
12 aprile 2026
I Rolling Stones sono tornati
Un vinile 12’’, stampato in pochissime copie e distribuite in selezionati negozi di dischi.
È stato questo il ritorno dei Rolling Stones. Nei giorni scorsi la band aveva iniziato a disseminare indizi del proprio ritorno con alcuni cartelloni che erano apparsi in Inghilterra firmati The Cockroaches, gruppo alter ego già utilizzato in passato dagli Stones per alcuni concerti a sorpresa.
Dopo che la notizia era stata ripresa da alcuni tabloid inglesi, il disco è finalmente arrivato. Rough and Twisted, questo il nome del brano dai tratti decisamente blues, è uscito ieri ed è il primo singolo dell’album Foreign Tongues, in uscita nei prossimi mesi (si vocifera il 10 luglio).
In Italia è arrivato un solo disco, venduto da Psycho Records a Milano. Il fortunato a riuscire a metterci le mani sopra, però, ha avuto il buon cuore di far sentire il brano anche agli altri clienti presenti, come si è potuto vedere sui social del negozio.
Fonte: rollingstone.it

10 aprile 2026
Ditonellapiaga, è il giorno di "Miss Italia"
«Io non so se il mio disco potrà continuare a chiamarsi Miss Italia». Dichiarazione curiosa, dato che il disco in questione uscirà domani. Ma sono queste le parole di Ditonellapiaga che oggi, durante la conferenza di presentazione del nuovo lavoro, ha spiegato che «c’è stata un’udienza e il Tribunale di Roma si sta occupando della cosa».
Tutto era partito durante la settimana di Sanremo, con gli organizzatori del contest di bellezza che trovavano l’utilizzo del titolo «gravemente pregiudizievole dei diritti esclusivi connessi alla denominazione, nonché dell’immagine e della reputazione del concorso e delle sue partecipanti». Ditonellapiaga aveva risposto che «il senso del disco è il rapporto con i canoni e la bellezza, speravo in un po’ di ironia». Patrizia Mirigliani, ad Adnkronos, ha dichiarato che i legali sarebbero andati avanti. E ora?
«Quello che succederà lo scopriremo tutti insieme, prima o poi. Ovviamente io ci tengo molto a questo titolo, è legato alla mia libertà artistica di raccontare una questione personale facendo riferimento a un’immagine universale ormai entrata nel nostro immaginario comune. Incrociamo le dita!».
In passato altri cantanti, da Patty Pravo (ai tempi di Pensiero stupendo, nel 1978) a Jack Savoretti (nel 2024), hanno intitolato i loro dischi Miss Italia.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Giuseppe Vitariello

7 aprile 2026
Hanno sparato a Offset
Hanno sparato a Offset nei pressi del Seminole Hard Rock Hotel and Casino di Hollywood, Florida (non quella Hollywood ovviamente). La conferma arriva da parte di un rappresentante del rapper. Offset è stato «ferito da colpi d’arma da fuoco ed è attualmente in ospedale dove sta ricevendo cure mediche ed è stabile».
Picture-in-PictureFullscreenPauseUnmuteSeek to live, currently behind liveLIVERemaining Time -0:09
Anche il Seminole Police Department parla di un «incidente» avvenuto nell’area del parcheggio del casinò dopo le 19 di lunedì, ora locale. La persona ferita in modo «non potenzialmente letale» è stata portata al Memorial Regional Hospital di Hollywood. La polizia ha fermato due persone.
Non ci sono per ora altri dettagli. Offset, che a cavallo tra gli anni ’10 e ’20 è stato sposato con Cardi B da cui ha avuto tre figli, ha fatto parte dei Migos. Tre anni fa hanno sparato a Houston, Texas a un altro membro del gruppo, Takeoff, morto il 1° novembre 2022 a soli 28 anni.
Offset è atteso in estate in Italia. Si esibirà all’Hellwatt Festival alla RCF Arena di Reggio Emilia il 4 luglio nella stessa giornata di Wiz Khalifa, Ty Dolla $ign, Ice Space e Baby Gang.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Ahmed Klink

4 aprile 2026
Ditonellapiaga, il nuovo singolo è "Hollywood"
Reduce dal terzo posto con Che fastidio! alla 76esima edizione del Festival di Sanremo, Ditonellapiaga ha pubblicato il nuovo singolo Hollywood. La ballad è contenuta nell'album Miss Italia in uscita tra pochi giorni, più precisamente venerdì 10 aprile. A febbraio Ditonellapiaga ha calcato il palco del Teatro Ariston conquistando il pubblico e la critica. Dopo aver trionfato con la cover del brano The Lady Is a Tramp con TonyPitony nella serata dei duetti, l’artista è salita sul terzo gradino del podio nella serata conclusiva della 76edizione del Festiva di Sanremo. Inoltre, la cantante ha ricevuto il Premio Giancarlo Bigazzi per il miglior componimento musicale per il brano Che fastidio! Ora, in attesa dell’uscita del nuovo album Miss Italia, in arrivo a circa due anni dal precedente Flash, Ditonellapiaga ha pubblicato la ballad Hollywood. L’artista ha lanciato il videoclip ufficiale della canzone sul suo canale YouTube collezionando migliaia di visualizzazioni in poco tempo.
Oltre a Chimica con Donatella Rettore in gara al Festival di Sanremo 2022, nel corso degli anni l’artista ha collezionato numerose collaborazioni: da Meravigliosa con il gruppo The Zen Circus a Chissà in duetto con Willie Peyote passando per Ti voglio con Ornella Vanoni ed Elodie.
A maggio Ditonellapiaga darà il via alla tournée portando la sua musica in numerose città: da L’Aquila a Padova passando per Cagliari, Perugia, Cremona, Arezzo e Trento. Dopo il tour, l’artista saluterà il pubblico con due attesi appuntamenti live nei club: il 27 novembre all’Atlantico di Roma e il 30 novembre al Fabrique di Milano.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: Giuseppe Vitariello

1 aprile 2026
Liam commenta sulla possibilità di un nuovo album degli Oasis
Che cosa accadrebbe se gli Oasis pubblicassero un nuovo album? Liam Gallagher ha risposto col suo consueto tono ironico alla domanda replicando a un’utente di X che ha scritto in buona sostanza che sarebbe bello avere un disco di inediti degli Oasis, ma anche che il gruppo ha tali e tante vecchie canzoni meritevoli che «potrebbe andare in tour all’infinito senza pubblicare niente di nuovo e stupire comunque il pubblico ogni volta con una scaletta diversa».
A proposito dell’album di inediti, di cui si è effettivamente parlato in passato, Liam Gallagher ha risposto che «la gente si lamenterebbe se non fosse all’altezza dei classici e tutte le riviste musicali gli darebbero 4 stelle su 5, noi piangeremmo, la pressione diventerebbe eccessiva e ci scioglieremmo di nuovo, quindi fanculo».
Quando lo scozzese Mark Eglinton, autore tra le altre cose di libri musicali, replica «2 stelle su 5», Liam torna sull’argomento: «Vedi, questi stronzi l’hanno già recensito BUMBACLOT». A un «guardala in modo positivo» di un’altra utente di X, Liam replica che «il “fanculo” alla fine era decisamente positivo».
«Parole sagge di un uomo saggio», commenta qualcun altro. E Liam: «Esattamente. Questo non è il mio primo rodeo».
Fonte: rollingstone.it
Foto: joshua Halling

30 marzo 2026
Rush: la prima volta di Anika Nilles alla batteria
Tra un anno esatto, il 30 marzo 2027, i Rush sono attesi all’Unipol Dome di Milano, unica data italiana annunciata per ora di Fifty Something, il tour di reunion della band di Geddy Lee e Alex Lifeson.
Dopo la morte di Neil Peart, i due hanno reclutato la batterista Anika Nilles, che in passato ha suonato con Jeff Beck, col benestare della moglie e della figlia del vecchio amico. La formazione live prevede anche la presenza sul palco di Loren Gold, tastierista degli Who e della band solista di Roger Daltrey.
La prima uscita pubblica dei “nuovi” Rush è avvenuta ieri a sorpresa in occasione della cerimonia dei Juno Awards, i Grammy canadesi, che si è tenuta a Hamilton, Ontario.
Ecco il video di Finding My Way, il pezzo che apriva il debutto del 1974 Rush e che non suonavano dal vivo da metà anni ’80. Non sapendo quale canzone suonare, la band ha chiesto un parere al management ed è venuta fuori l’idea di rifare la prima canzone del primo album.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Jules Bartolome

27 marzo 2026
Paul McCartney, in arrivo ‘The Boys of Dungeon Lane’
Dopo la piccola anticipazione data sui social dal fratello Mike, Paul McCartney ha annunciato ufficialmente l’uscita del suo nuovo album, il primo di inediti da McCartney III del 2020. Si intitola The Boys of Dungeon Lane è uscirà il 29 maggio. Qui sotto copertina, tracklist e il primo singolo Days We Left Behind.
È presentato come il disco più introspettivo di McCartney in cui canta dell’infanzia a Liverpool, dei genitori, delle prime avventure con George Harrison e John Lennon. Un album di ricordi, insomma.
Prima dell’annuncio a Liverpool erano apparso cartelloni pubblicitari con la targa stradale di Dungeon Lane e il titolo dell’album, ma non il nome di Paul McCartney. L’associazione l’ha fatta il fratello Mike scrivendo che il poster era stato disegnato da suo figlio Josh e che il titolo fa riferimento al quartiere di Speke dove la famiglia del futuro Beatle ha vissuto a cavallo tra gli anni ’40 e ’50, prima al numero 72 di Western Avenue, poi al 12 di Ardwick Road, per poi trasferisi nel 1955 nella casa di Forthlin Road.
Il titolo dell’album proviene da un passaggio di Days We Left Behind. «Per me questa canzone è davvero un ricordo», dice Macca in un comunicato stampa. «Il titolo dell’album deriva da un verso di questo brano. Stavo proprio pensando a questo, ai giorni che mi sono lasciato alle spalle, e spesso mi chiedo se non stia semplicemente scrivendo del passato, ma poi penso: come si può scrivere di qualcos’altro? Sono solo tanti ricordi di Liverpool. C’è una parte nel mezzo che parla di John e di Forthlin Road, la strada in cui vivevo. Dungeon Lane è lì vicino. Vivevo in un posto chiamato Speke, un quartiere piuttosto popolare. Non avevamo quasi nulla, ma non importava perché le persone erano fantastiche e non ti accorgevi di non possedere molto».
Fonte: rollingstone.it
Foto: MJ Kim/Getty Images

