistata dalla Thorn Electrical nel 1979) volevano eliminare. "Come Inside" è uno dei brani rock più puri dell’album: «È fondamentalmente un pezzo rock. Non c’è molto da dire al riguardo. Suonalo e basta» ha detto a Watt, che stava selezionando i brani sul suo portatile. "Home To Us" parla del crescere a Liverpool. Non sorprende che sia probabilmente il brano più “beatlesiano” dell’album. "Life Can Be Hard" è una dolce canzone d’amore scritta durante il lockdown che McCartney e Shevell hanno trascorso insieme alla nipote di Shevell, a suo marito e al loro neonato. "Star": «La prima stella della notte è sempre speciale quando la vedi». "Salesman Saint" è un altro brano estremamente autobiografico vede McCartney raccontare di suo padre, James, il “venditore” della storia, e di sua madre Mary, la “santa” del titolo e infermiera/ostetrica. I due si conobbero durante la Seconda guerra mondiale quando il padre era un pompiere che spegneva gli incendi causati dai bombardamenti tedeschi. "Momma Gets By" tratta di una famiglia che lotta per mettere un piatto in tavola. McCartney canta dal punto di vista del loro figlio piccolo ("anche se papà è un perdigiorno, mamma lo ama con tutto il cuore e l’anima"), anche se ha sottolineato che non sta riferendosi ai suoi genitori. Al termine, McCartney ha osservato come nessun tema domini l’album (anche se la nostalgia è piuttosto ricorrente) e che era preoccupato per la mancanza di coesione. «Poi ti ricordi gli album dei Beatles. Noi non ci preoccupavamo di questo» ha detto con un piccolo sorriso.
Fonte: billboard.it
Foto: MJ Kim/Getty Images

16 aprile 2026
"17 RE", l'inedito dei Litfiba dopo 40 anni
Quarant’anni dopo il disco 17 Re, i Litfiba rimettono insieme la formazione anni ’80 e pubblicano una canzone rimasta chiusa nel cassetto per decenni, la title track dell’album del 1986 che uscirà venerdì 17 aprile in una nuova versione: «Sono rimaste melodie e armonia, ma è cambiato il ritmo, il groove», spiega Piero Pelù. Non è un recupero, come non vuole esserlo questa reunion: «Nessuna operazione nostalgica, anche se ci saranno i soliti nostalgici che romperanno il cazzo, ma noi non stiamo dietro a loro, ma a quello che ci ispira e che produciamo».
Nel testo, una linea torna centrale, “Un uomo è perso senza la sua storia e io non voglio dimenticare”, e una frase porta il discorso nel presente: “L’uomo arancione fa il padrone e sodomizza la libertà”. Pelù, oggi in conferenza stampa nella sede della Sony, ha chiarito il contesto: «Il periodo storico si è concentrato sugli abusi dei poteri da parte di una tecnocrazia assassina, da Trump a Netanyahu fino a Putin. Gli artisti contano zero, ma la voce ce l’abbiamo e prendiamo posizione, come non fanno tanti oggi, in Italia e all’estero. A parte Springsteen e pochi altri».
Nel 1986, però, 17 Re non venne capito: «Fu un album massacrato, tranne da Federico Guglielmi del Mucchio selvaggio. La maggioranza della stampa non lo capì. Fu definito barock and roll», ricorda Pelù. Anche perché era difficile da portare sul palco: «C’erano cinque o sei brani insuonabili live. Noi uscivamo dalla cantina con pezzi arrangiati buona la prima e quando li suonavamo dal vivo eravamo nella merda. Ora invece lo suoneremo tutto, a costo di massacrarci». Sul palco tornano così insieme Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo, alla batteria Luca “Mitraglia” Martelli. «Erano 13 anni che non suonavo insieme a questa band e ho molto piacere che questo sia avvenuto. È un déjà vu piacevole», dice Renzulli. Poi allarga il discorso: «Eravamo molto più ribelli dei giovani di oggi. Se qualcosa non mi andava lo dicevo. Oggi molti pensano con il pensiero della rete più che con la propria testa. La generazione attuale è più morbida». E sul disco: «Era un concept artistico scoperto a posteriori dal pubblico, soprattutto negli anni ’90». Aiazzi, invece, torna al metodo: «Abbiamo ripreso il nostro vecchio schema, dividendoci in base a chi è più bravo nei vari aspetti. Dopo tanti anni ci è sembrato ancora il più giusto. Mi sono ricomprato le tastiere dell’epoca: voglio gli stessi suoni ma riadattati al live. Invece i testi sembrano scritti ieri. Sono iperattuali». Per Maroccolo, il punto però è un altro: «Sono qui per il piacere di condividere musica con chi voglio bene e stimo. La gioia è ricondividere musica con persone a cui sono affezionatissimo. Tutto il resto viene in secondo piano». E sulla ricezione dell’epoca: «Ci dissero che eravamo un po’ troppo presuntuosi, ma è stato un atto creativo. Non mi interessa della critica o di cosa vende un disco. Quando c’è spessore creativo, se non è oggi il valore arriva domani».
Quel “domani”, nonostante le loro speranze, coincide con un presente più cupo. «Siamo stati più fortunati dei giovani di oggi» ammette Maroccolo «perché loro hanno davanti un buco nero pazzesco». Pelù allarga lo spettro: «Dobbiamo essere contenti di essere boomer, perché abbiamo vissuto la pace. I giovani devono essere liberi di fare quello che vogliono, con il limite del rispetto del prossimo». E lancia una stoccata alla Rai sul Primo Maggio a Roma, al quale parteciperanno: «Suoniamo a TeleMeloni». Intanto per il tour sono già stati venduti 70 mila biglietti.
Fonte: rollingstone.it

13 aprile 2026
Britney Spears ricoverata per la riabilitazione
Britney Spears è entrata volontariamente in un centro di riabilitazione dopo l’arresto avvenuto lo scorso 4 marzo. Insospettiti dal modo in cui guidava la sua BMW 430i, agenti della California Highway Patrol hanno sottoposto la cantante ad alcuni test i cui risultati non sono stati ancora comunicati. È scattato poi l’arresto con l’accusa di guida sotto l’effetto di alcol e sostanze stupefacenti. Portata nel carcere della Contea di Ventura, Spears è stata rilasciata poche ore dopo.
Dopo l’arresto, un suo rappresentante ha dichiarato che la cantante è determinata a chiedere aiuto: «Si è trattato di un episodio spiacevole e ingiustificabile. Britney farà i passi giusti e rispetterà la legge, e si spera che questo possa essere il primo passo verso un cambiamento atteso da tempo e necessario. Speriamo che possa ricevere l’aiuto e il supporto di cui ha bisogno in questo momento difficile».
Dopo l’arresto Spears aveva ringraziato tutti per l’aiuto dicendo che «passare del tempo con la famiglia e gli amici è una benedizione». Dovrà comparire il prossimo 4 maggio di fronte alla Corte superiore della contea di Ventura.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Patrick Demarchelier

10 aprile 2026
È morto Afrika Bambaataa
Lance Taylor, in arte Afrika Bambaataa, è morto oggi in Pennsylvania. La notizia è stata diffusa da TMZ che, attraverso le sue fonti, sostiene essere legata ad alcune complicazioni di un cancro. L’artista aveva 68 anni.
Pioniere dell’hip hop, Afrika Bambaataa era nato a New York, nel Bronx, ha iniziato a pubblicare musica nel 1980 per ottenere il suo più grande successo due anni dopo con Planet Rock, brano fondamentale del primo electro-rap che vantava un campionamento dei Kraftwerk. A inizi anni 70 aveva fondato la Universal Zulu Nation mentre il suo ultimo album risaliva invece al 2006.
Dal 2016, invece, Taylor era sparito dalla scene a seguito di accuse di violenza sessuale su minori.
Nato il 17 aprile 1957 nel Bronx, Bambaataa è stato tra i protagonisti della nascita della cultura hip hop negli anni Settanta. Tra i suoi successi discografici più noti i singoli "Zulu Nation Throwdown" (1980), "Planet Rock" (1982) e "Looking for the Perfect Beat" (1983), brani che contribuirono a definire l’electro-funk e a influenzare generi come house, techno e Miami bass. Nel 1985 partecipò al progetto anti-partheid Sun City, insieme a artisti come U2, Run-D.M.C. e Joey Ramone.
Fonti: rollingstone.it e tg24.sky.it
Foto: Mika (MikaV)sotto licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported.

8 aprile 2026
Strokes, "Reality Awaits" uscirà il 26 giugno
Dopo averla spedita in versione musicassetta a 100 fan, che l’hanno ricevuta via posta, e dopo averla suonata in concerto a San Francisco, gli Strokes hanno pubblicato ufficialmente Going Shopping e annunciato la data di uscita di Reality Awaits, il disco che la contiene. L’album uscirà il 26 giugno. È stato registrato in parte in Costa Rica col produttore Rick Rubin. L’art direction e il design dell’album sono di Johann Rashid, la copertina è tratta dalla serie Cowboys che Richard Prince ha prodotto fotografando con una 35mm le immagini della celebre campagna pubblicitaria “Marlboro Man”, ispirata a sua volta da un servizio di Life sui cowboy del Texas. Quella di Prince è un esempio di arte appropriazionista che usa immagini pre-esistenti, in questo caso delle pubblicità, mettendo in discussione i concetti di autenticità e di paternità di un’opera. L’idea della ri-fotografia gli venne dopo aver lavorato negli anni ’70 a Time Life e avere collezionato le pubblicità della Marlboro pubblicate sulle riviste dell’editore. Erano gli “scarti” del suo lavoro che consisteva nel tenere in archivio solo gli articoli editoriali. Gli Strokes non hanno commentato l’idea di usare Untitled (Cowboy) del 1989 «courtesy of Richard Prince» per la copertina di Reality Awaits. È solo una scelta estetica? O c’è dell’altro? C’entra il titolo del disco? In fondo anche il loro album arriva in un momento di crisi in cui ogni giorno siamo costretti a porci domande sulla autenticità di ciò che vediamo (e ascoltiamo, visto l’uso dell’AI nella musica) e in cui il mito americano viene messo in discussione.
La tracklist di Reality Awaits:
Psycho Shit
Dine N’Dash
Lonely in the Future
Falling out of Love
Going to Babble On
Going Shopping
Liar’s Remorse
The Fruits of Conquest
Pros and Cons
Fonte: rollingstone.it

5 aprile 2026
Eugenio In Via Di Gioia al Forum nel 2027
Gli Eugenio in Via Di Gioia annunciano il concerto più importante della loro carriera: il 5 maggio 2027 saliranno per la prima volta sul palco dell’Unipol Forum di Assago con l’evento “TUTTI DENTRO”. Non si tratta solo di un live, ma di un momento simbolico che racchiude anni di musica, crescita e connessione con il pubblico.
Dalle strade di Torino ai grandi palchi italiani, il percorso della band è stato costruito passo dopo passo, tra performance improvvisate, tour intensi e una comunità di fan sempre più forte.
Un viaggio iniziato tra piazze e marciapiedi.
La storia degli Eugenio in Via Di Gioia è unica: nasce tra le strade di Torino, tra esibizioni spontanee e incontri casuali. La loro musica ha preso forma tra piazze, portici e momenti condivisi con il pubblico.
Hanno suonato ovunque: rifugi antiaerei, spiagge, treni in ritardo, piazze italiane.
Questo percorso ha creato un legame autentico con i fan, che oggi rappresentano una parte fondamentale del loro successo.
Negli anni, la band ha costruito una carriera solida senza seguire le logiche tradizionali del mercato musicale. Ogni concerto, ogni canzone e ogni esperienza hanno contribuito a creare un’identità forte e riconoscibile.
Il concerto all’Unipol Forum rappresenta, quindi, un traguardo artistico, un punto di svolta e una celebrazione collettiva.
“TUTTI DENTRO” non è solo il nome del concerto: è un vero e proprio manifesto. La band lo dedica a chi li ha seguiti fin dall’inizio, a chi ha viaggiato per vederli e a chi ha condiviso momenti speciali durante i loro live.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: Piersante

2 aprile 2026
Nasce la "Music Park Arena" ad Imola
Un nuovo modello di spettacolo prende forma a Imola, dove musica, innovazione e ambiente si incontrano in un progetto senza precedenti. All’interno dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari e immersa nel verde del Parco delle Acque Minerali, la Imola Music Park Arena si propone come una delle più grandi arene europee dedicate alla musica live sostenibile. Con una capienza fino a 75.000 spettatori, espandibile oltre le 100.000 presenze, e un’estensione di oltre 350.000 metri quadrati, la struttura è pensata per integrarsi con la città, superando il modello delle venue periferiche e temporanee.
Il progetto si distingue per una forte impronta ambientale: superfici in erba, alberature diffuse e soluzioni per mitigare le alte temperature migliorano l’esperienza del pubblico e riducono l’impatto degli eventi. Cuore verde è il Bosco dell’Autodromo, con 2.500 alberi, affiancato da strategie di economia circolare sviluppate anche con Gruppo Hera. L’accessibilità sostenibile, tra treni speciali e percorsi ciclopedonali, si unisce all’ecosistema innovativo dell’Imola Living Lab. A inaugurare ufficialmente l’arena nel 2026 sarà Cesare Cremonini con Cremonini Live26, già sold out, primo grande evento di una venue destinata a ridefinire i concerti in Europa.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: conami.it