24 marzo 2026
È morto Gino Paoli
Gino Paoli si è spento nella notte a Genova, la città che lo aveva adottato e di cui era diventato l'emblema artistico. La notizia della scomparsa, avvenuta all'età di 91 anni, segna la fine di un'epoca per la musica leggera italiana. La famiglia, nel comunicare il decesso, ha chiesto riservatezza per il dolore legato alla perdita di un uomo che ha saputo raccontare come pochi il disincanto e la fragilità umana. Nato a Monfalcone il 23 settembre 1934, Paoli giunse alla musica dopo diverse esperienze come facchino, grafico e pittore. La sua formazione avvenne nei locali del capoluogo ligure, dove tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio dei Sessanta firmò brani entrati immediatamente nella storia della musica italiana: La gatta, Senza fine e Il cielo in una stanza, quest'ultima resa immortale dall'interpretazione di Mina. Nel 1963 pubblicò Sapore di sale, con l'arrangiamento di Ennio Morricone e l'assolo di sax di Gato Barbieri, brano che divenne la colonna sonora di un'Italia in pieno cambiamento. Dopo una fase di crisi personale, Paoli conobbe una seconda giovinezza artistica negli anni Ottanta e Novanta, grazie a successi generazionali come Una lunga storia d'amore e Quattro amici, brano che fissò in musica il tema dell'amicizia e del tempo che passa. Parallelamente all'attività di cantautore, fu eletto deputato nelle file del PCI nel 1987. Negli ultimi anni si era dedicato con frequenza al jazz, spesso in formazioni ridotte voce e pianoforte, collaborando stabilmente con Danilo Rea. La biografia di Paoli è stata segnata da ombre profonde e traumi mai del tutto superati: dall'amicizia spezzata con Luigi Tenco al tentato suicidio dell'11 luglio 1963, in seguito al quale un proiettile rimase per sempre nel suo pericardio. A questi si aggiungono i lutti familiari più recenti, come la scomparsa del figlio Giovanni, giornalista, definita dall'artista come una ferita mai rimarginata. Insieme a Fabrizio De André, Luigi Tenco e Bruno Lauzi, Paoli resta il simbolo della "Scuola Genovese", capace di unire la tradizione melodica alla profondità della scrittura d'autore.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: Alessandro Moggi

22 marzo 2026
8 curiosità sul concerto dei BTS
La band coreana è tornata sul palco dopo 4 anni di silenzio per uno show in piazza a Seul. Tutti ne parlano, ma non non tutti sanno che...
Il concerto – trasmesso in diretta su Netflix – è arrivato un giorno dopo la pubblicazione del nuovo album Arirang e anticipa il tour mondiale previsto da aprile 2026 a marzo 2027, il più grande nella storia del gruppo. Un’ora di show per celebrare l’era BTS 2.0 (come è stato detto dal palco), dopo la pausa di 4 anni dovuta al servizio militare che i membri del gruppo hanno dovuto sostenere in questi anni.
Ecco alcune cose che forse non avete notato sul ritorno di RM, Jin, Suga, J-Hope, Jimin, V e Jung Kook.
22.ooo Golden Ticket_Solo pochissimi fan dell’Army – il fandom della band – hanno avuto la fortuna di possedere il ricercatissimo Golden Ticket che permetteva una seduta sotto il palco. Tutti gli altri hanno assistito allo show gratuitamente dai maxi-schermi posizionati nell’area. C’è chi parla di 200 mila persone lungo le strade, chi di 60 mila. Un dibattito che ricorda quello delle manifestazioni in Italia.
Nessuna prova sul palco_Visto che lo show è stato pensato in centro città, alla portata di tutti, non è stato possibile per la band prendere confidenza con il palco e avere una prova generale, al contrario ad esempio di quanto succede al Superbowl. «Non è cosa da poco riuscire a creare qualcosa e portarla in scena senza aver fatto alcuna prova sul palco», la dichiarazione di Done+Dusted, casa di produzione dell’evento, prima dello show. «Non ci saranno prove con la band sul palco: è una cosa un po’ folle».
RM e l'infortunio_La colpa è dovuta a un infortunio alla caviglia che l’ha costretto a passare quasi tutto il tempo seduto su una sedia. Il cantante ha continuato a esibirsi e a partecipare alle coreografie, ma in forma ridotta. Tenace.
Show diretto da Hamish Hamilton_Ovvero l’uomo dietro la regia dei Superbowl dal 2010. Hamilton ha anche diretto alcune cerimonie degli Oscar, dei Grammy e dei Giochi Olimpici del 2012. Lato musica, invece, ha lavorato per Eminem, Madonna, U2, Coldplay, Beyoncé, Ariana Grande filmando e firmando alcune delle loro più importanti esibizioni live. Hamilton ha definito lo show: «A livello di logistica uno dei più difficili della mia carriera».
La sicurezza dell'evento_Oltre 6 mila agenti delle forze dell’ordine, 4 mila addetti alla sicurezza, unità munite di sistemi anti drone. I ragazzi potevano star tranquilli.
Palco a forma di cornice_Un enorme portale, monumentale. La motivazione qui è chiara: «Una struttura che da un lato radichi lo spettacolo nell’energia moderna dei BTS e dall’altro renda omaggio al significato storico e culturale del luogo». Continua Guy Carrington di Done+Dusted: «Non volevamo arrivare e costruire qualcosa che fosse in contrasto con il luogo (e) limitarsi a organizzare un concerto nel bel mezzo di uno degli spazi più sacri di Seul».
L'alimentazione del concerto_Per dare elettricità al palco sono stati usati quasi 10 chilometri di cavi. Sì, 10 chilometri.
Lo spettacolo dei 300 droni_Grazie a una collaborazione con Intel, la band ha avuto in dotazione 300 droni per uno show di luci. I droni hanno illuminato il cielo disegnando l’universo, i pianeti, i membri della band.
Se il 2025 è stato l'anno del boom, per il K-Pop, il 2026 è partito col botto.
Fonte: rollingstone.it
Foto: europosters

19 marzo 2026
Iron Maiden, il trailer del documentario
Cinquant’anni sono un traguardo incredibile per una band. Soprattutto se, oltre al mero numero, questi 50 anni sono stati parte fondamentale della storia della musica come è successo per gli Iron Maiden. Per celebrare questo anniversario, qualche settimana fa è stato annunciato il documentario Iron Maiden: Burning Ambition. Il film, come da comunicato, «esplora il modo in cui gli Iron Maiden hanno contribuito a plasmare un movimento culturale, mettendo in discussione le visioni convenzionali della musica rock e l’impatto più ampio dell’heavy metal sulla società e sulla cultura». Diretto dal regista inglese Malcolm Venville, e prodotto da Dom Freeman (che in passato è stato produttore esecutivo di documentari per Cure, Depeche Mode e James Blunt), il film mischia immagini d’archivio e interviste, sia ai membri della band che ad amici come l’attore spagnolo Javier Barden, Tom Morello dei Rage Against the Machine, Lars Ulrich dei Metallica e Chuck D dei Public Enemy. Si legge nel comunicato: «Il film offre uno sguardo intimo sulla loro visione senza compromessi e sul legame indissolubile che li unisce al loro pubblico in tutto il mondo».
Dopo aver anticipato il poster disegnato da Albert “Akirant” Quirantes, oggi è il turno di un primo lungo trailer che ci porta dentro il mondo di Iron Maiden: Burning Ambition, che in Italia arriverà nelle sale il prossimo 14 maggio.
Per guardare il trailer clicca qui.
Fonte: rollingstone.it

16 marzo 2026
Michael Stipe ambizioso sul nuovo disco
Michael Stipe vuole che il suo album solista «sia all’altezza dei R.E.M. ed è quasi impossibile». Intervistato dal Times, il cantante ha spiegato il motivo per cui ci sta mettendo tanto tempo, più di quanto avrebbe voluto.
«Il Covid non ha aiutato», spiega, «ma lo sto finendo. Quando la band si è sciolta, avevo bisogno di una pausa. Mi ci sono voluti cinque anni, poi sono tornato di nuovo alla musica. È stata una lotta. È questo il punto chiave. Voglio che sia fantastico, ma sento la pressione derivante dall’aver fatto parte dei R.E.M. ed è un obiettivo ambizioso, voglio che il disco sia all’altezza del gruppo ed è quasi impossibile. Quindi è eccitante, ma anche terrificante, e sto scrivendo musica per la prima volta, credo di essere bravo, ma non eccezionale. Ma adoro la mia voce. Non mi piace quando parlo, ma la adoro quando canto e desidero davvero tornare a dedicarmi alla musica».
Per finire il disco, che non ha ancora un titolo «ma ho pensato a Meet THE Michael Stipe», deve chiudere otto canzoni, a cui mancano soprattutto i testi. Lo vuole pubblicare entro la fine del 2026. Il suo primo pezzo solista Your Capricious Soul è uscito a ottobre 2019. L’ultimo, I Played the Fool dalla colonna sonora di Rooster, una settimana fa.
Nella stessa intervista, Stipe spiega che ama la fama e si considera fortunato perché a differenza di altri, ad esempio la sua amica Courtney, «posso prendere la metropolitana. Posso camminare per strada e la gente mi dice: “Ehi, grazie”, ma mi trovo in una posizione, e ci sono stato per gran parte della mia vita, in cui posso fare una vita normale. Non faccio chiudere un ristorante perché la gente mi fissa, ma ho amici che lo fanno e significa fare una vita piena di limiti».
Stipe si considera un ottimista («Nelle cose che scrivo c’è sempre della speranza»), ama Berghain di Rosalía («Mi ha fatto sentire come la prima volta che ho ascoltato i Sex Pistols»), considera essenziale la capacità di prendere le distanze dal proprio lavoro («Per fare un passo indietro e non convincersi di essere sempre geniali, mi permette di non diventare uno stronzo furioso, un pazzo egocentrico») ed esclude una reunion dei R.E.M. «Siamo buoni amici che in un modo o nell’altro sono sopravvissuti a una follia durata 31 anni che di solito finisce per dividere le persone».
Fonte: rollingstone.it/Times
Foto: Autoritratto per 'Give Me a Hand'