31 marzo 2026
BTS, "Arirang" debutta in vetta e fa il record
"Arirang", il primo album in studio completo dei BTS dopo quasi quattro anni, ha debuttato al primo posto della Billboard 200 e delle classifiche di oltre 115 Paesi su Apple Music, stabilendo il record di vendite per un gruppo musicale nel mercato americano dai tempi degli One Direction nel 2013. Globalmente ha superato i 4,17 milioni di copie vendute nella prima settimana mentre, in Italia, ha debuttato alla seconda posizione della classifica FIMI/NIQ.
L'album arriva dopo che tutti e sette i membri dei BTS - Jin, Suga, J-Hope, RM, Jimin, V e Jung Kook - hanno completato il servizio militare obbligatorio in Corea del Sud. L'attesa era enorme, e i numeri lo hanno confermato: il milione di copie è stato raggiunto in circa dieci minuti dal rilascio, con quasi 4 milioni di unità vendute solamente il primo, il dato più alto per qualsiasi album pubblicato nel 2026.
Sulla Billboard 200 l'album ha aperto con 641.000 unità equivalenti, di cui 532.000 in vendite pure: la settimana di esordio più grande per un gruppo da quando la chart ha adottato il sistema di misurazione a unità nel dicembre 2014 (per trovare un gruppo con numeri più alti bisogna tornare agli One Direction di Midnight Memories, nel 2013). Sul fronte vinile, "Arirang" ha registrato 208.000 copie vendute nella prima settimana, il dato più alto per un gruppo nella storia del tracciamento elettronico delle vendite. Sul piano digitale, l'album è già l'album K-pop con più stream nella storia di Spotify, nonché il primo disco non interamente in lingua inglese a raggiungere la prima posizione in oltre 100 Paesi su Apple Music.
Record anche per il singolo Swim, il brano con il debutto più alto su Spotify nel 2026 e tra i più trasmessi dalle radio italiane.
Per celebrare il lancio, il gruppo ha tenuto un concerto gratuito per decine di migliaia di fan a Gwanghwamun, nel centro di Seul, prima di cominciare il tour promozionale negli Stati Uniti che ha incluso un evento Spotify a New York e un'apparizione al Tonight Show di Jimmy Fallon.
Il BTS World Tour Arirang partirà il 9 aprile 2026 dal Goyang Stadium in Corea del Sud, per poi toccare Giappone, Stati Uniti, Europa, Sud America e Australia.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: europosters.it

28 marzo 2026
Gianluca Grignani: annullato il tour per problemi di salute
Gianluca Grignani ha cancellato i tre concerti del tour Verde smeraldo: residui di rock’n’roll annunciati a febbraio e in programma il 23 maggio al Lanciano Forum di Castelraimondo (Macerata), il 25 maggio all’Alcatraz di Milano e il 27 maggio all’Atlantico di Roma.
«Ero davvero felice di tornare sul palco e di rivedere tutti voi, la mia gente», scrive Grignani. «Mi avete fatto sentire tutto il vostro affetto dal giorno in cui abbiamo annunciato i concerti, che avevano registrato quasi il tutto esaurito a due mesi dall’inizio del tour e che rappresentavano solo l’inizio di un nuovo viaggio da fare insieme. Poi, l’entusiasmo del pubblico che ho reincontrato per le strade di Sanremo e il tornare a cantare al Festival, ha fatto accrescere ancor di più la voglia di suonare dal vivo». «Sono stato in studio per mesi per preparare i live e per finire l’album. Negli ultimi giorni, però, sono sorti dei problemi fisici non gravi, ma sufficientemente importanti da richiedere la mia attenzione in maniera costante, per cui, purtroppo, ora devo fermarmi. Spero che possiate comprendere quanto sia difficile per me decidere di mettere in pausa la musica, da sempre al primo posto nella mia vita, ed essermi vicino anche adesso. Tornerò presto, ve lo prometto, canteremo e suoneremo ancora più forte!».
È possibile chiedere il rimborso dei biglietti da oggi fino al 27 aprile presso il canale di vendita utilizzato in fase di acquisto. L’organizzatore Trident informa che «il rimborso comprende il prezzo del biglietto e i diritti di prevendita; sono esclusi eventuali costi accessori o personali. Per ottenere il rimborso è necessario essere in possesso di un titolo di accesso valido. Non verranno accettate richieste di rimborso per acquisti effettuati al di fuori dei canali ufficiali di vendita».
Fonte: rollingstone.it
Foto: deejay.it

25 marzo 2026
I Sex Pistols a Milano a giugno
I Sex Pistols hanno annunciato una nuova data in Italia. La band di Steve Jones, Paul Cook e Glen Matlock con Frank Carter alla voce sarà il 26 giugno al Parco della Musica di Segrate, alle porte di Milano.
La prevendita partirà domani alle ore 10. I prezzi dei biglietti sono di 50 euro più diritti di prevendita e per il pit di 70 euro più prevendita. Il giorno prima la band è attesa all’Arena del Levante di Bari per l’Oversound Music Festival.
I Sex Pistols, anche se John Lydon non li chiamerebbe così, portano in giro un tour per il 50esimo anniversario di Anarchy In The U.K., il primo singolo del gruppo uscito nel novembre 1976, in quello che è considerato l’anno in cui il punk è diventato un fenomeno culturale ampio.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Copertina disco "The Original Recordings"

23 marzo 2026
ius soli: Springsteen contro Trump
Il 1° aprile la Corte Suprema degli Stati Uniti esaminerà il caso Trump v. Barbara. Al centro ci sono la difesa o il ridimensionamento dello ius soli, la cittadinanza che viene concessa negli Stati Uniti senza alcuna condizione a chiunque nasca all’interno del Paese. Lo stabilisce il XIV emendamento della Costituzione messo in discussione dal decreto presidenziale di Trump del 20 gennaio 2025 che prevede che la cittadinanza non sia concessa a chi è nato negli Stati Uniti da genitori che non hanno lo status di immigrati legali o che non sono residenti permanenti. Il decreto è stato bloccato da vari tribunali distrettuali, ma ora spetta alla Corte Suprema prendere la decisione definitiva.
Tra i difensori dello ius soli c’è l’American Civil Liberties Union (ACLU) che ha ora collaborato con Bruce Springsteen per realizzare uno spot di 30 secondi in cui la musica di Born in the U.S.A. è abbinata a immagini americani di ogni provenienza le cui vite saranno influenzate dalla decisione della Corte Suprema.
«Born in the U.S.A. è la canzone perfetta per far capire qual è la posta in gioco e quanto la cittadinanza per nascita sia parte integrante dell’America», dice a Rolling Stone US Anthony D. Romero, direttore esecutivo dell’ACLU. «Racconta la storia di un veterano del Vietnam che torna a casa in un’America che trascura i propri figli. La canzone esorta la nazione a essere all’altezza dei suoi ideali».
Anche grazie all’uso di Born in the U.S.A. concesso da Springsteen e dalla Sony, il video vuole far capire che «la nazione non esisterebbe senza il diritto di cittadinanza per nascita e senza le generazioni di americani che hanno contribuito a costruirla. Lo spot trasforma momenti di vita quotidiana in una celebrazione dell’America: persone di ogni credo, razza e provenienza che studiano nelle aule, lavorano nei cantieri e si ritrovano in famiglia. La cittadinanza per nascita fa parte delle nostre storie e volevamo ricordare al pubblico che Trump non può decidere chi fa parte e chi non fa parte di questo Paese», dice Romero. «Desideriamo anche che i sostenitori di Trump si fermino a riflettere e pensino: “Sì, vorrebbe dire andare oltre, siamo tutti nati negli Stati Uniti, siamo tutti americani e ne siamo tutti orgogliosi. E siamo orgogliosi dei nostri vicini di casa che sono nati qua”».
Fonte: rollingstone.it
Foto: m.brucespringsteen.net

20 marzo 2026
Foo Fighters, nuovo singolo: "Caught In The Echo"
“Questo è solo un test su un sistema di trasmissione guasto, considerala una valutazione delle mie allucinazioni”, canta Dave Grohl nell’attacco di Caught in the Echo, il pezzo che i Foo Fighters hanno pubblicato oggi. Dopo Asking for a Friend e la title track, è il terzo estratto dall’album Your Favorite Toy che uscirà il 24 aprile.
Il disco, dieci canzoni per 37 minuti di durata, è stato registrato subito dopo l’ingresso in formazione di batterista Ilan Rubin, che ha sostituito alla batteria Josh Freese, scelto a sua volta come sostituto di Taylor Hawkins. Your Favorite Toy è stato prodotto in modo non dissimile al primo album dei Foo Fighters, partendo cioè da demo fatti da Grohl nel suo studio casalingo. Gli altri musicisti hanno poi sovrainciso i loro contributi. «Alcune di queste canzoni» ha detto a Mojo il chitarrista Chris Shiflett «non sarebbero state fuori posto nel primo album».
I Foo Fighters hanno anche annunciato che il 6 aprile sarà possibile vedere il concerto che la band ha tenuto il 22 febbraio alla St. James’ Church di Dingles, in Irlanda, per la serie Other Voices della radiotelevisione irlandese RTE. Alla chitarra c’era Jason Falkner al posto dell’infortunato Pat Smear.
Secondo quanto riporta setlist.fm, sono stati suonati 12 pezzi: A320, All My Life, Times Like These, Of All People (dal nuovo album), The Pretender, Your Favorite Toy (con citazione di Jailbreak dei This Lizzy), Learn to Fly, No Son of Mine (con citazione di Ace of Spaces dei Motörhead), My Hero, Aurora, Best of You, Everlong.
Fonte: rollingstone.it

17 marzo 2026
Vinnie Vincent, vende "Guitarmageddon" a 2Milioni $
Vinnie Vincent, che tra il 1982 e il 1984 ha fatto parte dei Kiss, ha completato il nuovo album Guitarmageddon, il suo primo in circa 30 anni. «Sono orgoglioso di quest’album speciale». Così speciale che lo mette in vendita a due milioni di dollari. In cambio si ottiene la possibilità di ammortizzare la spesa pubblicandolo.
Il pacchetto, scrive Vincent nel sito della sua band, «include 10 canzoni mixate e masterizzate, il formato finale del prodotto, i file della grafica, i poster correlati e 10 artwork separati per il packaging in vinile e CD per ciascuna canzone, nel caso l’acquirente scelga di pubblicare il disco un pezzo alla volta». Si può infatti scegliere «di pubblicare l’album nella sua interezza in qualsiasi formato si desideri… vinile, CD o qualsiasi altra configurazione, interamente o in parte». C’è però una clausola: Vincent ha il diritto di approvare i piani di marketing e l’acquirente non ottiene alcun diritto sul suo nome o sulla sua immagine (altri diritti sono acquistabili a parte).
Costa troppo? Vincent offre anche i brani singolarmente. Nel caso si vogliano comprare solo Heavy Metal Poontang oppure Cockteazer, possono essere acquistati a 200 mila dollari cadauno. «L’hard disk contenente i dieci master verrà spedito entro due settimane dal completamento dell’acquisto». Sul sito di Vincent si legge che sono rimaste poche copie di Guitarmageddon.
Il prezzo di due milioni di dollari è lo stesso pagato da Martin Shkreli per l’album dei Wu-Tang Clan Once Upon a Time in Shaolin nel 2015 e la metà di quanto il collettivo PleasrDAO ha sborsato per lo stesso disco nel 2021. Con una differenza sostanziale: era una copia unica, nessuno poteva duplicare o distribuire l’album dei Wu-Tang.
L’anno scorso Vincent ha venduto i CD singoli della canzone Ride the Serpent a 225 dollari l’uno. A fronte delle proteste dei fan, il chitarrista ha replicato su Facebook: «Se vi piace quel che faccio, sostenete l’artista. Vi lamentate perché è una sola canzone? Vale più della maggior parte degli album. Consideratevi fortunati che costi solo 200 dollari e che sia pure autografato. In origine costava 300 dollari, ma visto l’andamento dell’economia ho abbassato il prezzo a 200. Se non vi piace, è un problema vostro, non mio». In quanto a Guitarmageddon, il chitarrista lo descrive e come «evasione allo stato puro, pompata dagli steroidi». In passato ne ha parlato come «il più grande album di tutti i tempi».
Vincent ha suonato la chitarra solista senza essere accreditato in alcune canzoni del disco dei Kiss del 1982 Creatures of the Night. Ne è diventato ufficialmente chitarrista con Lick It Up del 1983. Ha lasciato la band l’anno dopo per intraprendere la carriera solista.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Michael Ochs Archives/Getty Images

14 marzo 2026
Neil Young in studio con i Chrome Hearts
Neil Young è tornato in studio con i Chrome Hearts per registrare un nuovo album, il secondo dopo Talkin’ to the Trees, uscito nel giugno 2025. Lo ha annunciato in un post sul suo sito, i Neil Young Archives.
Young ha scritto di aver già otto canzoni nuove, descrivendole come brani legati alla vita e all’amore, non alla politica. «Per fortuna sono di nuovo in studio a registrare con i Chrome Hearts», ha scritto. «Amo queste canzoni e le sensazioni di vita e amore che portano. Per ora abbiamo otto pezzi nuovi».
La notizia arriva poche settimane dopo la cancellazione dell’intera tournée europea prevista per l’estate 2026 con i Chrome Hearts. Young aveva comunicato la decisione a febbraio spiegando ai fan di aver bisogno di una pausa e di voler ascoltare il proprio corpo, dopo un Love Earth Tour 2025 che lo aveva portato sui palchi di mezza Europa e del Nord America con alcune performance che lui stesso ha definito «trascendenti».
Fonte: rollingstone.it
Foto: rsi.ch/keystone