13 marzo 2026
Agnelli ricerca i ‘Suoni dal futuro’
A Milano, negli spazi di Germi, Manuel Agnelli ha presentato “Suoni dal futuro – La prossima rivoluzione”, progetto triennale realizzato con il supporto della Siae dedicato alla nuova scena musicale italiana. Il sottotitolo è programmatico: “Una nuova generazione si racconta: strade, palchi e musica suonata”. L’iniziativa nasce dall’incontro tra Agnelli e il collettivo di Germi e la Siae con l’obiettivo di sostenere autori, autrici e band emergenti attraverso live, formazione e una rete di club.
L’idea, racconta Agnelli, nasce frequentando concerti di giovani musicisti:«Sono stato in giro e ho scoperto una miniera di talento, ragazzi tra i 15 e i 30 anni che suonano strumenti, cantano senza Auto-Tune e scrivono i loro pezzi». Da qui la volontà di creare uno spazio di crescita: «Gli diamo un laboratorio dove possono sbagliare, cambiare e crescere nel tempo senza dover per forza tirare fuori una hit».
Il progetto si sviluppa da Germi, che diventa centro di scouting con circa 100 band coinvolte ogni anno, e da un live tour nazionale che nel 2026 porterà sei band – Dirty Noise, Dlemma, Grida, Kahlumet, Mars on Suicide e Wayloz – in otto città: Milano, Taranto, Pesaro, Palermo, Napoli, Roma, Bologna e Torino, per un totale di 96 concerti e 196 esibizioni live. Il primo tour partirà ad aprile per concludersi a fine maggio. Il presidente della Siae Salvatore Nastasi ha spiegato che il successo del progetto sarà misurato soprattutto dalla partecipazione del pubblico: «Se il progetto va bene avremo più iscritti, più depositi e più autori e autrici. Ma il vero successo sarà quanta gente verrà ai concerti».
Fonte: rollingstone.it
Foto: torino.corriere.it

10 marzo 2026
Michael Stipe: ecco "I Played the Fool"
Michael Stipe pubblicherà mai il suo disco solista? Per ora si limita a far uscire saltuariamente dei singoli, l’ultimo ieri. Si intitola I Played the Fool ed è incluso nella colonna sonora della serie con Steve Carell Rooster.
A differenza di altre uscite soliste di Stipe, maggiormente improntate all’elettronica, I Played the Fool è un pezzo pop-rock più tradizionale. È scritto ed eseguito in coppia con Andrew Watt, uno dei produttori rock più richiesti del momento, dietro alle uscite più recenti di Pearl Jam, Rolling Stones, Iggy Pop, ma anche di Lady Gaga, Ed Sheeran, Post Malone, Dua Lipa, Miley Cyrus. Watt ha anche prodotto gli ultimi due album di Ozzy Osbourne.
In I Played the Fool suonano anche Travis Barker dei Blink-182 e Josh Kinghoffer (Red Hot Chili Peppers, Eddie Vedder). «Michael Stipe è uno dei miei eroi», dice Watt in un comunicato. «Avere la possibilità di scrivere una canzone con lui è un sogno che si avvera… È uno dei più grandi autori di questa generazione e in questa canzone ha fatto ciò che solo lui poteva fare. Ha portato Rooster sulla Luna, facendoti ridere e piangere allo stesso tempo con la migliore sigla televisiva con un battito di mano dai tempi di Friends».
Un altro segnale di vita (artistica): pochi giorni fa Stipe è tornato sul palco durante un concerto a Brooklyn di Michael Shannon e Jason Narducy, coppia che porta in giro spettacoli-tributo ai R.E.M., in questo periodo al disco del 1986 Lifes Rich Pageant.
Stipe ha cantato con loro These Days proprio da Lifes Rich Pageant e The Great Beyond dalla colonna sonora di Man on the Moon.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Autoritratto per "Give Me A Hand"

7 marzo 2026
Kaytranada, unica data in Italia
Segnatevi questo sul calendario: 25 giugno 2026. Sarà questo il giorno in cui Kaytranada tornerà in Italia, a Milano, per una data unica all’Unipol Forum.
Ora, oltre a essere un ricercato dj, il producer vanta un paio di Grammy e una serie di collaborazioni da Kanye West a Childish Gambino, da Teyana Taylor a PinkPantheress, passando per i remix ufficiali per Dua Lipa, Maria Carey, The Weeknd e un tour da co-headliner con i Justice. Negli anni, infatti, Kaytranada è riuscito in quello in cui pochi riescono davvero: passare da chiacchierato produttore alternativo a superstar mainstream amato dai nomi più importanti della scena.
Al Forum sarà l’occasione per sentire alcuni dei suoi brani più fortunati e le tracce di Ain’t No Damn Way!, il suo ultimo album uscito ad agosto 2025, altra chicca all’interno della sua discografia.
I biglietti sono già in vendita in tutti i punti vendita autorizzati.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Music Festival Wizard

4 marzo 2026
Ringo Starr annuncia il nuovo album
Dopo l’ottimo riscontro ottenuto con Look Up, Ringo Starr apre il 2026 con un nuovo capitolo musicale: It’s Been Too Long, il singolo che anticipa il suo prossimo album Long Long Road previsto per il prossimo 24 aprile. Il brano, arricchito dalle voci di Molly Tuttle e Sarah Jarosz, segna il ritorno dell’ex Beatle a un sound profondamente radicato nella tradizione americana, ideale prosecuzione del percorso iniziato nel 2025 proprio con Look Up, accolto calorosamente da pubblico e critica.
“Mi considero fortunato ad avere T Bone nella mia vita in questo momento,” racconta Starr. “Dopo l’ultimo disco, questo è nato quasi per caso. A volte faccio le mosse giuste… e collaborare con T Bone è sicuramente una di quelle.” Un’intesa naturale, ormai consolidata.
Il nuovo album Long Long Road comprende dieci brani e ospita collaborazioni importanti: Billy Strings, Sheryl Crow e St. Vincent contribuiscono a creare un mosaico sonoro che parte dal country per aprirsi a orizzonti più ampi. È un disco che riflette la storia personale e artistica di Ringo, un percorso di ritorno alle sue radici ma anche di nuova curiosità. Non manca un omaggio a Carl Perkins, figura fondamentale nella formazione musicale di Starr. “Ho registrato due sue canzoni con i Beatles, e sia io che T Bone ne volevamo una anche qui,” spiega il batterista. Burnett ha così riscoperto I Don’t See Me In Your Eyes Anymore, che Ringo non aveva mai interpretato prima.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: Scott Robert Ritchie

1 marzo 2026
Sal Da Vinci ha vinto Sanremo 2026
Sal Da Vinci ha vinto Sanremo 2026. Ha battuto in finale Fedez & Masini, Arisa, Ditonellapiaga, Sayf. Il cantante napoletano parteciperà, quindi, all'Eurovision Song Contest per rappresentare l'Italia, da vincitore del Festival.
Sono stati giudicati dal televoto (nella finale a cinque con un solo voto a utenza), giuria della sala stampa, tv e web, giuria delle radio. I voti assegnati alla finale a cinque sono andati a sommarsi a quelli espressi nel corso della prima parte della serata e a quelli dei giorni precedenti (ad eccezione della serata di cover).
Il Premio della critica Mia Martini è andato a Fulminacci, il Premio Sala Stampa Lucio Dalla a Serena Brancale, il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo scelto dagli autori a Male necessario, di Fedez & Masini, il Premio per il miglior componimento musicale Giancarlo Bigazzi votato dai professori dell’orchestra a Che fastidio! di Ditonellapiaga, il Premio TIM a Serena Brancale.
Ecco la classifica finale:
1 Sal Da Vinci, Per sempre sì
2 Sayf, Tu mi piaci tanto
3 Ditonellapiaga, Che fastidio!
4 Arisa, Magica favola
5 Fedez & Masini, Male necessario
6 Nayt, Prima che
7 Fulminacci, Stupida sfortuna
8 Ermal Meta, Stella stellina
9 Serena Brancale, Qui con me
10 Tommaso Paradiso, I romantici
11 LDA & Aka 7even, Poesie clandestine
12 Luchè, Labirinto
13 Bambole di pezza, Resta con me
14 Levante, Sei tu
15 J-Ax, Italia Starter Pack
16 Tredici Pietro, Uomo che cade
17 Samirai Jay, Ossessione
18 Raf, Ora e per sempre
19 Malika Ayane, Animali notturni
20 Enrico Nigiotti, Ogni volta che non so volare
21 Maria Antonietta & Colombre, La felicità e basta
22 Michele Bravi, Prima o poi
23 Francesco Renga, Il meglio di me
24 Patty Pravo, Opera
25 Chiello, Ti penso sempre
26 Elettra Lamborghini, Voilà
27 Dargen D’Amico, AI AI
28 Leo Gassmann, Naturale
29 Sara Mattei, Le cose che non sai di me
20 Eddie Brock, Avvoltoi
Fonte: rollingstone.it
Foto: Getty Images

26 febbraio 2026
Phil Collins nella R&R Hall of Fame?
Quest’anno Phil Collins entrerà nella Rock and Roll Hall of Fame? La possibilità c’è. Il musicista è incluso nella rosa di candidati che sono stati annunciati ieri, ovvero Lauryn Hill, Mariah Carey, Oasis, Pink, Black Crowes, Jeff Buckley, Melissa Etheridge, Billy Idol, INXS, Iron Maiden, Joy Division/New Order, New Edition, Sade, Shakira, Luther Vandross, Wu-Tang Clan e appunto Collins.
Dieci performer su 17 hanno ricevuto una nomination per la prima volta. Oltre a Collins, si tratta di Buckley, Etheridge, Hill, INXS, New Edition, Pink, Shakira, Vandross, Wu-Tang Clan. Hanno ricevuto una nomination per la seconda volta Oasis, Black Crowes, Sade e Billy Idol. Per gli Iron Maiden, Mariah Carey e Joy Division/New Order (che entrerebbero come una sola entità) è la terza nomination.
Tra i candidati ci sono artisti che non hanno alcuna considerazione per la Hall of Fame. Come Bruce Dickinson degli Iron Maiden che qualche hanno fa ha detto che «è una grandissima stronzata gestita da un gruppo di americani ipocriti che non riconoscerebbero il rock’n’roll neanche se ci sbattessero contro la faccia». Quando però, in occasione della nomination dell’anno scorso un fan gli ha chiesto su X se sarebbe andato alla cerimonia, ha risposto «ovviamente sì e direi che è una gran cosa».
Fonte: rollingstone.it
Foto: Ullstein Bild/Getty Images

23 febbraio 2026
I Rush a Milano nel 2027
I Rush a Milano nel 2027. Dopo avere annunciato a sorpresa la reunion del gruppo orfano del batterista Neil Peart e un tour nordamericano, la band arriverà in Europa (e in Sud America).
Tra le date annunciate oggi ce n’è una in Italia: i Rush suoneranno il 30 marzo 2027 all’Unipol Dome, l’Arena Santa Giulia costruita per le olimpiadi invernali che ospiterà concerti a partire dal 6 maggio 2026, con l’inaugurazione affidata a Ligabue. È un palazzetto più grande del Forum di Assago e promette di contenere fino a 16 mila spettatori.
Ad accompagnare la coppia sul palco saranno la batterista Anika Nilles e il tastierista Loren Gold, che ha suonato con gli Who e con la band di Roger Daltrey, oltre ad essere entrato a far parte dei Chicago (ma è stato anche al fianco di Selena Gomez, Demi Lovato, Hilary Duff, Kenny Loggins, Don Felder, Natalie Maines, Mandy Moore e altri). I biglietti saranno messi in venduta a partire da venerdì 27 febbraio.
«Non vediamo l’ora di tornare in tutte queste città in cui non suoniamo da così tanto tempo, così come di visitare alcuni nuovi posti in cui dobbiamo ancora suonare», dice Geddy Lee in un comunicato. «Sia io che Alex stiamo apprezzando le ore di prove che stiamo facendo con Anika e ora Loren, imparando circa 40 canzoni che ci permetteranno di far evolvere gli spettacoli, suonando pezzi diversi in serate diverse».
Fonte: rollingstone.it
Foto: Richard Sibbald