11 marzo 2026
George Michael: in arrivo film-concerto e disco dal vivo
Dieci anni dopo la morte, avvenuta a dicembre del 2016, George Michael è ancora un cantante pop estremamente popolare, ma non è tra i più celebrati degli ultimi anni non avendo goduto di un grande revival grazie a biopic e operazioni commerciali di successo.
Le cose potrebbero cambiare. È stata infatti annunciata l’uscita entro la fine dell’anno del film-concerto George Michael: The Faith Tour. È stato girato nel 1988 durante la prima tournée solista del cantante che in quel periodo si stava mettendo alle spalle sia la musica che l’immagine degli Wham!. L’anno prima aveva pubblicato l’album Faith diventando una superstar di livello mondiale e stabilendo uno standard per i cantanti pop che vogliono costruire una carriera solista uscendo da formazioni di successo (il disco è stato riedito di recente in varie versioni fisiche).
Girato in 35mm con 14 camere, il film sintetizza le due date che Michael tenne il 30 e 31 maggio 1988 al Palais Omnisports de Paris-Bercy, oggi Accor Arena. Lo show è stato restaurato e rimasterizzato. Diretto da Andy Morahan e David Austin, già autori tra le altre cose del documentario George Michael: Freedom, uscirà nelle sale di tutto il mondo con la speranza, come si legge in un comunicato, che il pubblico «riscopra la potenza e la gioia di George Michael al massimo dello splendore».
Il film si accompagna a un corto originale di Mary McCartney, regista, fotografa, figlia di Paul e Linda. Serve a dare un contesto al concerto ed è basato su un’intervista audio inedita di Michael a cui sono abbinate fotografie mai viste prima di Herb Ritts e immagini tratte dal backstage del videoclip di Faith, diretto all’epoca da Morahan.
Parallelamente uscirà il disco dal vivo sempre titolato The Faith Tour con 11 canzoni tra quelle soliste e degli Wham!. Non è chiaro se si tratta delle stesse che si ascolteranno al cinema (la versione audio della seconda serata era stata diffusa da alcune stazioni radio) o di un assemblaggio di vari concerti della tournée.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Chris Cuffaro

8 marzo 2026
È morto Country Joe McDonald
È morto a 84 anni Country Joe McDonald, cantautore e figura simbolo della controcultura rock americana degli anni Sessanta. Il musicista, all’anagrafe Joseph Allen McDonald, nato nel 1942 a Washington, si è spento oggi, 7 marzo 2026 a Berkeley, in California, a causa di complicazioni legate al morbo di Parkinson.
McDonald è stato frontman e cofondatore dei Country Joe and the Fish, una delle band più rappresentative della scena psichedelica di San Francisco. Il gruppo si è distinto negli anni Sessanta con un rock intriso di folk, satira e impegno politico, diventando una delle voci musicali più esplicite contro la guerra in Vietnam.
Il suo nome resta indissolubilmente legato a I-Feel-Like-I’m-Fixin’-to-Die Rag, feroce canzone di protesta diventata un inno del movimento pacifista. Il brano raggiunse una fama mondiale grazie alla celebre esibizione di McDonald al festival di Woodstock del 1969, quando guidò centinaia di migliaia di spettatori nel provocatorio Fish Cheer, uno dei momenti più iconici della storia del rock e della controcultura americana.
Dopo lo scioglimento dei Country Joe and the Fish, McDonald ha proseguito una lunga carriera solista pubblicando decine di dischi e mantenendo un forte impegno politico e civile nella sua musica. Con il suo sarcasmo militante e la sua chitarra acustica, è stato una delle voci più riconoscibili della generazione di Woodstock, capace di trasformare il rock in un linguaggio di protesta e coscienza politica.
Fonte: rollingstone.it
Foto: SoundCloud

5 marzo 2026
‘What Lies Ahead’ di Peter Gabriel
Nuova luna, nuova canzone. Peter Gabriel ha pubblicato il terzo estratto dall’album o/i che uscirà nel 2026. La canzone si intitola What Lies Ahead ed è uscita nel Bright-Side Mix realizzato da Mark “Spike” Stent. «Era uno dei pezzi che nel tour Back to Front, come Playing for Time, venivano suonati senza parole, come work in progress», spiega Gabriel. «È nata da una melodia con cui stava giocando mio figlio Isaac».
«È una canzone che parla di invenzioni e inventori. Mio padre era un ingegnere elettrico, un inventore, e l’ho visto frustrato non solo nel tentativo di realizzare un’idea, che di solito deve passare per vari tentativi, ma anche di venderla, prima a chi ha i soldi e poi al resto del mondo. Per questo motivo mi ha sempre incuriosito il processo creativo, anche in relazione agli inventori».
La linea di violoncello viene dalle registrazioni di Linnea Olsson effettuate durante il tour. Altre parti orchestrali sono state aggiunte da John Metcalfe nel 2022. Il coro svedese Orphei Drängar è lo stesso che si sentiva su This Is Home, dall’album i/o. «Creano un’atmosfera molto strana, potente ed emotivamente forte, ed è un modo straordinario di iniziare una canzone – è stato un suggerimento di Brian Eno». Pur non essendo credente, Gabriel apprezza la musica dal carattere religioso, «ne colgo il sentimento, ed è ciò che speravo accadesse con il coro messo apertura: che facesse entrare subito in un’altra dimensione».
Alla canzone è abbinata come di consueto un’opera. Si tratta di Birth Tear / Tear dell’artista femminista americana Judy Chicago. «Rappresenta il dolore del parto, che nessun uomo potrà mai comprendere, ma l’atto di dare alla luce offre molti spunti (meno dolorosi). Sono felicissimo che abbia accettato di permetterci di usarla».
Fonte: rollingstone.it
Foto: York Tillyer

2 marzo 2026
Kelly Osbourne risponde alle critiche
Sabato sera Kelly Osbourne ha partecipato ai Brit Awards. Durante la cerimonia, che si è tenuta a Manchester, è stato celebrato suo padre Ozzy con un premio alla carriera postumo. Kelly è apparsa molto dimagrita e per questa ragione online hanno iniziato a moltiplicarsi commenti sul suo stato di salute. A cui lei ha voluto ribattere.
«Che crudeltà attaccare qualcuno che sta passando un momento difficile», ha scritto Kelly nelle sue storie di Instagram. «Prendermi a calci mentre sono a terra, mettendo in dubbio il mio dolore, trasformando le mie difficoltà in pettegolezzo, voltandomi le spalle proprio quando ho più bisogno di sostegno e amore. Niente di tutto questo dimostra forza, ma rivela solo una profonda mancanza di compassione e carattere».
Continua Kelly: «Sto attraversando il periodo più difficile della mia vita. Non dovrei nemmeno star qui a difendermi, ma non ho intenzione di rimanere seduta a farmi disumanizzare in questo modo!».
Non è la prima volta che Kelly si è trovata a doversi difendere da certi commenti. Era già successo a dicembre, ad esempio. Anche in quel caso Kelly aveva risposto (con un video ora cancellato): «Alle persone che continuano a pensare di essere divertenti e cattive scrivendo commenti come “Stai male?” o “Smetti di prendere Ozempic, non hai un bell’aspetto”. Mio padre è appena morto e sto facendo del mio meglio, e l’unica cosa per cui vivo in questo momento è la mia famiglia. E ho scelto di condividere con voi i miei contenuti e di condividere il lato felice della mia vita, non quello infelice. Quindi, a tutte quelle persone, andate al diavolo».
Fonte: rollingstone.it
Foto: Mike Marsland

27 febbraio 2026
San Marino Song Contest, ecco i BIG
San Marino Song Contest ha annunciato i 10 big che parteciperanno all’edizione 2026 saltando le semifinali del 4 e 5 marzo e andando direttamente alla finale del 6 marzo che sarà trasmessa su San Marino RTV (canale 550) e su RaiPlay.
A condurre la finale sarà Simona Ventura.
Si va dalla coppia formata da Senhit e Boy George a Rosa Chemical, passando per Paolo Belli, Dolcenera, L’Orchestraccia. In palio c’è ovviamente la partecipazione all’Eurovision Song Contest di maggio.
Ecco i 10:
Andreas Habibi ft. Aura (Emirati Arabi Uniti)
Dolcenera (Italia)
Edward Maya ft. William Imola (Romania/Italia)
Inis Neziri (Albania)
Kelly Joyce (Francia)
L’Orchestraccia (Italia)
Molella ft. Maxè (Italia)
Paolo Belli (Italia)
Rosa Chemical (Italia)
Senhit ft. Boy George (Italia/Inghilterra)
Fonte: rollingstone.it
Foto: ITC2000 Management

24 febbraio 2026
Al via Sanremo e nasce Casa Vessicchio
Al via oggi, la kermesse canora più amata e seguita dagli italiani. Che siano sul territorio nazionale o all'estero (soprattutto in Sud America), questa sera milioni di televisori saranno sintonizzati sul Festival di Sanremo 2026.
In occasione della 76esima edizione, dal 23 al 28 febbraio, ha aperto a Sanremo Casa Vessicchio, nuovo hub dedicato alla creatività, alla formazione e all’incontro tra le arti. Il progetto, ideato, voluto e sviluppato insieme al Maestro Peppe Vessicchio, il direttore d’orchestra napoletano scomparso a 69 anni l’8 novembre scorso, ha aperto le sue porte ai Bagni Paradiso (Lungomare Vittorio Emanuele II, 31) e nasce come spazio aperto a incontri, eventi e momenti di crescita condivisa durante la settimana del Festival.
Casa Vessicchio nasce con l’obiettivo di offrire opportunità ai giovani artisti e a chi desidera avvicinarsi al mondo dell’arte, proseguendo l’impegno che Vessicchio aveva portato avanti anche come responsabile del reparto canoro della Peparini Academy. Realizzato in accordo con la famiglia Vessicchio, il progetto si propone come luogo di scambio, divulgazione e confronto tra musica, cultura e convivialità. È stato ideato da Peppe Vessicchio, Niccolò Petitto e Andrea Rizzoli ed è organizzato da Enpi Entertainment e We Agency, in collaborazione con la famiglia Vessicchio e Andrea Rizzoli.
Quanto ci mancherà la frase : "Dirige l'Orchestra, il Maestro Peppe Vessicchio".
Fonte: rollingstone.it
Foto: ilgiornale.it

26 maggio 2026
È morto Sonny Rollins, leggenda del jazz
È morto il leggendario musicista jazz Sonny Rollins. Saxophone Colossus, com’era soprannominato, se n’è andato ieri nella sua casa di Woodstock. Aveva 95 anni. Non è ancora nota la causa precisa del decesso. Nel comunicato che ne annuncia la morte è citata una sua frase del 2009: «La vita di un creativo non finisce, ma continua nella prossima esistenza. Credo che questa vita non sia il principio e la fine di tutto». Cresciuto ad Harlem, Rollins si è avvicinato al jazz in tenera età, prima suonando il pianoforte e poi il sassofono. «È stata mia madre a regalarmi il primo sax, un contralto. Avevo 7 anni. L’ho portato in camera da letto e ho iniziato a suonare, tutto qui», raccontava a Jazz Times. «Ero al settimo cielo. Mia madre doveva chiamarmi: “Vieni che è ora di cena”. Avrei potuto continuare all’infinito. Adoro suonare da solo, è un esercizio, ma è anche un modo per comunicare con la mia musa».
Durante il liceo Rollins ha affinato la tecnica al sax tenore insieme a Jackie McLean e Art Taylor, amici di Harlem. Dopo il diploma è entrato in band guidate da grandi del be bop come il trombettista Fats Navarro e il pianista Bud Powell. Una delle sue prime apparizioni discografiche risale al 1949, in The Amazing Bud Powell, pietra miliare dell’hard bop, genere che lo stesso Rollins ha poi contribuito a definire.
La sua ascesa si è fermata momentaneamente quando è finito in carcere per rapina a mano armata e a causa della dipendenza da eroina, dalla quale si è liberato a metà anni ’50. Ha preso parte alla storica session che nel 1951 ha dato vita a Dig di Miles Davis. Col trombettista ha suonato anche in Collectors’ Items e Bags’ Groove, quest’ultimo contenente Oleo, composizione firmata da Rollins destinata a diventare uno standard jazz eseguito da John Coltrane, Eric Dolphy e altri. Il suo ultimo concerto è datato 2012. Due anni dopo ha annunciato il ritiro dalla musica a causa della fibrosi polmonare. «Il problema è che non riesco più a suonare il sax», ha raccontato al New Yorker. Nel 2020 diceva di avere speranza di «migliorare, suonare meglio, fare un disco migliore. La speranza non muore mai». Avvicinandosi ai 90 anni, ha anche parlato della fine inevitabile della sua carriera. «Morire è una cosa strana», ha detto al New York Times. «Tutti hanno paura di morire perché rappresenta l’ignoto. Ma mia madre è morta. Mio padre è morto. Mio fratello è morto. Mia sorella è morta. Mio zio è morto. Mia nonna è morta. Erano tutte persone meravigliose. Se possono morire loro, perché non posso morire io? Sono migliore di loro? È ridicolo pensare: “Oh cielo, io non dovrei morire”. Il mio corpo diventerà polvere, ma la mia anima vivrà in eterno».
Fonte: rollingstone.it
Foto: Martin Schoeller