20 febbraio 2026
Angelina Mango torna sul palco
La cantautrice, che si era presa una pausa dalle scene, ha pubblicato su Instagram una pagina del suo diario. Il 21 febbraio debutterà al PalaUnical Teatro di Mantova con la data zero del tour Nina canta nei teatri, che proseguirà il 2 marzo al Teatro Augusteo di Napoli prima di toccare altre città italiane in nove appuntamenti.
“Ieri sono salita sul palco, il mio palco, quello che ho immaginato, disegnato e abitato col cuore fino a poco prima di averlo davanti. Inutile dire quanto io abbia pianto, perché in questi giorni credo di aver prodotto litri di lacrime. Mi guardo attorno e penso che non c’è nulla di tutto questo che non sia me al 100%”. Una pagina di diario pubblicata su Instagram, la penna di Hello Kitty ancora appoggiata sulla carta, mentre sul foglio Angelina Mango, 24 anni, ha scritto in nere righe di inchiostro la sensazione provata nel ritornare alla musica dal vivo. Il 21 febbraio, infatti, la cantautrice lucana debutterà con la data zero al PalaUnical Teatro di Mantova, mentre il 2 marzo proseguirà al Teatro Augusteo di Napoli il tour Nina canta nei teatri, che toccherà in nove appuntamenti altre città italiane comprese Torino, Milano e Roma.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: IPA/Fotogramma

18 febbraio 2026
Harry Styles è AD del Meltdown Festival di Londra
Il 2026 sarà un anno da ricordare per Harry Styles, non solo per l'uscita del quarto album in studio, l'atteso Kiss All The Time. Disco, Occasionally e per la tournée mondiale che accompagnerà il nuovo lavoro discografico, ma anche per un nuovo compito, quello di occuparsi del Meltdown Festival in qualità di direttore artistico.
La notizia è arrivata sui profili ufficiali del cantante ma anche su quelli del Southbank Centre, storico polo culturale e centro artistico del Regno Unito, nonché location del Festival musicale nato nei primi anni Novanta.
"Sono incredibilmente grato al Southbank per avermi invitato, è davvero emozionante per me avere questa opportunità in un luogo così iconico”, ha dichiarato a Secret London Harry Styles nel ricevere la nomina di direttore artistico del Meltdown Festival, rassegna musicale che si tiene ogni anno, dal 1993, a Londra, precisamente, al Southbank Centre, location di eventi culturali e festival sulle rive del Tamigi.
Harry Styles sarà il responsabile della line-up dell'edizione 2026 del Festival, una kermesse luga undici giorni, in programma dall'11 al 21 giugno con concerti tutti i giorni.
Il Meltdown Festival si è affidato negli anni alla direzione artistica di grandi superstar della musica, una lista di nomi di prestigio che ora conterà anche la voce di Golden.
Da Chaka Khan a Robert Smith, da David Bowie, Patty Smith, David Byrne, Morrisey, ai Massive Attack. Da Nick Cave ad Elvis Costello.
Scorrere la lista degli ex direttori artistici del Meltdown Festival è un'emozione e Styles è consapevole della responsabilità del suo ruolo.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: Ryan McGinley per Rolling Stone USA

15 febbraio 2026
Foo Fighters: sito interattivo e nuovo album
Nelle ultime ore, i Foo Fighters hanno registrato una delle mosse più intriganti in vista del loro prossimo capitolo discografico: il lancio di un sito web interattivo dedicato alla nuova musica. La pagina, accessibile direttamente dal dominio ufficiale della band, si presenta come una stanza piena di oggetti accuratamente disposti — poster, chitarre, fotografie, pile di CD e dettagli visivi riconoscibili agli appassionati del gruppo.
Cliccando qua e là tra gli elementi, è possibile ascoltare brevissimi frammenti di brani, della durata di circa dieci secondi, che secondo le prime indicazioni provengono tutte da ciò che si immagina sarà il prossimo album.
Si tratta di una strategia promozionale insolita nel panorama rock contemporaneo ma non esclusiva: non un singolo tradizionale né un social teaser in forma di video o foto, ma un’esperienza immersiva quasi “da videogioco”. Altri artisti che, negli ultimi anni, hanno scelto un tipo di comunicazione simile sono Linkin Park e Twenty One Pilots.
Al momento sono stati contati undici elementi interattivi nella stanza virtuale, ciascuno collegato a un breve spezzone musicale. Alcuni oggetti richiamano chiaramente le sessioni di registrazione più recenti, suggerendo che la band stia gradualmente rivelando tracce del suo nuovo materiale in arrivo.
La reazione dei fan non si è fatta attendere: discussioni su Reddit e thread dedicati mostrano entusiasmo e speculazioni su come suonerà il nuovo lavoro. C’è chi coglie richiami ai periodi più classici della band, chi percepisce un’atmosfera sonora vicina a sonorità di lavori come In Your Honor, chi invece attende conferme su titoli e forme più strutturate.
Se da un lato resta ancora tutto avvolto da un velo di mistero, questo approccio interattivo ha già trasformato il sito in un luogo di ritrovo digitale per gli appassionati, confermando l’efficacia di una strategia di marketing che lentamente costruisce attesa e conversazione.
Fonte: radiofreccia.rtl.it

12 febbraio 2026
Eddie Vedder e il futuro dei Pearl Jam
Sette mesi fa Matt Cameron ha lasciato a sorpresa i Pearl Jam. Che cosa sta facendo la band? Brian Hiatt di Rolling Stone US lo ha chiesto a Eddie Vedder, intervistandolo per questo articolo sul documentario Netflix Matter of Time, una questione di tempo sul suo impegno con la non-profit EB Research Partnership.
Il cantante spiega di aver letto una definizione azzeccata e concisa della band oggi: «I Pearl Jam sono in un momento di passaggio tra un’era e l’altra». Vedder ha preferito non rispondere alla domanda sul nuovo batterista del gruppo. «Se mai dovessi dire qualcosa, dovremmo prima parlarne tra noi, all’interno della band, e decidere cosa dire o chi dovrebbe dirlo».
In ogni caso, spiega Vedder, i Pearl Jam stanno suonando insieme. «Stiamo sperimentando, stiamo provando, è entusiasmante. È bello pensare al cambiamento. Per quanto ci piacerebbe continuare per sempre come abbiamo fatto – e come potremo ancora fare – siamo tutti entusiasti del futuro».
«Dopo 27 anni fantastici, sono sceso per l’ultima volta dalla pedana della batteria dei grandi Pearl Jam», ha scritto a luglio Cameron, senza specificare il motivo della separazione. «Tanto amore e rispetto per Jeff, Ed, Mike e Stone per avermi fatto entrare nella band nel 1998 e avermi dato l’opportunità di una vita, fatta di amicizie, arte, sfide e risate. Sarò per sempre grato alla crew, allo staff e ai fan di tutto il mondo. È stato un viaggio incredibile. Altro seguirà. Grazie a tutti dal profondo del cuore. Pace e amore».
Fonte: rollingstone.it
Foto: radiofreccia.rtl.it

9 febbraio 2026
L'Halftime Show tutto americano
Mentre il mondo era sintonizzato sullo storico halftime show al Super Bowl LX di Bad Bunny, un evento concorrente tutto americano (come è stato più volte reclamizzato) si è tenuto per volontà di Donald Trump e del mondo MAGA.
L’All-American Halftime Show, prodotto da Turning Point USA, è stato quello che ci si aspettava: un’ode mascolina al «vero Americano». 30 minuti di show in studio, pre-registrati, che hanno visto una serie di artisti conservatori esibirsi prima del main event: Kid Rock. Lo show è stato ricco di chitarre, preghiere cristiane, con tributi a Charlie Kirk, assassinato lo scorso settembre e che di Turning Point USA era il fondatore. Un chiaro messaggio «tutto in inglese» contro lo spettacolo spagnolo di Bad Bunny.
La diretta dell’evento, poco prima della messa in onda, è stata spostata da X a YouTube a causa di problemi di licenze dei brani. Al suo picco, ha raggiunto circa 6 milioni di spettatori. Per darvi un’idea, gli spettatori dell’halftime show dello scorso anno con Kendrick Lamar erano 133 milioni.
Kid Rock, alla fine, ha suonato solo due brani alla fine del set: la sua Bawitdaba (cantata, nella sua versione ridotta, in playback) e Til You Can’t, una cover di Cody Johnson che ha portato in scena presentato con il suo nome di battesimo Robert Ritchie e che da oggi è disponibile in streaming. Prima di lui Brantley Gilbert con Real American e Dirt Road Anthem, Lee Brice con l’inedita Country Nowadays (una canzone contro la cancel culture), Drinking Class e Hard to Love, Gabby Barrett con The Good Ones e I Hope.
Uno show che si potrebbe sintetizzare con il verso di apertura di Country Nowadays di Lee Brice: “Voglio solo pescare, guidare il mio furgone, bere la mia birra / e non svegliarmi sentendo tutte queste cose che non voglio sentire”. In pieno stile MAGA.
Fonte: rollingstone.it
Foto: locandina

6 febbraio 2026
Slipknot, in arrivo l'album "perduto"
Il Record Store Day 2026 si prepara a una nuova edizione celebrata in Italia e nel mondo sabato 18 aprile 2026, occasione che ogni anno raduna appassionati di musica su vinile e fan dei negozi indipendenti. L’evento, dedicato alla cultura analogica e al supporto delle piccole realtà musicali, arriva con una serie di uscite esclusive per il mercato italiano, che includono ristampe, edizioni speciali a tiratura limitata e titoli ricercati da collezione.
Oltre quelli già citati nelle precedenti news (Bowie, Pink Floyd, il Boss, Densmore e ChuckD col nuovo progetto doPE, The Cure, Blur e molte altre chicche della discografia internazionale), una delle uscite più celebri e attese del Record Store Day 2026 - che non è però stato annunciato per il mercato italiano - è senza dubbio Look Outside Your Window, un album, "perduto", scritto e registrato nel 2008 da quattro membri dei Slipknot: Corey Taylor, Jim Root, Shawn “Clown” Crahan e Sid Wilson. Questo progetto è nato in parallelo alle sessioni per All Hope Is Gone ma, a differenza dei brani tradizionali tipici della band, è caratterizzato da un approccio maturo e sperimentale, con sonorità melodiche e artistiche molto distanti dal tipico sound estremo della band madre.
Il disco, pubblicato esclusivamente in vinile per il Record Store Day, è stato considerato per anni un vero e proprio Santo Graal tra i fan, proprio perché mai ufficialmente rilasciato fino ad ora. L’edizione RSD è in tiratura limitata e presenta caratteristiche da collezione come vinile splatter, jacket con dettagli foil viola e testo in rilievo, il tutto pensato per rendere l’uscita unica.
Le etichette partecipanti hanno annunciato anche uscite di band legendarie come Judas Priest – Live In Los Angeles ’90, un LP che celebra il metallo classico in grande formato, e la versione in vinile di Black Sabbath – Seventh Star su splatter rosso/nero, perfetta per chi segue il percorso del rock più heavy.
Fonte: radiofreccia.rtl.it
Foto: Elena Di Vincenzo

3 febbraio 2026
Con chi ce l'ha Roger Taylor?
Roger Taylor dei Queen ha scritto e pubblicato un pezzo contro Trump. O meglio, la canzone non è presentata come tale, ma i due minuti e mezzo scarsi di Chumps, che si trova su YouTube (potete vederlo a questo link), fanno pensare che l’obiettivo sia il presidente.
«Ho una cosa da dire», scrive Taylor postando il pezzo. “Un uomo privo di morale”, recita il testo cantato su una base si tastiere d’atmosfera, “senza alcuna qualità, un uomo vuoto. Un uomo privo di empatia, nessuna traccia di compassione, un uomo immaturo”. E tutti noi, canta Taylor, “affoghiamo nella tua autostima, nelle tue bugie, nella tua pomposità, nelle tue atrocità”. Il protagonista è un “nothing man” la cui popolarità è per il musicista “un mistero senza fine”.
Taylor aveva pubblicato una settimana fa sui social il testo della sua canzone Gangsters Are Running This World che rendeva già evidente la sua posizione nel pieno della crisi di Minneapolis: “Puoi gridare, ma nessuno ti ascolterà, i gangster governano questo mondo”.
Fonte: rollingstone.it
Foto: radiofreccia.rtl.it

31 gennaio 2026
Grammy 2026, domani le premiazioni
La grande macchina dei Grammy Awards è pronta a rimettersi in moto. Dopo dodici mesi particolarmente intensi per l’industria discografica, segnati da uscite di enorme risonanza e da discussioni accese tra pubblico e critica, la musica internazionale si prepara alla sua notte più attesa.
Tra nuovi album di Lady Gaga, Miley Cyrus, Justin Bieber, Lorde, Sabrina Carpenter, Addison Rae e Olivia Dean, le classifiche sono state riscritte e il dibattito culturale si è acceso. Ora l’attenzione si concentra su chi, nel 2026, potrà ambire al celebre “grammofono”.
La 68ª edizione dei Grammy Awards andrà in scena domenica 1 febbraio 2026.
La cerimonia inizierà alle ore 17:00 PST, corrispondenti alle 02:00 di lunedì 2 febbraio in Italia. A fare da cornice all’evento sarà la Crypto.com Arena di Los Angeles, sede ormai consolidata della manifestazione e punto di riferimento per i grandi appuntamenti dello spettacolo statunitense.
Negli Stati Uniti la serata dei Grammy Awards 2026 verrà trasmessa in diretta televisiva su CBS e sarà disponibile anche in streaming, sia live sia on demand, sulla piattaforma Paramount+.
Per il pubblico italiano non è stata ufficializzata una trasmissione televisiva dedicata, ma l’evento potrà essere seguito in streaming attraverso il sito live.GRAMMY.com e sul canale YouTube ufficiale della Recording Academy, garantendo così l’accesso globale alla cerimonia.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: news.williamhill.com

29 gennaio 2026
‘Streets of Minneapolis’ del Boss
A pochi giorni dall’uccisione di Alex Pretti per mano di agenti della United States Customs and Border Protection a Minneapolis, Bruce Springsteen ha risposto con una canzone di protesta in stile Phil Ochs, Streets of Minneapolis, che denuncia “i tirapiedi federali di Trump”, le “sporche bugie di [Stephen] Miller e [Kristi] Noem” e chiede che l’ICE lasci immediatamente la città.
“Ho scritto questa canzone sabato, l’ho registrata ieri e ve la pubblico oggi in risposta al terrore di Stato che si sta abbattendo sulla città di Minneapolis”, ha dichiarato Springsteen in un comunicato. “È dedicata alla gente di Minneapolis, ai nostri innocenti vicini immigrati e alla memoria di Alex Pretti e Renee Good. Stay free, Bruce Springsteen”.
Prima della morte di Pretti, Springsteen aveva fatto un’apparizione a sorpresa al Light of Day benefit di Red Bank, nel New Jersey, dove aveva denunciato l’ICE e l’insensata uccisione di Renee Good. “Se credete nel potere della legge e nel fatto che nessuno sia al di sopra di essa”, aveva detto, “se vi opponete a truppe federali mascherate e pesantemente armate che invadono una città americana, usando tattiche da Gestapo contro i nostri concittadini, se credete di non meritare di essere uccisi per aver esercitato il vostro diritto americano a protestare, allora mandate un messaggio a questo presidente, come ha detto il sindaco della città: l’ICE deve togliersi dai cogli*ni a Minneapolis”.
Streets of Minneapolis nasce dallo stesso senso di dolore e di rabbia. “Trump’s federal thugs beat up on his face and his chest (I tirapiedi federali di Trump lo hanno picchiato sul viso e sul petto)”, canta. “Then we heard the gunshots (Poi abbiamo sentito gli spari) / And Alex Pretti lay in the snow, dead (E Alex Pretti giaceva nella neve, morto) / Their claim was self defense, sir (La loro versione era che fosse autodifesa, signore) / Just don’t believe your eyes (Non credete ai vostri occhi) / It’s our blood and bones (Sono il nostro sangue e le nostre ossa) / And these whistles and phones (E questi fischietti e telefoni) / Against Miller and Noem’s dirty lies (Contro le sporche bugie di Miller e Noem) / Oh our Minneapolis, I hear your voice (Oh nostra Minneapolis, sento la tua voce)”.
Chiude esprimendo solidarietà alla causa. “We’ll take our stand for this land (Prenderemo posizione per questa terra)”, canta. “And the stranger in our midst (e per lo straniero in mezzo a noi) / We’ll remember the names of those who died (Ricorderemo i nomi di quelli che sono morti) / On the streets of Minneapolis (nelle strade di Minneapolis) / We’ll remember the names of those who died (Ricorderemo i nomi di quelli che sono morti) / On the streets of Minneapolis (nelle strade di Minneapolis)”.
Il titolo Streets of Minneapolis è un’eco della sua canzone vincitrice dell’Oscar del 1994 Streets of Philadelphia, dalla colonna sonora di Philadelphia. Nel corso della carriera ha scritto molte altre canzoni a tema, tra cui American Skin (41 Shots), We Take Care of Our Own e Living in the Future, ma non aveva mai reagito a un fatto di cronaca con tanta rapidità. (Scrisse la canzone Roulette sei giorni dopo il disastro di Three Mile Island, ma non la pubblicò per anni).
Fonte: rollingstone.it
Foto: m.brucespringsteen.net

26 gennaio 2026
Scocca l'OraZero
Grande successo ieri al Palazzo dello Sport di Roma per la prima data de L’ORAZERO IN TOUR, la nuova tournée di Renato Zero (prodotta da Tattica) che ha preso ufficialmente il via davanti a un pubblico caloroso e partecipe. Un debutto trionfale che ha inaugurato una delle traversate live più attese della stagione: Roma si prepara ora ad accogliere altri 5 appuntamenti prima che il tour prosegua sui palchi dei principali palasport italiani fino ad aprile, per 30 date in calendario, molte delle quali già sold out, a conferma di un rapporto con i fan (“sorcini” di ogni generazione) che resiste al tempo e ai numeri impressionanti della sua carriera.
Quello di Renato Zero è uno spettacolo che si rinnova a ogni tournée, tra canzoni, parole, costumi e visioni, assumendo ogni volta una forma nuova. In oltre tre ore di musica ed emozioni, ieri sul palco della Capitale Zero ha portato il pubblico dentro il cuore pulsante del suo ultimo album L’OraZero, per la prima volta dal vivo, tra temi sociali, fragilità individuali e speranze collettive. In scaletta spazio anche per i grandi successi che hanno segnato la sua inimitabile storia: da No! Mamma, no! a Cercami e Il Carrozzone, e poi ancora il medley dance sulle note di Madame, Il triangolo, Mi vendo e quello conclusivo dove ha intonato, tra le altre, Il cielo e I migliori anni della nostra vita. Tra i momenti più intensi della serata, l’omaggio alle vittime di femminicidio con il brano Libera, accompagnato sullo schermo dai loro nomi e da un enorme “Basta” in rosso, carico di dolore e denuncia. E a sorpresa sul finale l’inedito Resta con me, dedicato al concetto universale di madre, che Zero ha voluto regalarsi e regalare alla platea in uno dei passaggi più toccanti dello spettacolo.
I biglietti e tutte le date de L’ORAZERO IN TOUR sono disponibili su renatozero.com, vivaticket.com e nei punti vendita Vivaticket.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: Simone Cecchetti

23 gennaio 2026
Finalmente... Arctic Monkeys
Dopo l’annuncio degli scorsi giorni è uscito finalmente il nuovo brano degli Arctic Monkeys, il primo inedito dal 2022, anno dell’album The Car.
Opening Night, questo il nome della canzone, è parte di una compilation benefica della War Child Records, in cui, in scaletta, compaiono altri artisti come Damon Albarn, Fontaines D.C., Cameron Winter, Olivia Rodrigo, Pulp e molti altri. L’album, a quanto raccontato dal comunicato stampa, vedrà molti momenti nati in studio: «Johnny Marr alla chitarra e Kae Tempest e Grian Chatten dei Fontaines D.C. alle voci affiancano Damon Albarn nella sessione per Flags; inoltre Olivia Rodrigo è stata messa in contatto con Graham Coxon, che ha poi suonato la chitarra nella sua cover di The Book of Love.
L’album è ispirato a Help, pubblicato dalla War Child nel 1995, e infatti titolerà Help(2) e uscirà il 6 marzo 2026.
Fonte: rollingstone.it
Foto: noisyroad.it