23 maggio 2026
Spotify, presto una AI per remixare canzoni
L’industria musicale è di fronte a un dilemma: come monetizzare (e legalizzare) la musica composta con l’AI?
Con un nuovo contratto, Spotify e Universal Music Group hanno trovato una loro prima soluzione: «Lanciare un tool che permetta ai fan di creare cover e remix dei loro brani preferiti degli artisti e songwriter del gruppo presenti sulla piattaforma».
Come spiega Rolling Stone, questa nuova feature di Spotify sarà «a pagamento per chi ha già la versione Premium» e le revenue ottenute saranno divise tra artisti e autori secondo questi tre pilastri: «Consenso, credito, compensazione». Lucian Grainge, CEO di Universal, ha parlato di una prima iniziativa «incentrata sugli artisti e fondata su un’AI responsabile». Non è ancora chiaro come, e in che termini e possibilità, funzionerà questo add-on di Spotify, ma l’idea sembrerebbe quella di poter lavorare con le singole tracce che compongono i brani (i cosiddetti stems) a proprio piacimento. Non è stata ancora però condivisa una data di uscita.
Michael Nash, responsabile digitale della Universal, nel 2025 aveva dichiarato a Rolling Stone che gli obiettivi dell’azienda in materia di intelligenza artificiale erano quelli di «mettere al centro del dibattito gli artisti, difendere i loro diritti e interessi e, partendo da queste basi, sviluppare opportunità creative e commerciali». Ha citato una ricerca secondo cui una grande percentuale della musica caricata sui social media è stata «accelerata, rallentata, mixata, remixata» come prova della domanda per i servizi che l’azienda sta sviluppando.Gli artisti che aderiranno a questi piani «avranno l’opportunità di connettersi con i fan su una piattaforma in cui avranno un enorme controllo sui parametri di tale interazione, e quindi avranno una significativa partecipazione economica», ha affermato, «al contrario del mondo attuale in cui non c’è controllo e la partecipazione economica è molto limitata».
Il riferimento è alle varie AI presente online che permettono di creare o remixare canzoni. A tal proposito Universal e Warner Music hanno recentemente trovato un accordo con una di queste app, Udio, mentre sono ancora in corso le cause legali per violazione del copyright intentate da Universal e Sony Music contro il servizio di musica AI più popolare, Suno. Warner Bros. invece ha raggiunto un accordo con Suno a novembre.
Fonte: rollingstone.it

20 maggio 2026
Billy Joel contro il biopic «non autorizzato»
C’è un nuovo film in sviluppo sui primi anni di carriera di Billy Joel, ma il musicista non vorrebbe che uscisse. «Dal 2021, le parti interessate sono state ufficialmente informate di non detenere i diritti sulla vita di Billy Joel e di non poter ottenere i diritti musicali necessari per questo progetto», ha spiegato un rappresentante di Joel. «Billy Joel non ha autorizzato né sostenuto questo progetto in alcun modo, e qualsiasi tentativo di portarlo avanti senza la sua approvazione sarebbe un errore sia dal punto di vista legale che professionale».
Billy & Me, diretto dal compositore, montatore e regista americano John Ottman, racconterà degli esordi di Joel attraverso la prospettiva del suo primo manager, Irwin Mazur, che firmò l’artista nel 1970 portandolo a ottenere il primo contratto major nel 1972 con la Columbia Records. Ottman ha dichiarato a Rolling Stone che il film è «raccontato dal punto di vista di Irwin Mazur, e noi deteniamo i diritti esclusivi sulla sua vita», aggiungendo che il film biografico «non riproduce né intende utilizzare alcuna delle canzoni originali di Billy Joel, poiché è ambientato durante i suoi anni formativi, quando si esibiva con gli Hassles suonando cover e lottava per trovare la propria identità artistica».
Ottman ha poi commentato la dichiarazione del portavoce di Joel: «Definire il progetto “errato dal punto di vista giuridico e professionale” non rispecchia accuratamente la vera natura del film né i diritti alla base della produzione». Il regista ha aggiunto: «Il progetto si basa sulle esperienze dirette di Irwin Mazur e sul suo legittimo diritto di raccontare la propria storia di vita e il proprio punto di vista sugli eventi descritti nel film». «Questo è il ritratto più sincero, sentito e autentico della giovinezza di Billy e della sua ascesa fino a diventare una delle più grandi voci musicali del nostro tempo», ha raccontato Jon Small, amico di unga data di Joel. «Billy & Me è radicato nella verità, plasmato con cura e costruito grazie alla visione di persone che conoscono e amano sinceramente Billy», ha continuato. «Troppo spesso, le storie sugli artisti si perdono nell’esagerazione o nella creazione di miti. Billy & Me riflette la storia reale con integrità e rispetto. Ho incontrato Billy per la prima volta quando aveva 16 anni e, dopo aver letto la sceneggiatura, ho sentito che avevano davvero capito chi fosse prima che il mondo conoscesse il suo nome».
Fonte: rollingstone.it
Foto: billyjoel.com

17 maggio 2026
Drake è l’artista più ascoltato in un solo giorno su Spotify nel 2026
Drake è ufficialmente il recordman dell’anno per Spotify. È successo venerdì, 15 maggio, a meno di ventiquattr’ore dalla pubblicazione simultanea di Iceman, Habibti e Maid of Honour, usciti tutti alla mezzanotte di ieri.
Secondo la piattaforma di streaming svedese, grazie al suo triplo drop il rapper è diventato l’artista più ascoltato in un singolo giorno nel 2026. Iceman ha inoltre conquistato il record di album più streammato in un solo giorno quest’anno, mentre Make Them Cry è la canzone più ascoltata in un singolo giorno nel 2026 finora.
I risultati sugli altri servizi di streaming non sono stati da meno. Su Amazon Music, per esempio i tre album del rapper canadese hanno segnato (presi collettivamente) il maggior debutto dell’anno a livello numerico.
I 43 brani distribuiti sui tre album rappresentano il primo lavoro solista di Drake dal 2023, quando pubblicò For All the Dogs, nonché il seguito della collaborazione del 2025 con PartyNextDoor, $ome $exy $ongs 4 U. Iceman conta 18 tracce e, su Apple Music, è indicato con una durata di un’ora e otto minuti; *Maid of Honour* contiene 14 canzoni e dura 45 minuti; *Habibti* aggiunge altri 11 brani — rendendoli rispettivamente il nono, il decimo e l’undicesimo album in studio di Drake.
E, sempre rimanendo sui numeri, i tre album insieme contano 43 tracce per un totale di oltre due ore di musica. Tra i brani, numerose collaborazioni, storiche e più recenti: Future, 21 Savage, Molly Santana, Stunna Sandy, Sexyy Red, Central Cee, Popcaan, Iconic Savvy, Loe Shimmy, Qendresa e PartyNextDoor.
Fonte: rollingstone.it
Foto: OVO Sound

14 maggio 2026
Madonna, Shakira e BTS canteranno alla finale dei Mondiali di calcio
Saranno Madonna, Shakira e i BTS i protagonisti musicali della finale della Coppa del mondo di calcio, che la prima volta ospiterà un halftime show sul modello del Super Bowl americano. Il primo esperimento in questo senso è stato fatto nel luglio 2025 quando Doja Cat, Tems e J Balvin (a cui si sono aggiunti i Coldplay) hanno animato l’intervallo della finale della Coppa del mondo per club vinta dal Chelsea.
Affiancato dai Muppet, lo ha annunciato in un video Chris Martin dei Coldplay che è il curatore dello show. Un dollaro per ogni biglietto venduto sarà devoluto al FIFA Global Citizen Education Fund che mira a «raccogliere 100 milioni di dollari per ampliare l’accesso a un’istruzione di qualità e al calcio per i bambini di tutto il mondo».
La finale si terrà domenica 19 luglio al MetLife Stadium, nel New Jersey. Nel 2022 la diretta della finalissima è stata seguita da mezzo miliardo di spettatori. I mondiali “diffusi” (States, Messico, Canada) inizieranno l’11 giugno a Città del Messico con la partita Messico-Sud Africa. Durante la cerimonia di apertura che inzierà 90 minuti prima del calcio di inizio si esibiranno Alejandro Fernández, Belinda, Danny Ocean, J Balvin, Lila Downs, Los Ángeles Azules, Maná, Tyla. Alla prima in Canada (Canada-Bosnia Erzegovina) ci saranno il 12 giugno Alanis Morissette, Alessia Cara, Elyanna, Jessie Reyez, Michael Bublé, Nora Fatehi, Sanjoy, Vegedream, William Prince. La prima partita negli States sarà il 13 giugno Stati Uniti-Paraguay al So-Fi Stadium di Inglewood, Los Angeles. Prima del match si esibiranno Katy Perry, Future, Lisa, Tyla, Anitta, Rema, DJ Sanjoy.
Madonna pubblicherà il 3 luglio Confessions II, i BTS sono usciti a marzo con Arirang, Shakira è tra le altre cose l’interprete della canzone ufficiale dei Mondiali, Dai dai, che uscirà oggi.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Mert Alaş & Marcus Piggott

11 maggio 2026
I Beatles aprono le porte di Savile Row
«Il prossimo anno il numero 3 di Savile Row aprirà le porte al pubblico per la prima volta. E siete invitati a dare un’occhiata». I Beatles hanno lanciato la loro prima fan experience ufficiale. Si chiama The Beatles at 3 Savile Row e aprirà nel 2027 nel luogo che forse più di ogni altro ne identifica la presenza a Londra: la sede originaria della Apple Corps, dove i quattro hanno registrato Let It Be e tenuto il loro leggendario concerto sul tetto terrazzato nel 1969.
La visita a pagamento consentirà ai fan dei Beatles di visitare sette piani con materiali inediti dagli archivi della Apple Corps, mostre temporanee, il famoso tetto terrazzato, lo studio di registrazione che è stato ricostruito nel seminterrato e naturalmente un negozio.
«È stato un trip tornare di recente a Savile Row e dare un’occhiata in giro», ha detto Paul McCartney. «Quelle mura custodiscono tantissimi ricordi speciali, per non parlare del tetto. Il team ha messo a punto dei progetti straordinari e non vedo l’ora che la gente possa vederli quando saranno pronti».
Il commento di Ringo Starr: «Wow, è come tornare a casa».
Fonte: rollingstone.it
Foto: Ethan Russell/© Apple Corps Ltd

8 maggio 2026
E' uscita ‘Home to Us’ di Paul McCartney e Ringo
Ci hanno messo 64 anni a fare un vero duetto. È il secondo estratto dall’album ‘The Boys of Dungeon Lane’ ed è una cartolina da un’altra epoca. Ai cori Chrissie Hynde dei Pretenders e Sharleen Spiteri dei Texas.
«Una mattina sono a letto, è circa mezzogiorno, e mia madre bussa alla porta della mia stanza e dice: “C’è fuori Brian Epstein”. Non ne sapevo molto di lui, tranne il fatto che era strano che i Beatles avessero un manager, perché nessuno di noi ne aveva uno vero e proprio. Disse: “Verresti a suonare per noi nello spettacolo dell’ora di pranzo al Cavern?”. Risposi: “Dammi un minuto per bere una tazza di tè e infilarmi i pantaloni e scendo”. Mi accompagnò al Cavern con la sua auto lussuosa e suonai».
Era il febbraio 1962, Ringo Starr aveva 21 anni e suonava con un altro gruppo di Liverpool chiamato Rory Storm and the Hurricanes. Strano ma vero: da quella primissima volta in cui ha suonato coi Beatles (è diventato membro ufficiale più tardi), Ringo non aveva mai fatto un vero e proprio duetto con Paul McCartney. Lo ha fatto ora che la loro amicizia è… sixty-four. Come scrive un’utente di YouTube sotto al lyric video, «you guys should be in a band». Il duetto fra i due si intitola Home to Us e, dopo Days We Left Behind, è il secondo estratto dall’album di McCartney The Boys of Dungeon Lane che uscirà il 29 maggio. I due si alternano alle strofe raccontando cos’era per loro home quand’erano ragazzi. C’è un filo di nostalgia e soprattutto c’è il racconto delle origini dei due, la vita semplice a Liverpool che però era tutto perché era casa. È il loro poveri-ma-belli. “Si potrebbe dire che il posto in cui vivevamo non fosse granché, ma per noi era casa”, canta Paul. “E puoi anche pensare che fosse un po’ malandato, ma per noi era casa”, gli fa eco Ringo. E nel ritornello in cui è forte il tema della memoria che sarà al centro dell’album: “Non ci curavamo di dove ci avrebbe portato la strada / Non c’era tempo per fare storie, perché era tutto ciò che conoscevamo / Il mondo attorno a noi era insicuro, quel posto stava cadendo a pezzi / Ma era la città dove sono nato / Ed era casa nostra”. «Ringo è passato in studio e ha suonato un po’ la batteria», ha spiegato McCartney. «Ho detto ad Andrew che avremmo dovuto registrare un brano e mandarglielo. Quindi questa canzone è stata pensata per Ringo. Nello scrivere la canzone parlo delle nostre origini. Come per molte persone, si parte dal nulla e ci si costruisce da soli. Ringo era di Dingle, ed è stata dura. Ha raccontato che veniva derubato mentre tornava a casa, perché lavorava. Anche se era folle, per noi era casa». «Ho scritto la canzone partendo da quell’idea e l’ho mandata a Ringo. Lui mi ha rispedito una versione in cui aveva aggiunto solo qualche riga al ritornello, perciò ho pensato che forse non gli piacesse. L’ho chiamato e mi ha detto che pensava volessi che cantasse solo un paio di versi e io gli ho detto che mi sarebbe piaciuto sentirlo cantare in tutto il brano. Così abbiamo preso la mia prima strofa, la seconda di Ringo e abbiamo fatto un duetto. Non l’avevamo mai fatto prima. Volevamo dei cori e mi è venuta l’idea che sarebbe stato bello sentire delle ragazze. Chrissie Hynde ha detto che l’avrebbe fatto e Sharleen Spiteri, pure. Sono amiche e l’hanno fatto».
Fonte: rollingstone.it
Foto: Joe Schaeffer