20 gennaio 2026
A$AP Rocky live in Italia
A pochi giorni dall’uscita di Don’t Be Dumb, A$AP Rocky ha annunciato un concerto a Milano, l’unico in Italia nell’ambito del suo nuovo tour.
Il rapper americano arriverà il 10 settembre all’Ippodromo SNAI San Siro, all’interno della rassegna I-Days. Sarà la prima volta di Rocky in Italia visto che nel 2019 era stato costretto a cancellare la data, insieme all’intero tour europeo, dopo l’arresto in Svezia.
I biglietti per questo appuntamento saranno disponibili in prevendita sull’app I-DAYS e su My Live Nation dalle 9:00 di lunedì 26 gennaio e in vendita generale dalle ore 9:00 di martedì 27 gennaio su Ticketmaster, Ticketone e Vivaticket.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Lexie MorelandWWD/Shutterstock

18 gennaio 2026
John Mayer canta Bob Weir
John Mayer ha pronunciato un elogio funebre carico di emozione per l’amico e mentore Bob Weir, cofondatore dei Grateful Dead, durante il memorial pubblico tenutosi sabato pomeriggio a San Francisco. Lottando per trattenere le lacrime mentre parlava dell’impatto profondo che Weir ha avuto sulla sua vita, Mayer ha anche eseguito una toccante versione di Ripple, classico dei Grateful Dead.
«Nel corso di un decennio abbiamo imparato a fidarci l’uno dell’altro», ha detto Mayer parlando di Weir, con cui ha suonato nel progetto derivato dei Grateful Dead Dead & Company. «Mi ha insegnato, tra le tante cose, a fidarmi del momento, e mi piace pensare di avergli insegnato un po’ a fare affidamento su un piano, non come sostituto dei momenti divini, ma come un modo per attirarli un po’ più vicino. Credo che, in fondo, quello che stavo davvero facendo fosse mostrargli che poteva contare su di me. Bob ha scommesso su di me. Ha messo in gioco l’intera sua reputazione accettando che io entrassi in una band con lui. Mi ha dato una comunità musicale, mi ha dato questa comunità».
«Mi ha prestato il suo repertorio, mi ha invitato nei mondi che aveva costruito e mi ha insegnato cosa significano le canzoni e cosa vuol dire eseguirle», ha continuato Mayer. «In cambio, gli ho dato tutto quello che avevo, notte dopo notte, anno dopo anno». Mayer ha poi riconosciuto il senso di perdita collettiva che ora attraversa la comunità dei Grateful Dead.
Tra gli altri interventi al memorial ci sono stati Mickey Hart, Joan Baez, la Speaker Emerita Nancy Pelosi e il sindaco di San Francisco Daniel Lurie. È stato inoltre proiettato un video-tributo con Willie Nelson, Sammy Hagar, Wynonna Judd, Warren Haynes, Trey Anastasio e Bruce Hornsby.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Stephen Lam

15 gennaio 2026
Paul McCartney ed il dopo Beatles
«I Beatles erano stati tutta la mia vita. Quando ci siamo sciolti ho pensato che non avrei mai più scritto una nota». Sono le parole con cui si apre il primo trailer di Man on the Run, il documentario diretto da Morgan Neville (già premio Oscar per 20 Feet from Stardom) che esplora la vita di Paul McCartney dopo la fine della band.
Nei due minuti che ne anticipano l’uscita, prevista per il 27 febbraio su Prime Video, sentiamo Paul raccontarci di come si sono formati i Wings, di quando ha scoperto che sua moglie Linda sapeva cantare (spoiler: al loro matrimonio), della tiepida ricezione del nuovo progetto fino al successo di Band on the Run e del rapporto di quegli anni con John Lennon. «Io e John ci stavamo allontanando. Eravamo partiti per viaggi diversi. Abbiamo litigato, ma ci siamo sempre amati moltissimo».
Le parole di Michele Anthony, produttore del progetto: «Come si fa a riscoprire se stessi dopo aver fatto parte della band più famosa che il mondo abbia mai conosciuto? Beh, fino allo scioglimento dei Beatles, nessuno aveva mai dovuto rispondere a questa domanda. In sostanza, è la storia dell’amore tra Linda e Paul, di come lui ha trovato la propria voce come artista, dando vita a uno dei periodi più creativi della sua vita».
Il documentario conterrà inoltre nuovo materiale inedito, sia video che audio, dei Wings.
Fonte: rollingstone.it
Foto: MJ Kim/MPL Communications

12 gennaio 2026
La foto vincitrice dell'Award 2025
Proclamata la foto live vincitrice del MONO Music Award 2025. Per il secondo anno consecutivo vince un fotografo proveniente dall’Academy, ovvero Giada Campoli, con una foto scattata al concerto dei Twenty One Pilots all'Unipol Arena di Bologna. Per tutti noi di MONO è una soddisfazione grande poter constatare i miglioramenti dei ragazzi dell’Academy. La giuria non conosce i nomi dei fotografi, ma vota soltanto basandosi sulle foto inviate, accrescendo la nostra soddisfazione.
La giuria, come sempre, è composta da grandi nomi. Fotografi, musicisti, giornalisti, uffici stampa.
Questi di seguito sono i componenti della giuria di quest'anno:
Diodato, Michele Buonanni, Alex Britti, Guido Harari, Carlo Massarini, Maurizio Malabruzzi, Fabio Celenza, Fabiana Manuelli, Patrizia Morici, Luca Forti, Nada, Tosca, Teresa De Sio, Henry Ruggeri, Gio Testi, Fausto Donato, Chiara Di Giambattista.
Vi invitiamo ad andare nella sezione AWARD per scoprire la vincitrice come miglior foto live del 2025.
Grazie a tutti i fotografi che hanno partecipato, ed appuntamento al MONO Music Award 2026.

9 gennaio 2026
Ultimo, "Acquario" è il nuovo singolo
Oggi, venerdì 9 gennaio, Ultimo ha pubblicato il singolo "Acquario" sotto l’etichetta indipendente Ultimo Records e distribuito da Believe. Il cantautore romano, all’anagrafe Niccolò Moriconi, ha scritto la musica della ballad e il testo, dove parla di sé e delle proprie insicurezze e inquietudini che, a volte, lo fanno sentire solo, lontano dall’immagine che gli altri hanno di lui. Per lanciare il brano, l'artista ha scelto un’immagine di sé con indosso una maschera da alieno e circondato da una schiera di giornalisti con microfoni e telecamere. A distanza di qualche mese dal successo estivo Bella davvero, la nuova canzone inaugura un anno intenso, che il 4 luglio 2026 vedrà anche il grande evento live Ultimo 2026 – La favola per sempre a Tor Vergata, il Raduno degli Ultimi che in sole tre ore ha registrato il sold out con 250 mila biglietti venduti. Inoltre, l’uscita del singolo Acquario all’inizio del mese di gennaio potrebbe non essere casuale. Infatti, il periodo astrologico del segno inizierà il 21 gennaio, data che, secondo i fan, potrebbe rappresentare la finestra di annuncio del nuovo album di inediti.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: MONO

11 aprile 2026
Zucchero, a luglio la parte italiana del tour "Baila 25th"
Venticinque anni dopo la sua uscita, “Baila (Sexy Thing)” continua a essere una delle canzoni più riconoscibili e amate del repertorio di Zucchero. Per celebrarne l’anniversario, l’artista emiliano riporta la sua musica negli stadi con Baila (Sexy Thing) 25th – Under the Moonlight, un tour che a luglio attraverserà l’Italia trasformando ogni concerto in una grande festa collettiva.
Sei gli appuntamenti in programma, pensati come eventi speciali sotto il cielo estivo, tra luci, ritmo e un pubblico chiamato a cantare e ballare insieme, nel segno di un repertorio che ha attraversato decenni e confini.
Il tour farà tappa in alcune delle location più importanti del circuito live italiano:
4 luglio – Bluenergy Stadium, Udine
6 luglio – Stadio Dall’Ara, Bologna
8 luglio – Stadio Adriatico, Pescara
11 luglio – Arena Santa Giuliana, Perugia (Umbria Jazz)
14 luglio – Stadio Franco Scoglio, Messina
16 luglio – Mura Storiche, Lucca (Lucca Summer Festival)
I biglietti sono disponibili in prevendita su TicketOne e nei punti vendita abituali.
Per ulteriori informazioni consultare il sito: www.friendsandpartners.it.
Inoltre, il 15 maggio la data zero sold out al PalaUnical di Mantova anticipa il tour internazionale prima della partenza con i concerti alla Royal Albert Hall di Londra, per poi proseguire nelle principali arene europee e internazionali, portando dal vivo tutta l’energia e il ritmo della sua musica nel mondo.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: zucchero.it

9 aprile 2026
Rolling Stones, nuovo album in arrivo?
L’uscita di nuova musica dei Rolling Stones dovrebbe essere molto vicina. Per ora niente di ufficiale – nessuna data, nessun annuncio, nessun comunicato – ma una serie di indizi hanno rilanciato la possibilità di nuove canzoni della band. La prima, che potrebbe intitolarsi Mr Charm, sarebbe già prevista per questo sabato.
Che la band sia al lavoro su un nuovo album, prodotto da Andew Watt come il precedente Hackney Diamonds del 2023, è cosa nota. Si vocifera che alcuni brani del nuovo disco potrebbero proprio arrivare dalle sessioni di Hackney Diamonds, con alcune delle ultime registrazioni del batterista Charlie Watts, morto nel 2021 a 80 anni. L’album potrebbe intitolarsi Foreign Tongues.
A conferma di nuovo materiale, a Londra sono apparsi per strada dei cartelloni dei The Cockroaches, nome utilizzato in passato dalla band per alcuni concerti a sorpresa. Inquadrando il QR code sul manifesto si entra in una stanza con un orologio fermo all’1:42 dell’11 aprile, ovvero sabato, e la possibilità di iscriversi a una newsletter gestita dalla Universal Music Operations, sezione operativa dell’Universal, etichetta della band. C’è anche modo di iscriversi a una newsletter via Whatsapp. Entrando a farne parte si riceve un messaggio: “Pleased to meet you. Hope you guess my name” (da Sympathy For The Devil).
Il Sun nel mentre ha pubblicato alcune dichiarazioni anonime di una fonte vicina alla band: «L’album dei Rolling Stones è pronto da un po’ di tempo. Gran parte del materiale è stato scritto e registrato qualche tempo fa, ma ci sono volute molte rifiniture per renderlo perfetto. L’anno scorso sono tornati ai Metropolis Studios, nella zona ovest di Londra, e ora è pronto per essere pubblicato».
Sulla questione live, invece, si è più cauti. Pare infatti che non ci sarà un imminente tour. Le condizioni di salute di Keith Richards, la cui artrite sta peggiorando, potrebbero essere un freno a un tour canonico, sostituito invece da residenze più piccole che garantirebbe maggior tempo di recupero al chitarrista. Sempre secondo certe speculazioni questo potrebbe essere il venticinquesimo e ultimo disco della band.
Fonte: rollingstone.it

6 aprile 2026
Gli XX live insieme dopo 8 anni
Gli XX hanno dato il via al loro “nuovo capitolo” venerdì a Città del Messico, esibendosi insieme dopo otto anni.
Saliti sul palco del Pepsi Center di Città del Messico, il trio formato da Romy, Oliver Sim e Jamie xx ha proposto una scaletta di 19 brani con canzoni da tutti e tre i loro album oltre ai lavori solisti pubblicati da ciascun membro dall’ultima esibizione insieme nel 2018.
Gli XX hanno aperto lo show con Crystalised, tratta dal loro album di debutto del 2009 xx, e hanno eseguito brani come Islands, Say Something Loving, I Dare You e Intro.
A metà concerto, ogni membro si è alternato portando sul palco pezzi dei rispettivi progetti solisti: Loud Places di Jamie xx, GMT di Oliver Sim e Enjoy Your Life di Romy. Il live si è concluso con un bis di tre canzoni: Night Time, Sunset e Infinity.
Sebbene gli xx si siano riuniti informalmente sul palco negli ultimi otto anni — in particolare durante il set di Jamie xx al Glastonbury nel 2024 — il concerto di Città del Messico ha segnato il primo vero live completo della band dal luglio 2018, ed è il primo di tre spettacoli sold out programmati al Pepsi Center prima di intraprendere un tour estivo nei festival musicali, con tappe tra cui Coachella, il Kilby Block Party di Salt Lake City e l’Outside Lands di San Francisco.
«È passato un po’ di tempo dal nostro ultimo concerto insieme come The xx. Nel 2026 torniamo a condividere la nostra musica dal vivo con tutti voi» ha scritto la band sui social media quando sono state annunciate le date in Messico. «Questo è l’inizio di un nuovo capitolo insieme, e non c’è posto migliore in cui tornare se non davanti ai nostri fan messicani. Abbiamo sempre sentito una connessione profonda con il Messico – il calore, l’apertura, l’energia del pubblico. Grazie per averci aspettato e non vediamo l’ora di vedervi presto».
Fonte: rollingstone.it
Foto: Paul R. Giunta/Getty Images

3 aprile 2026
Peter Gabriel ha pubblicato ‘Till Your Mind Is Shining’
«Il brano è nato da una sequenza di accordi che mi piaceva e che risultava piuttosto pop e giocosa, così ho continuato a lavorarci finché non ho ottenuto qualcosa. Tra tutte le canzoni che ho scritto per i/o e o\i, questa è probabilmente la più pop per me». Peter Gabriel presenta così Till Your Mind Is Shining, il nuovo singolo tratto da o\i, l’album che uscirà nel corso del 2026 e che sta pubblicando una canzone alla volta. Quello uscito oggi è il Dark-Side Mix curato da Tchad Blake, mentre il Bright-Side Mix di Mark “Spike” Stent sarà pubblicato più avanti nel corso di aprile.
«In un certo senso mi riporta ai tempi della scuola, perché prima che esistessero i Genesis stavamo cercando di essere più autori che musicisti, canzoni pop o soul/R&B. Penso che questo brano mi riconnetta a quelle radici e a ciò su cui lavoravo allora, cercando di migliorarmi».
«Alcuni elementi risalgono a qualche anno fa; in realtà quasi tutto ciò su cui lavoro impiega tempo per maturare. Lascio le canzoni per un po’, poi torno su di esse e, se mi sembrano ancora vive, sento il desiderio di completarle. È stato davvero divertente crearla».
«In un certo senso parla dell’aprire la mente ed entrarci dentro per comprendere un po’ meglio noi stessi e il mondo in cui viviamo, con la speranza di reagire in modo più responsabile e compassionevole».
Anche Till Your Mind Is Shining è accompagnata da un’opera d’arte. Si tratta di Warp Time with Warp Self, No. 2 di Tatsuo Miyajima. «Sono stato a Hiroshima qualche anno fa e ho parlato con alcuni sopravvissuti alla bomba. Volevo un’immagine che fosse al tempo stesso fredda, strutturata e informativa, ma anche morbida e introspettiva».
«C’è un’interazione tra l’essere umano e il mondo meccanico dell’AI che stiamo creando – o almeno è quello che comunica a me. Mi piace, soprattutto nel contesto di dove potrebbe portarci la “mente luminosa” e di ciò a cui si oppone, rispetto a ciò che stiamo creando nel mondo esterno. Da un lato ci sono tempo, spazio, dati e analisi; dall’altro c’è questo viaggio interiore, che penso sia legato al pensiero buddhista, e che sembra appartenere perfettamente a questo contesto. È questa unione tra i due aspetti che mi ha entusiasmato».
Fonte: rollingstone.it
Foto: York Tillyer

31 marzo 2026
Céline Dion, 10 concerti a Parigi
«Voglio farvi sapere che sto bene, sono tornata a cantare e anche un po’ a ballare. Negli ultimi anni, ho sentito ogni giorno le vostre preghiere e il vostro sostegno, la vostra gentilezza e il vostro amore. Nei momenti più difficili, voi ci eravate per me. Mi avete aiutata in modi che non posso nemmeno descrivere e sono davvero fortunata ad avere il vostro supporto. Mi siete mancati tantissimo. Quest’anno ricevo il regalo di compleanno più bello della mia vita: la possibilità di rivedervi, di esibirmi ancora per voi a Parigi, a partire da settembre».
Nel giorno del suo 58esimo compleanno Céline Dion ha annunciato ufficialmente con un videomessaggio il ritorno in concerto dopo le indiscrezioni della scorsa settimana. La cantante sarà impegnata in una residency alla Paris La Défense Arena tra settembre e ottobre. Si tratta in totale di 10 concerti, due a settimana, uno il sabato e uno il mercoledì (qui sotto le date), con la direzione creativa dello show designer Willo Perron. La cadenza bisettimanale, quindi non particolarmente impegnativa, sarebbe stata scelta per permettle di riposarsi e recuperare tra una esibizione e l’altra nel caso dovessero ripresentarsi i sintomi dei problemi di salute che l’hanno tenuta lontana dalle sale da concerto negli ultimi anni.
La prima fase della pre-vendita inizierà martedì 7 aprile alle ore 10 e sarà riservata a chi si registra sul sito della cantante. Per farlo c’è tempo fino alle ore 19 di giovedì 2 aprile. Come in tutti i casi di eventi richeistissimi, la registrazione non garantisce la possibilità di acquistare i biglietti. Qui il video-annuncio (in inglese) e le date.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Gilles Bensimon

29 marzo 2026
‘Bully’, il nuovo disco di Kanye West
Alla fine, il nuovo disco di Kanye West è uscito. Dopo i listening party tenutisi tra la notte di giovedì 26 e le prime ore di venerdì 27 marzo e poi venerdì in città in tutto il mondo (tra cui Los Angeles, New York, Chicago, Atlanta, Seoul, Hangzhou, Amsterdam, Istanbul), le tracce di Bully sono ora disponibili su tutti i principali servizi di streaming. Bully arriva dopo la collaborazione con Ty Dolla Sign per Vultures nel 2024 e l’uscita di Donda 2, nel 2022. Si tratta del dodicesimo album in studio solista di Ye. Tra i featuring Travis Scott, Andre Troutman, CeeLo Green, Don Toliver e Peso Pluma. Il disco, in realtà, sarebbe dovuto uscire ieri dopo essere stato annunciato e rimandato più volte nell’arco di un anno. Nei giorni scorsi erano circolate indiscrezioni secondo le quali Kanye West avrebbe fatto ricorso all’AI per il disco. Mercoledì Ye ha assicurato che non è così (o che l’intelligenza artificiale non è presente nella versione uscita) scrivendo «No AI». A dare annuncio della pubblicazione è stato Kanye, attraverso il suo account Instagram, ora completamente resettato, su cui ha pubblicato tre post: due grafiche e una scritta, «Bully out now». Inatnto James Blake ha chiesto ufficialmente di essere rimosso dai crediti di produzione del brano This One Here di Kanye West, traccia inizialmente conosciuta come Bully e inclusa nel suo dodicesimo album. In un messaggio pubblicato sulla sua piattaforma Vault, Blake ha spiegato di non riconoscersi nel ruolo di produttore della versione finale del pezzo. Pur ammettendo che alcuni elementi del suo lavoro originale – come l’intonazione vocale e la struttura della base – siano rimasti, ha sottolineato che lo “spirito” della sua produzione è stato in gran parte modificato. L’artista ha chiarito di aver chiesto la rimozione del credito per una questione di correttezza professionale: non vuole infatti prendersi meriti per un risultato finale che non sente più come proprio. Ha inoltre ribadito che non si tratta di un problema personale, ma di una scelta legata alla volontà di essere associato solo a lavori su cui ha un reale controllo creativo.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Fabien Baron

26 marzo 2026
Rosalía interrompe concerto a Milano
«Non sto bene, non posso continuare, mi spiace». Ieri sera, Rosalía è stata costretta a interrompere a metà il concerto al Forum di Assago, a Milano, unica data in Italia del tour di Lux.
Il concerto è iniziato regolarmente davanti a circa 11.500 spettatori arrivati da molte parti d'Italia e anche dall'estero. Lo spettacolo è proseguito in maniera regolare (impeccabile, dice chi c'era) per dieci canzoni, anche con un omaggio in italiano alla musica d'autore del Bel Paese: “Puccini, Verdi… voi ragazzi avete una tradizione musicale incredibile”, ha detto introducendo il brano “Mio Cristo piange diamanti”.
È stata costretta a mollare alla fine del secondo atto, dopo 11 canzoni sulle 26 previste. Durante l'esecuzione di “De Madrugá”, alcuni colpi di tosse e meno energia di prima. Rosalia si è concessa una breve pausa. Poi, tornata sul palco, ha spiegato agli spettatori la situazione: “Mi sento male. Ho vomitato nel backstage per un’intossicazione alimentare. Ho provato ad andare avanti ma devo interrompere lo show. Volevo che aveste la migliore esperienza possibile. Non mi era mai capitato prima”, ha detto al microfono scusandosi più volte con tutti.
Dopo l’annuncio, il pubblico è stato fatto uscire dal Forum. Rosalía ha promesso che tornerà in Italia.
Prima dell’interruzione ha dedicato una canzone a Giulia Stabile, ballerina di Amici nel cast dello show. Nell’orchestra si è visto Enrico Gabrielli.
Al concerto erano presenti anche spettatori d'eccezione, tra cui Tommaso Sacchi, assessore alla cultura di Milano, e Stefano De Martino, direttore artistico del Festival di Sanremo. E poi Levante, Ghali, Elodie e Arisa.
Fonte: rollingstone.it/milanotoday.it
Foto: Copertina "LUX"