5 maggio 2026
M.I.A. cacciata dal tour di Kid Cudi
M.I.A. è stata cacciata dal tour nordamericano di Kid Cudi per alcune frasi dette sul palco in un paio di date, in particolare a Dallas sabato 2 maggio. I fan si sono lamentati, il rapper e attore americano ha escluso la cantante dagli artisti che aprono i suoi concerti. Non è chiaro se al centro della controversia ci siano solo le parole che M.I.A. ha detto a Dallas o se nelle date precedenti abbia detto qualcosa di grave. «Sono stata cancellata per svariate ragioni, mai avrei pensato di essere messo al bando per il fatto di essere un’elettrice repubblicana di colore», ha detto in Texas (ha poi scritto su X che in realtà vota nel Regno Unito). Ha aggiunto che «non posso cantare Illygirl, anche se alcuni di voi del pubblico potrebbero esserlo», ovvero immigrati clandestini. La frase, effettivamente non chiarissima, è stata accolta dai buu del pubblico. A quel punto M.I.A. ha aggiunto: «Sono qui illegalmente. Metà del mio team non è qui perché non ha ottenuto il visto, ok? Voglio che lo sappiate. Non date retta a quello che dicono i bot su Internet». E ancora: «Dovremmo stare al di sopra della politica».
«M.I.A. non fa più parte di questo tour», ha scritto Kid Cudi in una storia di Instagram. «Prima dell’inizio della tournée avevo chiesto al mio management di inviare una comunicazione al suo team per precisare che non volevo alcunché di offensivo ai miei concerti, perché so come vanno le cose. Mi era stato assicurato che il messaggio era stato recepito. Dopo l’ultimo paio di concerti sono stato bombardato da messaggi di fan sconvolti dalle sue invettive. È molto deludente e non voglio nel mio tour gente che fa commenti offensivi che turbano la fanbase. Grazie per la comprensione».
M.I.A. come prevedibile ha risposto con vari tweet su X. «Ho scritto Iillygal (sic) per l’album Maya del 2010. L’ho introdotta dicendo di essere io stessa “illygal” e ho detto che il mio team non aveva ancora ottenuto i visti. Poi ho messo una canzone il cui testo dice “Fu&% the law”, cosa in cui credo ancora: se la legge è ingiusta, che se ne vada a fare in culo. Non manipolate le mie parole: è opera di Satana». Poi aggiunge: «Gesù era un immigrato e un ribelle. Non giustifico in alcun modo chi giudica, i malvagi e gli ignoranti, dobbiamo metterceli alle spalle nelle nostre vite e in questo mondo. Gesù torna per guidare il mondo con giustizia perché c’è ingiustizia in questo mondo. Sono orgogliosa di chi lotta per questo ogni giorno. Dio vi benedica».
Fonte: rollingstone.it
Foto: Janette Beckman

2 maggio 2026
Lady Gaga, altre due canzoni da ‘Il diavolo veste Prada 2’
Lady Gaga ha presentato due nuove canzoni, Shape of a Woman e Glamorous Life, tratte dalla colonna sonora del Diavolo veste Prada 2. Aveva già lanciato Runway in collaborazione con Doechii, comparsa nel trailer del film. Per scrivere e registrare Shape of a Woman e Glamorous Life, Lady Gaga ha lavorato con lo stesso team del suo album del 2025, Mayhem, includendo i produttori Andrew Watt, Cirkut e Gesaffelstein. Shape of a Woman è un brano pop energico che apre la colonna sonora, mentre Glamorous Life è un inno più riflessivo sul fascino abbagliante della fama. La colonna sonora tutta al femminile del Diavolo veste Prada 2 include anche canzoni di Dua Lipa, Miley Cyrus, Olivia Dean, Raye e SZA. Tra i brani c’è anche Material Lover, scritto e interpretato da Sienna Spiro appositamente per il sequel.
Lady Gaga e Doechii hanno recentemente pubblicato anche il videoclip di Runway, diretto da Parris Goebel. Anche se il brano segni la loro prima collaborazione, entrambe hanno più volte espresso reciproca ammirazione: Doechii ha definito Gaga una grande influenza e una “leggenda”, dichiarando di esserne la fan numero uno. Lo scorso luglio, Lady Gaga ha ricambiato gli elogi su British Vogue, dicendo che la rapper è arrivata sulla scena “con una penna che sembra già leggendaria”.
Nelle sale a quasi vent’anni dal primo film, il sequel vede il ritorno del cast originale, con Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci di nuovo nei rispettivi ruoli del cult. Streep interpreta ancora Miranda Priestly, la glaciale e inflessibile direttrice della rivista di moda fittizia Runway, alle prese con il declino del giornalismo cartaceo e con budget editoriali sempre più ridotti. Nel cast anche Kenneth Branagh, Simone Ashley, Justin Theroux, Lucy Liu, Patrick Brammall, Caleb Hearon, Helen J. Shen e B.J. Novak.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Angela Weiss (per AFP/Getty Images)

29 aprile 2026
Morto Tony Wilson, fondatore degli Hot Chocolate
È morto a 89 anni Tony Wilson, bassista, compositore e co-fondatore degli Hot Chocolate. A darne notizia è la Bbc, che aggiunge che l'artista è morto venerdì scorso, il 24 aprile, nella sua abitazione di Trinidad. Il decesso è stato confermato dalla famiglia.
Wilson è stato tra i fondatori degli Hot Chocolate, band nata nel 1969 che ha segnato la storia del soul divenendo il primo gruppo di artisti neri britannici a conquistare il mercato americano. Insieme al cantante Errol Brown, Wilson ha composto alcuni dei brani più noti della band, tra cui You Sexy Thing ed Emma, che hanno scalato le classifiche internazionali contribuendo al successo globale del gruppo.
Unendo suggestioni soul, pop, disco e reggae, gli Hot Chocolate si imposero nell'industria discografica degli anni Settanta. Per un quindicennio, dal 1970 al 1984, furono in grado di piazzare almeno un singolo in classifica ogni anno, un record per un gruppo britannico dell’epoca. You Sexy Thing, pubblicata nel 1975, segnò il culmine della loro parabola commerciale, entrando nelle classifiche sia nel Regno Unito sia negli Stati Uniti.
Nella seconda metà degli anni '70, Wilson lasciò la band per intraprendere la carriera da solista, pubblicando diversi album che non furono però in grado di replicare il successo ottenuto con gli Hot Chocolate. Negli ultimi anni aveva lasciato la musica ritirandosi a vita privata a Trinidad. I figli lo hanno ricordato come un uomo determinato e meticoloso, che ha inseguito per tutta la vita il sogno di far ascoltare le proprie composizioni, documentando con precisione ogni fase della sua carriera.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: Gijsbert Hanekroot

26 aprile 2026
Michael Jackson, i fratelli Cascio lo accusano di abusi
La storia non è nuova, i quattro fratelli Cascio, Edward Joseph, Dominic Savini, Marie-Nicole e Aldo, avevano già depositato una causa per abusi sessuali contro gli eredi di Michael Jackson presso il tribunale federale di Los Angeles lo scorso febbraio. Ma è con una lunga intervista rilasciata al New York Times, pubblicata in concomitanza con l’uscita nelle sale del biopic Michael, che la famiglia ha scelto di raccontare pubblicamente la propria versione dei fatti. Per più di vent’anni la famiglia Cascio ha fatto parte della vita di Michael Jackson. Il padre Dominic lavorava come manager in un hotel di lusso a Manhattan dove il cantante soggiornava spesso, e da lì era nata un’amicizia che aveva finito per coinvolgere tutta la famiglia. Jackson mangiava a casa loro nel New Jersey, li portava al Neverland Ranch, li faceva viaggiare con lui durante i tour internazionali, passava con loro le feste di Natale e del Ringraziamento. I Cascio si definivano, e venivano definiti, la «seconda famiglia» di Jackson. Per oltre venticinque anni avevano difeso il cantante da qualsiasi accusa. Quando nel 2010 Oprah Winfrey chiese a tre dei fratelli se ci fossero mai state «improprietà» con Jackson, risposero all’unisono: «Mai». Eddie aggiunse che Jackson «era un bersaglio». Ora, invece, dicono che era tutto falso. Che erano stati addestrati a proteggerlo. Che erano diventati, come li definiscono loro stessi, i suoi «soldati». Nell’intervista al Times i quattro fratelli raccontano nel dettaglio quello che sostengono di aver subito. Aldo, oggi 35 anni, dice di aver avuto circa sette anni quando Jackson, mentre lui giocava con un Game Boy a letto, iniziò a praticargli sesso orale. Gli abusi, racconta Cascio, sarebbero proseguiti per anni. Pochi giorni prima della morte di Jackson, nel 2009, Aldo racconta che il cantante gli chiese di andare a «Disneyland», un’espressione in codice per indicare un rapporto sessuale. Infatti, come riportato anche da Variety, secondo la denuncia depositata a febbraio, Jackson utilizzava un intero sistema di espressioni in codice per mascherare gli abusi: «Can I have a meeting», «Yogi Tea» e «Neverland» servivano allo stesso scopo, mentre il vino veniva chiamato «Jesus Juice» e i superalcolici «Disney Juice».
Marie Nicole, 37 anni, racconta di aver subito il primo abuso a dodici anni, nella casa di famiglia nel New Jersey, dove Jackson aveva soggiornato per mesi dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Dominic, 39 anni, dice che aveva circa otto anni quando, durante un viaggio a Euro Disney, Jackson cominciò a farlo stare nudo a letto con lui. Eddie, 43 anni, è scoppiato a piangere durante l’intervista raccontando che gli abusi erano iniziati quando era ancora in età prepuberale. «Mi ha portato via la mia virilità», ha detto.
All’epoca, nessuno dei fratelli parlò con gli altri di quello che stava succedendo, né con i genitori. Secondo la loro ricostruzione, Jackson ripeteva a ciascuno di loro che il rapporto tra loro era speciale, unico, e che se qualcuno avesse scoperto cosa accadeva le loro vite sarebbero state distrutte insieme alla sua. «Eravamo plagiati, eravamo manipolati», ha detto Eddie al Times. «Ci ha insegnato a difenderlo.» I genitori, racconta la madre Connie in un’intervista rilasciata il mese scorso a GB News, non sapevano nulla: «Avrei dovuto capirlo, e non l’ho capito. Dio sa che non l’ho capito».
La svolta è arrivata nel 2019, con l’uscita del documentario Leaving Neverland, che raccoglieva le testimonianze di Wade Robson e James Safechuck, altri due uomini che accusavano Jackson di averli molestati da bambini. I Cascio raccontano che guardando il documentario si sono riconosciuti in quelle storie. Aldo è stato il primo a parlare con la famiglia. Pochi giorni dopo Dominic ha confermato a Eddie che anche lui aveva subito abusi. Poi è venuto fuori Eddie, e infine Marie Nicole. Il quinto fratello, Frank, ha dichiarato al Times di essere stato abusato anche lui, ma per ragioni legate a un procedimento arbitrale in corso con gli eredi non può essere parte della causa federale.
Dopo il documentario, i rappresentanti degli eredi contattarono la famiglia. Secondo la denuncia, si presentarono come intermediari interessati a garantire ai Cascio un risarcimento equo. L’accordo raggiunto nel 2020 prevedeva il pagamento di circa 690.000 dollari all’anno per cinque anni a ciascuno dei quattro fratelli, per un totale di circa 16 milioni di dollari. In cambio, le accuse non sarebbero state rese pubbliche. Ma quando i pagamenti si sono avvicinati alla scadenza, nel 2024, le trattative sono diventate tese. Secondo la denuncia, i rappresentanti degli eredi avrebbero proposto di aumentare il compenso «per garantire il silenzio» dei fratelli. Secondo gli eredi, invece, sarebbe stata la famiglia a chiedere altri 213 milioni di dollari minacciando di rendere tutto pubblico.
L’avvocato degli eredi, Martin Singer, ha definito la causa «un disperato tentativo di fare soldi» e ha descritto i Cascio come «l’emblema dell’inattendibilità», accusandoli di aver cambiato versione a seconda delle circostanze. Singer ha ricordato le numerose dichiarazioni pubbliche in cui la famiglia difendeva Jackson, compreso il libro di Frank Cascio del 2011, My Friend Michael, in cui l’autore negava ripetutamente qualsiasi comportamento inappropriato da parte del cantante.
I Cascio sostengono che le loro motivazioni vanno oltre il denaro. Eddie ha una figlia di sedici anni, nata pochi mesi dopo la morte di Jackson, che per anni è cresciuta convinta che il cantante fosse stato un grande amico di famiglia. Il suo secondo nome è Michael.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Sam Emerson

24 aprile 2026
Foo Fighters, è il giorno di "Your Favorite Toy"
Dave Grohl, Nate Mendel, Pat Smear, Chris Shiflett, Rami Jaffee e Ilan Rubin sono tornati. Oggi è il giorno del nuovo album Your Favorite Toy, dieci brani ruvidi che ogni tanto si ammorbiscono con sfumature ballad. Chi credeva che il loro Garage Rock, nato a Seattle nel 1994 e che ci ha dato la prima sferrzata un anno dopo con l'album eponimo, fosse annacquato dagli anni e dalle mode deve ricredersi. La chitarra aggressiva del pezzo d'apertura Caught in the Echo ne è la conferma. L’uscita di Your Favorite Toy sarà accompagnata dal Take Cover World Tour che debutterà il 10 giugno dall’Unity Arena di Oslo, dopo due date da headliner nei festival statunitensi Welcome to Rockville e Bottlerock e la nuova data, già sold out, del 28 aprile alla Total Mortgage Arena di Bridgeport, in Connecticut. I Foo Fighters saranno in Italia per un’unica data agli I-DAYS MILANO Coca-Cola, domenica 5 luglio 2026, all’Ippodromo SNAI LA MAURA. Ad aprire la data due band molto amate dal pubblico e dalla critica: gli Idles e i Fat Dog. Questa la tracklist dell'album che ho ascoltato in anteprima: Caught In The Echo, Of All People, Window, Your Favorite Toy, If You Only Knew, Spit Shine, Unconditional, Child Actor, Amen, Caveman e Asking For A Friend. Il nuovo album arriva a tre anni di distanza dal precedente But Here we Are ha visto la band attrarsare almeno due momenti delicati: uno è il "licenziamento" del batterista Josh Freese (aveva sostituito Taylor Hawkins trovato morto, a causa di un infarto, in un hotel di Bogotà) al cui posto è stato ingaggiato Ilan Rubin, e lo scontro con Donald Trump il quale usò, in campagna elettorale, la loro My Hero per accogliere sul palco Robert F. Kennedy Jr. durante un comizio senza richiederne l'autorizzazione. Che comunque i Foo Fighters non avrebbero concesso. I Foo Fighters avevano scelto, come singolo di assaggio di Your Favorite Toy la canzone Of All People che è stata determinante per fare comprendere ai fan la direzione del viaggio sonoro e testuale. Sentori mistici che hanno desiderato, fin dall'incipit, condividere a stretto contatto col loro pubblico: infatti il video di Of All People è stato eseguito dal vivo dalla band davanti a pochi privilegiati fan all’interno della St. James Church a dimostrazione di una vicinanza che non preclude l'accesso alla fase creativa. E' invece Caught in the Echo ad aprire il disco. La canzone custodisce tutta l’energia cruda e l’intensità live tipiche dei Foo Fighters, elementi costanti dell’intero progetto. C'è un martellante mantra iniziale che ripete ossessivamente “Do I? Do I? Do I? Do I?” che sfocia nella conclusiva domanda, fonte di vera inquietudine, che “Who can save us now?”, ovvero chi può salvarci ora? Siamo stretti tra due poli creano una tensione crescente sottolineata dall'impatto sonoro potente e diretto e che ci porta ad alzare gli occhi verso l'empireo, a prescindere dal nostro approccio alla Fede, in cerca più che di una risposta di una mano tesa. In fase di pre-ascolto dell'album è stato naturale fare un paragone, proprio per l'impatto sonoro ed emotivo, con Bridge Burning, overture dell'album del 2011 Wasting Light. Come già accennato troviamo pure pezzi più ballad e dolci come Child Actor, in cui le chitarre elettriche abbassano il volume diventando una carezza. La loro indipendenza e la loro storia gli consentono di bypassare il minutaggio dei brani: oggi, soprattutto per le radio, si tende a restare sui due minuti e mezzo mentre i Foo Fighters in Your Favorite Toy soltanto due volte scendono sotto i tre minuti mentre nel finale Asking for a Friend arrivano ai quattro e mezzo. E' questo un album necessario, un album che nell'era della musica divorata velocemente sulle piattaforme ci rinconcilia con le radici vere (Garage) Rock.
Fonte: tg24.sky.it/articolo di Fabrizio Basso

21 aprile 2026
Red Hot Chili Peppers, nuovo album entro la fine del 2026?
Stiamo per assistere al ritorno in studio dei Red Hot Chili Peppers, con il tredicesimo album che prende forma segnando un nuovo, attesissimo capitolo per la band californiana. Dopo mesi in cui indiscrezioni e ipotesi si sono rincorse senza tregua, è arrivata una conferma autorevole che chiarisce lo stato dei lavori: il gruppo è nuovamente immerso nella creazione di materiale inedito. A fornire i dettagli è stato Flea, bassista della formazione, che nel corso di una recente intervista ha delineato con precisione il clima attuale in studio, sottolineando come l’intera band sia concentrata su attività di scrittura e sperimentazione sonora. Il percorso discografico dei Red Hot Chili Peppers si prepara dunque ad accogliere un nuovo tassello fondamentale. Secondo quanto emerso, il tredicesimo album in studio dei Red Hot Chili Peppers è ormai una realtà concreta e la sua pubblicazione è attesa entro la fine del 2026. Una prospettiva che alimenta ulteriormente l’attenzione dei fan, soprattutto considerando la portata del progetto e il periodo di distanza dall’ultimo lavoro ufficiale. Nel corso dell’intervista, Flea ha descritto il momento creativo della band con parole che restituiscono un’immagine di grande fermento. I membri del gruppo, ha spiegato, sono impegnati nel “suonare e mettere insieme canzoni e nuova musica”, un processo che appare ancora aperto e in continua trasformazione.
Lo stesso bassista ha poi evidenziato un elemento centrale del nuovo progetto: la volontà di esplorare territori sonori differenti rispetto al passato. Il disco, secondo la sua descrizione, sarà caratterizzato da un “sound più vivo”, capace di “prendere direzioni diverse rispetto al passato. “Più groove di Californication, più imprevedibile di Stadium Arcadium”. Un’impostazione che suggerisce un approccio meno lineare e più orientato alla sperimentazione, in linea con la storia della band ma proiettato verso nuove soluzioni espressive.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: David LaChapelle

18 aprile 2026
"I Feel So Free", il nuovo brano di Madonna
Ci siamo: è arrivato il primo singolo tratto da Confessions II. Nel pomeriggio di ieri infatti Madonna aveva anticipato il brano, dal titolo I Feel So Free, su Pride Radio, offrendo un primo assaggio del progetto. Il pezzo è stato trasmesso in prima assoluta sulla stazione LGBTQ+ della rete iHeartRadio e continuerà ad andare in onda sulla stazione ogni ora per il resto del weekend, senza ulteriori dettagli ufficiali sulla distribuzione ancora confermati.
A sorpresa però un’oretta fa, dopo la storica esibizione al Coachella durante il set di Sabrina Carpenter, la regina del pop ha rilasciato il brano su YouTube.
Il brano è una deep house edonistica per le piste da ballo, in linea con il sound dance-centrico del Confessions on a Dance Floor originale. “It’s really hard for me to trust people / Can you blame me? / I never know why people like me / That’s why I like to go dancing / Safety in numbers” (“È davvero difficile per me fidarmi delle persone / Puoi biasimarmi? / Non so mai perché la gente mi vuole bene / Ecco perché mi piace andare a ballare / Sicurezza in numeri”)», canta Madonna, su un’interpolazione del classico house di Chicago del 1989 di Lil Louis, French Kiss.
«La gente pensa che la musica dance sia superficiale, ma si sbaglia di grosso», ha dichiarato Madonna in una nota sull’album. «La pista da ballo non è solo un luogo, è una soglia: uno spazio rituale in cui il movimento sostituisce il linguaggio».
Per il video clicca qui
Fonte: rollingstone.it
Foto: Mert Alaş & Marcus Piggott

15 aprile 2026
Lo show ufficiale dei Kiss (con gli avatar)
In un’intervista rilasciata a Pollstar, Gene Simmons e Paul Stanley hanno spiegato che il lancio dello show ufficiale degli avatar dei Kiss a Las Vegas è previsto per il 2028. Si era parlato in principio del 2027.
Dopo l’ultimo concerto al Madison Square Garden a dicembre del 2023, la band ha smesso di andare in tour, ma non di progettare cose, a partire appunto dallo spettacolo con gli avatar sul modello di quello fatto dagli ABBA. Per realizzarlo, il gruppo ha stretto un accordo molto ampio con Pophouse Entertainment. La società che ha curato lo show degli svedesi ha comprato il catalogo, le edizioni e i diritti di immagine dei Kiss.
Dal debutto a maggio 2022 fino a oggi, Voyage degli ABBA è stato visto da quattro milioni di spettatori alla ABBA Arena a Londra. Anche nel caso dei Kiss ci sarà un teatro costruito appositamente, a Las Vegas. Stanley assicura che «il pubblico sarà parte integrante dello show» e che si sentiranno i classici. Simmons aggiunge che «ci saranno nuove canzoni, scritte da noi, ne abbiamo pronte» e che «più che uno show sarà un’esperienza». Per farlo capire fa un esempio: «Se ipoteticamente vedi un drago che ti sputa del fuoco in faccia, le immagini ti possono dare la sensazione che lo stia facendo, ma non senti il calore. Immagina però che vengano stimolati tutti i sensi, non solo la vista».
Jessica Koravos, CEO di Pophouse, ha confermato che verranno realizzati anche un biopic, un documentario e altri progetti. «Non ci limitiamo a incassare royalties, stiamo costruendo un mondo attorno al lascito degli artisti e loro l’hanno capito». Nella partnership coi Kiss è coinvolto Björn Ulvaeus, membro degli ABBA e fondatore di Pophouse. «Il legame con Björn è significativo. Voyage ha dimostrato che quando tratti la storia di un artista in modo ambizioso dal punto di vista creativo, i fan rispondono positivamente».
I Kiss, dice Stanley, sono diventati «Superman con chitarra e ampli Marshall». Secondo Simmons, i fan devono capire che «non è la fine di una cosa, è la fenice che risorge dalle ceneri. Questa non è la fine, è l’inizio».
Fonte: rollingstone.it
Foto: universorockemetal.wordpress.com

12 aprile 2026
I Rolling Stones sono tornati
Un vinile 12’’, stampato in pochissime copie e distribuite in selezionati negozi di dischi.
È stato questo il ritorno dei Rolling Stones. Nei giorni scorsi la band aveva iniziato a disseminare indizi del proprio ritorno con alcuni cartelloni che erano apparsi in Inghilterra firmati The Cockroaches, gruppo alter ego già utilizzato in passato dagli Stones per alcuni concerti a sorpresa.
Dopo che la notizia era stata ripresa da alcuni tabloid inglesi, il disco è finalmente arrivato. Rough and Twisted, questo il nome del brano dai tratti decisamente blues, è uscito ieri ed è il primo singolo dell’album Foreign Tongues, in uscita nei prossimi mesi (si vocifera il 10 luglio).
In Italia è arrivato un solo disco, venduto da Psycho Records a Milano. Il fortunato a riuscire a metterci le mani sopra, però, ha avuto il buon cuore di far sentire il brano anche agli altri clienti presenti, come si è potuto vedere sui social del negozio.
Fonte: rollingstone.it

10 aprile 2026
Ditonellapiaga, è il giorno di "Miss Italia"
«Io non so se il mio disco potrà continuare a chiamarsi Miss Italia». Dichiarazione curiosa, dato che il disco in questione uscirà domani. Ma sono queste le parole di Ditonellapiaga che oggi, durante la conferenza di presentazione del nuovo lavoro, ha spiegato che «c’è stata un’udienza e il Tribunale di Roma si sta occupando della cosa».
Tutto era partito durante la settimana di Sanremo, con gli organizzatori del contest di bellezza che trovavano l’utilizzo del titolo «gravemente pregiudizievole dei diritti esclusivi connessi alla denominazione, nonché dell’immagine e della reputazione del concorso e delle sue partecipanti». Ditonellapiaga aveva risposto che «il senso del disco è il rapporto con i canoni e la bellezza, speravo in un po’ di ironia». Patrizia Mirigliani, ad Adnkronos, ha dichiarato che i legali sarebbero andati avanti. E ora?
«Quello che succederà lo scopriremo tutti insieme, prima o poi. Ovviamente io ci tengo molto a questo titolo, è legato alla mia libertà artistica di raccontare una questione personale facendo riferimento a un’immagine universale ormai entrata nel nostro immaginario comune. Incrociamo le dita!».
In passato altri cantanti, da Patty Pravo (ai tempi di Pensiero stupendo, nel 1978) a Jack Savoretti (nel 2024), hanno intitolato i loro dischi Miss Italia.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Giuseppe Vitariello

7 aprile 2026
Hanno sparato a Offset
Hanno sparato a Offset nei pressi del Seminole Hard Rock Hotel and Casino di Hollywood, Florida (non quella Hollywood ovviamente). La conferma arriva da parte di un rappresentante del rapper. Offset è stato «ferito da colpi d’arma da fuoco ed è attualmente in ospedale dove sta ricevendo cure mediche ed è stabile».
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Anche il Seminole Police Department parla di un «incidente» avvenuto nell’area del parcheggio del casinò dopo le 19 di lunedì, ora locale. La persona ferita in modo «non potenzialmente letale» è stata portata al Memorial Regional Hospital di Hollywood. La polizia ha fermato due persone.
Non ci sono per ora altri dettagli. Offset, che a cavallo tra gli anni ’10 e ’20 è stato sposato con Cardi B da cui ha avuto tre figli, ha fatto parte dei Migos. Tre anni fa hanno sparato a Houston, Texas a un altro membro del gruppo, Takeoff, morto il 1° novembre 2022 a soli 28 anni.
Offset è atteso in estate in Italia. Si esibirà all’Hellwatt Festival alla RCF Arena di Reggio Emilia il 4 luglio nella stessa giornata di Wiz Khalifa, Ty Dolla $ign, Ice Space e Baby Gang.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Ahmed Klink

4 aprile 2026
Ditonellapiaga, il nuovo singolo è "Hollywood"
Reduce dal terzo posto con Che fastidio! alla 76esima edizione del Festival di Sanremo, Ditonellapiaga ha pubblicato il nuovo singolo Hollywood. La ballad è contenuta nell'album Miss Italia in uscita tra pochi giorni, più precisamente venerdì 10 aprile. A febbraio Ditonellapiaga ha calcato il palco del Teatro Ariston conquistando il pubblico e la critica. Dopo aver trionfato con la cover del brano The Lady Is a Tramp con TonyPitony nella serata dei duetti, l’artista è salita sul terzo gradino del podio nella serata conclusiva della 76edizione del Festiva di Sanremo. Inoltre, la cantante ha ricevuto il Premio Giancarlo Bigazzi per il miglior componimento musicale per il brano Che fastidio! Ora, in attesa dell’uscita del nuovo album Miss Italia, in arrivo a circa due anni dal precedente Flash, Ditonellapiaga ha pubblicato la ballad Hollywood. L’artista ha lanciato il videoclip ufficiale della canzone sul suo canale YouTube collezionando migliaia di visualizzazioni in poco tempo.
Oltre a Chimica con Donatella Rettore in gara al Festival di Sanremo 2022, nel corso degli anni l’artista ha collezionato numerose collaborazioni: da Meravigliosa con il gruppo The Zen Circus a Chissà in duetto con Willie Peyote passando per Ti voglio con Ornella Vanoni ed Elodie.
A maggio Ditonellapiaga darà il via alla tournée portando la sua musica in numerose città: da L’Aquila a Padova passando per Cagliari, Perugia, Cremona, Arezzo e Trento. Dopo il tour, l’artista saluterà il pubblico con due attesi appuntamenti live nei club: il 27 novembre all’Atlantico di Roma e il 30 novembre al Fabrique di Milano.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: Giuseppe Vitariello

1 aprile 2026
Liam commenta sulla possibilità di un nuovo album degli Oasis
Che cosa accadrebbe se gli Oasis pubblicassero un nuovo album? Liam Gallagher ha risposto col suo consueto tono ironico alla domanda replicando a un’utente di X che ha scritto in buona sostanza che sarebbe bello avere un disco di inediti degli Oasis, ma anche che il gruppo ha tali e tante vecchie canzoni meritevoli che «potrebbe andare in tour all’infinito senza pubblicare niente di nuovo e stupire comunque il pubblico ogni volta con una scaletta diversa».
A proposito dell’album di inediti, di cui si è effettivamente parlato in passato, Liam Gallagher ha risposto che «la gente si lamenterebbe se non fosse all’altezza dei classici e tutte le riviste musicali gli darebbero 4 stelle su 5, noi piangeremmo, la pressione diventerebbe eccessiva e ci scioglieremmo di nuovo, quindi fanculo».
Quando lo scozzese Mark Eglinton, autore tra le altre cose di libri musicali, replica «2 stelle su 5», Liam torna sull’argomento: «Vedi, questi stronzi l’hanno già recensito BUMBACLOT». A un «guardala in modo positivo» di un’altra utente di X, Liam replica che «il “fanculo” alla fine era decisamente positivo».
«Parole sagge di un uomo saggio», commenta qualcun altro. E Liam: «Esattamente. Questo non è il mio primo rodeo».
Fonte: rollingstone.it
Foto: joshua Halling

30 marzo 2026
Rush: la prima volta di Anika Nilles alla batteria
Tra un anno esatto, il 30 marzo 2027, i Rush sono attesi all’Unipol Dome di Milano, unica data italiana annunciata per ora di Fifty Something, il tour di reunion della band di Geddy Lee e Alex Lifeson.
Dopo la morte di Neil Peart, i due hanno reclutato la batterista Anika Nilles, che in passato ha suonato con Jeff Beck, col benestare della moglie e della figlia del vecchio amico. La formazione live prevede anche la presenza sul palco di Loren Gold, tastierista degli Who e della band solista di Roger Daltrey.
La prima uscita pubblica dei “nuovi” Rush è avvenuta ieri a sorpresa in occasione della cerimonia dei Juno Awards, i Grammy canadesi, che si è tenuta a Hamilton, Ontario.
Ecco il video di Finding My Way, il pezzo che apriva il debutto del 1974 Rush e che non suonavano dal vivo da metà anni ’80. Non sapendo quale canzone suonare, la band ha chiesto un parere al management ed è venuta fuori l’idea di rifare la prima canzone del primo album.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Jules Bartolome

27 marzo 2026
Paul McCartney, in arrivo ‘The Boys of Dungeon Lane’
Dopo la piccola anticipazione data sui social dal fratello Mike, Paul McCartney ha annunciato ufficialmente l’uscita del suo nuovo album, il primo di inediti da McCartney III del 2020. Si intitola The Boys of Dungeon Lane è uscirà il 29 maggio. Qui sotto copertina, tracklist e il primo singolo Days We Left Behind.
È presentato come il disco più introspettivo di McCartney in cui canta dell’infanzia a Liverpool, dei genitori, delle prime avventure con George Harrison e John Lennon. Un album di ricordi, insomma.
Prima dell’annuncio a Liverpool erano apparso cartelloni pubblicitari con la targa stradale di Dungeon Lane e il titolo dell’album, ma non il nome di Paul McCartney. L’associazione l’ha fatta il fratello Mike scrivendo che il poster era stato disegnato da suo figlio Josh e che il titolo fa riferimento al quartiere di Speke dove la famiglia del futuro Beatle ha vissuto a cavallo tra gli anni ’40 e ’50, prima al numero 72 di Western Avenue, poi al 12 di Ardwick Road, per poi trasferisi nel 1955 nella casa di Forthlin Road.
Il titolo dell’album proviene da un passaggio di Days We Left Behind. «Per me questa canzone è davvero un ricordo», dice Macca in un comunicato stampa. «Il titolo dell’album deriva da un verso di questo brano. Stavo proprio pensando a questo, ai giorni che mi sono lasciato alle spalle, e spesso mi chiedo se non stia semplicemente scrivendo del passato, ma poi penso: come si può scrivere di qualcos’altro? Sono solo tanti ricordi di Liverpool. C’è una parte nel mezzo che parla di John e di Forthlin Road, la strada in cui vivevo. Dungeon Lane è lì vicino. Vivevo in un posto chiamato Speke, un quartiere piuttosto popolare. Non avevamo quasi nulla, ma non importava perché le persone erano fantastiche e non ti accorgevi di non possedere molto».
Fonte: rollingstone.it
Foto: MJ Kim/Getty Images

24 marzo 2026
È morto Gino Paoli
Gino Paoli si è spento nella notte a Genova, la città che lo aveva adottato e di cui era diventato l'emblema artistico. La notizia della scomparsa, avvenuta all'età di 91 anni, segna la fine di un'epoca per la musica leggera italiana. La famiglia, nel comunicare il decesso, ha chiesto riservatezza per il dolore legato alla perdita di un uomo che ha saputo raccontare come pochi il disincanto e la fragilità umana. Nato a Monfalcone il 23 settembre 1934, Paoli giunse alla musica dopo diverse esperienze come facchino, grafico e pittore. La sua formazione avvenne nei locali del capoluogo ligure, dove tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio dei Sessanta firmò brani entrati immediatamente nella storia della musica italiana: La gatta, Senza fine e Il cielo in una stanza, quest'ultima resa immortale dall'interpretazione di Mina. Nel 1963 pubblicò Sapore di sale, con l'arrangiamento di Ennio Morricone e l'assolo di sax di Gato Barbieri, brano che divenne la colonna sonora di un'Italia in pieno cambiamento. Dopo una fase di crisi personale, Paoli conobbe una seconda giovinezza artistica negli anni Ottanta e Novanta, grazie a successi generazionali come Una lunga storia d'amore e Quattro amici, brano che fissò in musica il tema dell'amicizia e del tempo che passa. Parallelamente all'attività di cantautore, fu eletto deputato nelle file del PCI nel 1987. Negli ultimi anni si era dedicato con frequenza al jazz, spesso in formazioni ridotte voce e pianoforte, collaborando stabilmente con Danilo Rea. La biografia di Paoli è stata segnata da ombre profonde e traumi mai del tutto superati: dall'amicizia spezzata con Luigi Tenco al tentato suicidio dell'11 luglio 1963, in seguito al quale un proiettile rimase per sempre nel suo pericardio. A questi si aggiungono i lutti familiari più recenti, come la scomparsa del figlio Giovanni, giornalista, definita dall'artista come una ferita mai rimarginata. Insieme a Fabrizio De André, Luigi Tenco e Bruno Lauzi, Paoli resta il simbolo della "Scuola Genovese", capace di unire la tradizione melodica alla profondità della scrittura d'autore.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: Alessandro Moggi

22 marzo 2026
8 curiosità sul concerto dei BTS
La band coreana è tornata sul palco dopo 4 anni di silenzio per uno show in piazza a Seul. Tutti ne parlano, ma non non tutti sanno che...
Il concerto – trasmesso in diretta su Netflix – è arrivato un giorno dopo la pubblicazione del nuovo album Arirang e anticipa il tour mondiale previsto da aprile 2026 a marzo 2027, il più grande nella storia del gruppo. Un’ora di show per celebrare l’era BTS 2.0 (come è stato detto dal palco), dopo la pausa di 4 anni dovuta al servizio militare che i membri del gruppo hanno dovuto sostenere in questi anni.
Ecco alcune cose che forse non avete notato sul ritorno di RM, Jin, Suga, J-Hope, Jimin, V e Jung Kook.
22.ooo Golden Ticket_Solo pochissimi fan dell’Army – il fandom della band – hanno avuto la fortuna di possedere il ricercatissimo Golden Ticket che permetteva una seduta sotto il palco. Tutti gli altri hanno assistito allo show gratuitamente dai maxi-schermi posizionati nell’area. C’è chi parla di 200 mila persone lungo le strade, chi di 60 mila. Un dibattito che ricorda quello delle manifestazioni in Italia.
Nessuna prova sul palco_Visto che lo show è stato pensato in centro città, alla portata di tutti, non è stato possibile per la band prendere confidenza con il palco e avere una prova generale, al contrario ad esempio di quanto succede al Superbowl. «Non è cosa da poco riuscire a creare qualcosa e portarla in scena senza aver fatto alcuna prova sul palco», la dichiarazione di Done+Dusted, casa di produzione dell’evento, prima dello show. «Non ci saranno prove con la band sul palco: è una cosa un po’ folle».
RM e l'infortunio_La colpa è dovuta a un infortunio alla caviglia che l’ha costretto a passare quasi tutto il tempo seduto su una sedia. Il cantante ha continuato a esibirsi e a partecipare alle coreografie, ma in forma ridotta. Tenace.
Show diretto da Hamish Hamilton_Ovvero l’uomo dietro la regia dei Superbowl dal 2010. Hamilton ha anche diretto alcune cerimonie degli Oscar, dei Grammy e dei Giochi Olimpici del 2012. Lato musica, invece, ha lavorato per Eminem, Madonna, U2, Coldplay, Beyoncé, Ariana Grande filmando e firmando alcune delle loro più importanti esibizioni live. Hamilton ha definito lo show: «A livello di logistica uno dei più difficili della mia carriera».
La sicurezza dell'evento_Oltre 6 mila agenti delle forze dell’ordine, 4 mila addetti alla sicurezza, unità munite di sistemi anti drone. I ragazzi potevano star tranquilli.
Palco a forma di cornice_Un enorme portale, monumentale. La motivazione qui è chiara: «Una struttura che da un lato radichi lo spettacolo nell’energia moderna dei BTS e dall’altro renda omaggio al significato storico e culturale del luogo». Continua Guy Carrington di Done+Dusted: «Non volevamo arrivare e costruire qualcosa che fosse in contrasto con il luogo (e) limitarsi a organizzare un concerto nel bel mezzo di uno degli spazi più sacri di Seul».
L'alimentazione del concerto_Per dare elettricità al palco sono stati usati quasi 10 chilometri di cavi. Sì, 10 chilometri.
Lo spettacolo dei 300 droni_Grazie a una collaborazione con Intel, la band ha avuto in dotazione 300 droni per uno show di luci. I droni hanno illuminato il cielo disegnando l’universo, i pianeti, i membri della band.
Se il 2025 è stato l'anno del boom, per il K-Pop, il 2026 è partito col botto.
Fonte: rollingstone.it
Foto: europosters

19 marzo 2026
Iron Maiden, il trailer del documentario
Cinquant’anni sono un traguardo incredibile per una band. Soprattutto se, oltre al mero numero, questi 50 anni sono stati parte fondamentale della storia della musica come è successo per gli Iron Maiden. Per celebrare questo anniversario, qualche settimana fa è stato annunciato il documentario Iron Maiden: Burning Ambition. Il film, come da comunicato, «esplora il modo in cui gli Iron Maiden hanno contribuito a plasmare un movimento culturale, mettendo in discussione le visioni convenzionali della musica rock e l’impatto più ampio dell’heavy metal sulla società e sulla cultura». Diretto dal regista inglese Malcolm Venville, e prodotto da Dom Freeman (che in passato è stato produttore esecutivo di documentari per Cure, Depeche Mode e James Blunt), il film mischia immagini d’archivio e interviste, sia ai membri della band che ad amici come l’attore spagnolo Javier Barden, Tom Morello dei Rage Against the Machine, Lars Ulrich dei Metallica e Chuck D dei Public Enemy. Si legge nel comunicato: «Il film offre uno sguardo intimo sulla loro visione senza compromessi e sul legame indissolubile che li unisce al loro pubblico in tutto il mondo».
Dopo aver anticipato il poster disegnato da Albert “Akirant” Quirantes, oggi è il turno di un primo lungo trailer che ci porta dentro il mondo di Iron Maiden: Burning Ambition, che in Italia arriverà nelle sale il prossimo 14 maggio.
Per guardare il trailer clicca qui.
Fonte: rollingstone.it

16 marzo 2026
Michael Stipe ambizioso sul nuovo disco
Michael Stipe vuole che il suo album solista «sia all’altezza dei R.E.M. ed è quasi impossibile». Intervistato dal Times, il cantante ha spiegato il motivo per cui ci sta mettendo tanto tempo, più di quanto avrebbe voluto.
«Il Covid non ha aiutato», spiega, «ma lo sto finendo. Quando la band si è sciolta, avevo bisogno di una pausa. Mi ci sono voluti cinque anni, poi sono tornato di nuovo alla musica. È stata una lotta. È questo il punto chiave. Voglio che sia fantastico, ma sento la pressione derivante dall’aver fatto parte dei R.E.M. ed è un obiettivo ambizioso, voglio che il disco sia all’altezza del gruppo ed è quasi impossibile. Quindi è eccitante, ma anche terrificante, e sto scrivendo musica per la prima volta, credo di essere bravo, ma non eccezionale. Ma adoro la mia voce. Non mi piace quando parlo, ma la adoro quando canto e desidero davvero tornare a dedicarmi alla musica».
Per finire il disco, che non ha ancora un titolo «ma ho pensato a Meet THE Michael Stipe», deve chiudere otto canzoni, a cui mancano soprattutto i testi. Lo vuole pubblicare entro la fine del 2026. Il suo primo pezzo solista Your Capricious Soul è uscito a ottobre 2019. L’ultimo, I Played the Fool dalla colonna sonora di Rooster, una settimana fa.
Nella stessa intervista, Stipe spiega che ama la fama e si considera fortunato perché a differenza di altri, ad esempio la sua amica Courtney, «posso prendere la metropolitana. Posso camminare per strada e la gente mi dice: “Ehi, grazie”, ma mi trovo in una posizione, e ci sono stato per gran parte della mia vita, in cui posso fare una vita normale. Non faccio chiudere un ristorante perché la gente mi fissa, ma ho amici che lo fanno e significa fare una vita piena di limiti».
Stipe si considera un ottimista («Nelle cose che scrivo c’è sempre della speranza»), ama Berghain di Rosalía («Mi ha fatto sentire come la prima volta che ho ascoltato i Sex Pistols»), considera essenziale la capacità di prendere le distanze dal proprio lavoro («Per fare un passo indietro e non convincersi di essere sempre geniali, mi permette di non diventare uno stronzo furioso, un pazzo egocentrico») ed esclude una reunion dei R.E.M. «Siamo buoni amici che in un modo o nell’altro sono sopravvissuti a una follia durata 31 anni che di solito finisce per dividere le persone».
Fonte: rollingstone.it/Times
Foto: Autoritratto per 'Give Me a Hand'

13 marzo 2026
Agnelli ricerca i ‘Suoni dal futuro’
A Milano, negli spazi di Germi, Manuel Agnelli ha presentato “Suoni dal futuro – La prossima rivoluzione”, progetto triennale realizzato con il supporto della Siae dedicato alla nuova scena musicale italiana. Il sottotitolo è programmatico: “Una nuova generazione si racconta: strade, palchi e musica suonata”. L’iniziativa nasce dall’incontro tra Agnelli e il collettivo di Germi e la Siae con l’obiettivo di sostenere autori, autrici e band emergenti attraverso live, formazione e una rete di club.
L’idea, racconta Agnelli, nasce frequentando concerti di giovani musicisti:«Sono stato in giro e ho scoperto una miniera di talento, ragazzi tra i 15 e i 30 anni che suonano strumenti, cantano senza Auto-Tune e scrivono i loro pezzi». Da qui la volontà di creare uno spazio di crescita: «Gli diamo un laboratorio dove possono sbagliare, cambiare e crescere nel tempo senza dover per forza tirare fuori una hit».
Il progetto si sviluppa da Germi, che diventa centro di scouting con circa 100 band coinvolte ogni anno, e da un live tour nazionale che nel 2026 porterà sei band – Dirty Noise, Dlemma, Grida, Kahlumet, Mars on Suicide e Wayloz – in otto città: Milano, Taranto, Pesaro, Palermo, Napoli, Roma, Bologna e Torino, per un totale di 96 concerti e 196 esibizioni live. Il primo tour partirà ad aprile per concludersi a fine maggio. Il presidente della Siae Salvatore Nastasi ha spiegato che il successo del progetto sarà misurato soprattutto dalla partecipazione del pubblico: «Se il progetto va bene avremo più iscritti, più depositi e più autori e autrici. Ma il vero successo sarà quanta gente verrà ai concerti».
Fonte: rollingstone.it
Foto: torino.corriere.it

10 marzo 2026
Michael Stipe: ecco "I Played the Fool"
Michael Stipe pubblicherà mai il suo disco solista? Per ora si limita a far uscire saltuariamente dei singoli, l’ultimo ieri. Si intitola I Played the Fool ed è incluso nella colonna sonora della serie con Steve Carell Rooster.
A differenza di altre uscite soliste di Stipe, maggiormente improntate all’elettronica, I Played the Fool è un pezzo pop-rock più tradizionale. È scritto ed eseguito in coppia con Andrew Watt, uno dei produttori rock più richiesti del momento, dietro alle uscite più recenti di Pearl Jam, Rolling Stones, Iggy Pop, ma anche di Lady Gaga, Ed Sheeran, Post Malone, Dua Lipa, Miley Cyrus. Watt ha anche prodotto gli ultimi due album di Ozzy Osbourne.
In I Played the Fool suonano anche Travis Barker dei Blink-182 e Josh Kinghoffer (Red Hot Chili Peppers, Eddie Vedder). «Michael Stipe è uno dei miei eroi», dice Watt in un comunicato. «Avere la possibilità di scrivere una canzone con lui è un sogno che si avvera… È uno dei più grandi autori di questa generazione e in questa canzone ha fatto ciò che solo lui poteva fare. Ha portato Rooster sulla Luna, facendoti ridere e piangere allo stesso tempo con la migliore sigla televisiva con un battito di mano dai tempi di Friends».
Un altro segnale di vita (artistica): pochi giorni fa Stipe è tornato sul palco durante un concerto a Brooklyn di Michael Shannon e Jason Narducy, coppia che porta in giro spettacoli-tributo ai R.E.M., in questo periodo al disco del 1986 Lifes Rich Pageant.
Stipe ha cantato con loro These Days proprio da Lifes Rich Pageant e The Great Beyond dalla colonna sonora di Man on the Moon.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Autoritratto per "Give Me A Hand"

7 marzo 2026
Kaytranada, unica data in Italia
Segnatevi questo sul calendario: 25 giugno 2026. Sarà questo il giorno in cui Kaytranada tornerà in Italia, a Milano, per una data unica all’Unipol Forum.
Ora, oltre a essere un ricercato dj, il producer vanta un paio di Grammy e una serie di collaborazioni da Kanye West a Childish Gambino, da Teyana Taylor a PinkPantheress, passando per i remix ufficiali per Dua Lipa, Maria Carey, The Weeknd e un tour da co-headliner con i Justice. Negli anni, infatti, Kaytranada è riuscito in quello in cui pochi riescono davvero: passare da chiacchierato produttore alternativo a superstar mainstream amato dai nomi più importanti della scena.
Al Forum sarà l’occasione per sentire alcuni dei suoi brani più fortunati e le tracce di Ain’t No Damn Way!, il suo ultimo album uscito ad agosto 2025, altra chicca all’interno della sua discografia.
I biglietti sono già in vendita in tutti i punti vendita autorizzati.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Music Festival Wizard

4 marzo 2026
Ringo Starr annuncia il nuovo album
Dopo l’ottimo riscontro ottenuto con Look Up, Ringo Starr apre il 2026 con un nuovo capitolo musicale: It’s Been Too Long, il singolo che anticipa il suo prossimo album Long Long Road previsto per il prossimo 24 aprile. Il brano, arricchito dalle voci di Molly Tuttle e Sarah Jarosz, segna il ritorno dell’ex Beatle a un sound profondamente radicato nella tradizione americana, ideale prosecuzione del percorso iniziato nel 2025 proprio con Look Up, accolto calorosamente da pubblico e critica.
“Mi considero fortunato ad avere T Bone nella mia vita in questo momento,” racconta Starr. “Dopo l’ultimo disco, questo è nato quasi per caso. A volte faccio le mosse giuste… e collaborare con T Bone è sicuramente una di quelle.” Un’intesa naturale, ormai consolidata.
Il nuovo album Long Long Road comprende dieci brani e ospita collaborazioni importanti: Billy Strings, Sheryl Crow e St. Vincent contribuiscono a creare un mosaico sonoro che parte dal country per aprirsi a orizzonti più ampi. È un disco che riflette la storia personale e artistica di Ringo, un percorso di ritorno alle sue radici ma anche di nuova curiosità. Non manca un omaggio a Carl Perkins, figura fondamentale nella formazione musicale di Starr. “Ho registrato due sue canzoni con i Beatles, e sia io che T Bone ne volevamo una anche qui,” spiega il batterista. Burnett ha così riscoperto I Don’t See Me In Your Eyes Anymore, che Ringo non aveva mai interpretato prima.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: Scott Robert Ritchie

1 marzo 2026
Sal Da Vinci ha vinto Sanremo 2026
Sal Da Vinci ha vinto Sanremo 2026. Ha battuto in finale Fedez & Masini, Arisa, Ditonellapiaga, Sayf. Il cantante napoletano parteciperà, quindi, all'Eurovision Song Contest per rappresentare l'Italia, da vincitore del Festival.
Sono stati giudicati dal televoto (nella finale a cinque con un solo voto a utenza), giuria della sala stampa, tv e web, giuria delle radio. I voti assegnati alla finale a cinque sono andati a sommarsi a quelli espressi nel corso della prima parte della serata e a quelli dei giorni precedenti (ad eccezione della serata di cover).
Il Premio della critica Mia Martini è andato a Fulminacci, il Premio Sala Stampa Lucio Dalla a Serena Brancale, il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo scelto dagli autori a Male necessario, di Fedez & Masini, il Premio per il miglior componimento musicale Giancarlo Bigazzi votato dai professori dell’orchestra a Che fastidio! di Ditonellapiaga, il Premio TIM a Serena Brancale.
Ecco la classifica finale:
1 Sal Da Vinci, Per sempre sì
2 Sayf, Tu mi piaci tanto
3 Ditonellapiaga, Che fastidio!
4 Arisa, Magica favola
5 Fedez & Masini, Male necessario
6 Nayt, Prima che
7 Fulminacci, Stupida sfortuna
8 Ermal Meta, Stella stellina
9 Serena Brancale, Qui con me
10 Tommaso Paradiso, I romantici
11 LDA & Aka 7even, Poesie clandestine
12 Luchè, Labirinto
13 Bambole di pezza, Resta con me
14 Levante, Sei tu
15 J-Ax, Italia Starter Pack
16 Tredici Pietro, Uomo che cade
17 Samirai Jay, Ossessione
18 Raf, Ora e per sempre
19 Malika Ayane, Animali notturni
20 Enrico Nigiotti, Ogni volta che non so volare
21 Maria Antonietta & Colombre, La felicità e basta
22 Michele Bravi, Prima o poi
23 Francesco Renga, Il meglio di me
24 Patty Pravo, Opera
25 Chiello, Ti penso sempre
26 Elettra Lamborghini, Voilà
27 Dargen D’Amico, AI AI
28 Leo Gassmann, Naturale
29 Sara Mattei, Le cose che non sai di me
20 Eddie Brock, Avvoltoi
Fonte: rollingstone.it
Foto: Getty Images

26 febbraio 2026
Phil Collins nella R&R Hall of Fame?
Quest’anno Phil Collins entrerà nella Rock and Roll Hall of Fame? La possibilità c’è. Il musicista è incluso nella rosa di candidati che sono stati annunciati ieri, ovvero Lauryn Hill, Mariah Carey, Oasis, Pink, Black Crowes, Jeff Buckley, Melissa Etheridge, Billy Idol, INXS, Iron Maiden, Joy Division/New Order, New Edition, Sade, Shakira, Luther Vandross, Wu-Tang Clan e appunto Collins.
Dieci performer su 17 hanno ricevuto una nomination per la prima volta. Oltre a Collins, si tratta di Buckley, Etheridge, Hill, INXS, New Edition, Pink, Shakira, Vandross, Wu-Tang Clan. Hanno ricevuto una nomination per la seconda volta Oasis, Black Crowes, Sade e Billy Idol. Per gli Iron Maiden, Mariah Carey e Joy Division/New Order (che entrerebbero come una sola entità) è la terza nomination.
Tra i candidati ci sono artisti che non hanno alcuna considerazione per la Hall of Fame. Come Bruce Dickinson degli Iron Maiden che qualche hanno fa ha detto che «è una grandissima stronzata gestita da un gruppo di americani ipocriti che non riconoscerebbero il rock’n’roll neanche se ci sbattessero contro la faccia». Quando però, in occasione della nomination dell’anno scorso un fan gli ha chiesto su X se sarebbe andato alla cerimonia, ha risposto «ovviamente sì e direi che è una gran cosa».
Fonte: rollingstone.it
Foto: Ullstein Bild/Getty Images

23 febbraio 2026
I Rush a Milano nel 2027
I Rush a Milano nel 2027. Dopo avere annunciato a sorpresa la reunion del gruppo orfano del batterista Neil Peart e un tour nordamericano, la band arriverà in Europa (e in Sud America).
Tra le date annunciate oggi ce n’è una in Italia: i Rush suoneranno il 30 marzo 2027 all’Unipol Dome, l’Arena Santa Giulia costruita per le olimpiadi invernali che ospiterà concerti a partire dal 6 maggio 2026, con l’inaugurazione affidata a Ligabue. È un palazzetto più grande del Forum di Assago e promette di contenere fino a 16 mila spettatori.
Ad accompagnare la coppia sul palco saranno la batterista Anika Nilles e il tastierista Loren Gold, che ha suonato con gli Who e con la band di Roger Daltrey, oltre ad essere entrato a far parte dei Chicago (ma è stato anche al fianco di Selena Gomez, Demi Lovato, Hilary Duff, Kenny Loggins, Don Felder, Natalie Maines, Mandy Moore e altri). I biglietti saranno messi in venduta a partire da venerdì 27 febbraio.
«Non vediamo l’ora di tornare in tutte queste città in cui non suoniamo da così tanto tempo, così come di visitare alcuni nuovi posti in cui dobbiamo ancora suonare», dice Geddy Lee in un comunicato. «Sia io che Alex stiamo apprezzando le ore di prove che stiamo facendo con Anika e ora Loren, imparando circa 40 canzoni che ci permetteranno di far evolvere gli spettacoli, suonando pezzi diversi in serate diverse».
Fonte: rollingstone.it
Foto: Richard Sibbald