24 marzo 2026
Céline Dion, concerti in autunno?
Céline Dion sta per tornare sulle scene? Dopo l’apparizione alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Parigi del 2024, quando ha cantato Hymne à l’amour di Edith Piaf, la cantante canadese si prepara a quanto pare a una residency nella capitale francese. Dopo che a Parigi sono apparsi alcuni poster pubblicitari contenenti titoli di sue canzoni, Variety ha ricevuto la conferma. Dion dovrebbe esibirsi alla Paris La Défense Arena, spazio polivalente di proprietà di Live Nation che può ospitare fino a 40 mila spettatori.
Secondo quando riporta La Presse, dovrebbe fare due concerti a settimana nei mesi di settembre e ottobre 2026, un ritmo che le permette di riposarsi e recuperare tra una esibizione e l’altra nel caso dovessero ripresentarsi i problemi di salute che l’hanno tenuta lontana dalle sale da concerto negli ultimi anni. I poster fanno pensare a un annuncio imminente, con relativa vendita dei biglietti.
Dion avrebbe dovuto esibirsi a Parigi già nel 2020. I concerti sono stati poi rimandati prima a causa del Covid e in seguito della malattia neurologica che ha impedito alla cantante di esibirsi e che è al centro del documentario del 2024 I Am: Celine Dion.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Gilles Bensimon

21 marzo 2026
AC/DC: Stevie Young dimesso dall’ospedale
Stevie Young degli AC/DC ha lasciato l’ospedale di Buenos Aires in cui era stato ricoverato ieri. Lo riporta l’agenzia Reuters spiegando che il chitarrista è stato visto uscire a piedi dal Sanatorio Mater Dei.
La band si trova in Argentina per tre concerti sold out allo Stadio River Plate lunedì 23 marzo, venerdì 27 marzo e martedì 31 marzo. Il promoter aveva fatto sapere ieri che il chitarrista 59enne nipote di Angus Young «non si è sentito bene e per precauzione è stato ricoverato in ospedale dove si sta sottoponendo a una serie di esami».
Già ieri un portavoce della band diceva che «Stevie sta bene ed è di ottimo umore. Non vede l’ora di salire sul palco lunedì». Prima di una pausa, la band terrà ad aprile tre concerti all’Estadio GNP Seguros di Città del Messico. Tra luglio e settembre gli AC/DC suoneranno negli Stati Uniti e in Canada.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Louder Sound

18 marzo 2026
Placebo, concerto in Italia a novembre
I Placebo hanno annunciato i programmi per il 2026, l’anno in cui festeggeranno 30 anni di attività discografica con una nuova versione dell’album di debutto e un tour che toccherà anche l’Italia.
Per ora è stata annunciata una sola data italiana del 30th Anniversary Tour, il 6 novembre 2026 al Forum di Assago, Milano (la vendita generale partirà venerdì 27 marzo). Durante il concerto la band di Brian Molko suonerà pezzi dal primo album Placebo, uscito appunto nel 1996, e da Without You I’m Nothing del 1998.
Il 19 giugno il gruppo pubblicherà il nuovo album Placebo Re:created, versione risuonata del disco di debutto con due pezzi bonus già noti, Drowning By Numbers e H.K. Farewell. «È una director’s cut. Non lo abbiamo ricreato da zero: siamo tornati ai nastri originali portando dentro 30 anni di esperienza live», dicono i Placebo in un comunicato. «Quando abbiamo realizzato il primo album, non avevamo ancora l’esperienza o le competenze tecniche per tradurre completamente ciò che avevamo in mente. Nel tempo, le canzoni hanno preso vita sul palco, crescendo ed evolvendosi».
«È una celebrazione delle nostre origini e un punto d’incontro tra ciò che eravamo e ciò che siamo oggi».
Fonte: rollingstone.it
Foto: L'Opinionista

15 marzo 2026
È morto Phil Campbell dei Motörhead
È morto Phil Campbell, il chitarrista dei Motörhead. Aveva 64 anni ed è scomparso nella notte di venerdì 13 marzo dopo una lunga battaglia in terapia intensiva in seguito a un’operazione complessa. La notizia è stata data dalla famiglia attraverso i canali social dei Phil Campbell and the Bastard Sons, la band che aveva formato con i tre figli Todd, Dane e Tyla dopo lo scioglimento dei Motörhead.
Campbell era nato a Pontypridd, in Galles, ed era rimasto legato alle sue origini per tutta la vita. Aveva incontrato Lemmy Kilmister per la prima volta a 12 anni, chiedendogli un autografo prima di un concerto degli Hawkwind. Dopo aver suonato in gruppi da pub e nella band heavy metal Persian Risk, nel 1984 si era presentato alle audizioni per sostituire Brian Robertson nei Motörhead. Lemmy non riuscì a scegliere tra lui e Würzel Burston, così li prese entrambi. La nuova formazione fece la sua prima apparizione come ospite nella sitcom della BBC The Young Ones pochi giorni dopo.
Da quel momento Campbell è stato una presenza fissa nei Motörhead per 31 anni, il membro più longevo dopo Lemmy, registrando 16 album in studio tra cui ‘Orgasmatron’, ‘1916’ e ‘Bastards’. Dopo la morte di Lemmy nel dicembre 2015 e il conseguente scioglimento della band, Campbell aveva pubblicato il suo primo album solista ‘Old Lions Still Roar’ nel 2019 con ospiti come Alice Cooper e Rob Halford e aveva continuato a suonare dal vivo con i Bastard Sons.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Didier Messens/Redferns

12 marzo 2026
Dot Rotten: il rapper muore improvvisamente, a 37 anni
Il rapper Dot Rotten, pilastro della scena Grime britannica e noto anche per collaborazioni con artisti del calibro di Ed Sheeran, è morto all’età di 37 anni. La famiglia ha confermato alla BBC la scomparsa, senza però fornire altri dettagli sulle cause del decesso. Secondo alcune indiscrezioni online, Dot Rotten sarebbe però morto in Gambia.
Nato il 19 ottobre 1988 a Londra, Joseph Ellis-Stevenson, noto come Dot Rotten, aveva iniziato a rappare all’età di sette anni, quando aveva composto la sua prima musica su un computer Atari. Nel 2007, con il nome di Young Dot, aveva pubblicato il primo mixtape, This Is the Beginning. Nel 2008 aveva però cambiato il nome d’arte in Dot Rotten (acronimo di “Dirty on Tracks, Righteous Opinions Told to Educate Nubians”, in omaggio al personaggio di Dot Cotton della serie tv EastEnders), poi nuovamente sostituito da numerosi altri come Zeph Ellis, Three-Six, The Spirit, Big Dotti e Terror Child. Il rapper aveva infine ripreso lo pseudonimo poco prima di morire per lanciare il singolo Psalms for Praize.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: clashmusic.com

9 marzo 2026
Sebastian Bach con i Twisted Sister
C’è fermento in casa Twisted Sister. Negli ultimi mesi la band americana ne ha viste accadere un po’ di tutte. Prima l’annuncio del tour per festeggiare i 50 anni di carriera del gruppo, poi la cancellazione dello stesso tour a causa dello stato di salute del cantante Dee Snider che ha preferito fare un passo indietro annunciando: «Non conosco un altro modo di fare rock. Rallentare per me è inaccettabile. Preferisco andarmene che essere l’ombra di me stesso».
Ora a un mese di distanza dal ritiro di Snider, i Twisted Sister ribaltano nuovamente le carte in tavola annunciando che il tour, rispetto a quanto detto, si farà. Ma senza Snider.
«I membri dei Twisted Sister Jay Jay French ed Eddie Ojeda sono entusiasti di annunciare che l’iconico cantante e frontman Sebastian Bach sarà alla guida della band per alcune date selezionate questo autunno». Continua nel comunicato dei due musicisti: «Queste apparizioni non influenzano né interferiscono con il programma attuale o futuro dei tour solisti di Sebastian, che rimane completamente invariato». Per ora l’unica data annunciata dalla band è il 4 settembre in Alaska.
L’ex leader degli Skid Row (anche loro alla ricerca di un nuovo frontman con una open call lanciata online), che in passato ha collaborato anche in alcuni dischi di Guns N’ Roses, Mötley Crüe, Ace Frehley, Duff McKagan, raggungerà così i Twisted Sister per alcune date del tour anche se, per ora, non sono state specificate quali. Bach attualmente è on the road con un denso tour chiamato The Party Never Ends! 1989-2026.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Getty Images

6 marzo 2026
BTS: The Comeback Live I Arirang
È uscito il trailer dell’evento livestream BTS The Comeback I Arirang, che sarà disponibile il 21 marzo 2026 alle ore 12 in diretta in esclusiva su Netflix (visibile anche su Sky Glass, Sky Q e tramite app su NOW Smart Stick). In diretta dalla storica Gwanghwamun di Seul, il concerto celebrerà l’uscita dell’attesissimo nuovo album, Arirang, che uscirà il 20 marzo e precederà il tour di ritorno dei sette membri J-Hope, Jimin, Jin, Jung Kook, RM, Suga e V sul palcoscenico mondiale. Nel video, i fan reagiscono alla notizia della pausa del gruppo K-pop, che ha dovuto assolvere agli obblighi militari in Corea del Sud (nel 2022 Jin è stato il primo ad arruolarsi, mentre Suga è stato l’ultimo ad essere congedato nel luglio 2025). Mentre la folla incita: “BTS!”, Jung Kook dice: “Sono così emozionato. Mi mancano davvero”. In un’altra clip, RM conferma: “In sette insieme, possiamo fare qualsiasi cosa”. Il primo evento in scena in Corea del Sud trasmesso in streaming a livello globale sarà diretto da Hamish Hamilton, già noto per aver diretto la maggior parte degli spettacoli dell’Halftime Show del Super Bowl.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: europosters.it

3 marzo 2026
Harry Styles, anticipazioni nuovo disco
Venerdì uscirà Kiss All The Time. Disco, Occasionally, il nuovo disco di Harry Styles. Sarà il quarto album solista per il cantante dopo l’uscita dai One Direction. Come annunciato dal cantante, l’album è ampiamente ispirato agli LCD Soundystem e nasce a Berlino, dove Styles si era trasferito per registrare un album «guidato dai sintetizzatori».
Kiss All The Time. Disco, Occasionally sarà composto da 12 tracce di cui fino a ora sappiamo poco, se non che Aperture, il singolo che apre l’album pubblicato lo scorso 22 gennaio, è stato prodotto e scritto insieme a Kid Harpoon, già al lavoro con Styles per Harry’s House. Kid Harpoon dovrebbe aver curato l’intero lavoro. Aperture è stato presentato per la prima volta dal vivo questo sabato ai BRIT Awards.
Un altro brano del disco, Coming Up Roses, è invece stato spoilerato da Fred Again.. all’interno di un suo set a Londra all’Alexandra Palace. Non è chiaro, però, se Fred sia co-produttore del brano in questione.
In queste ultime settimane Styles ha tenuto una serie di listening party – in 40 differenti città (per l’Italia c’era Milano) – dove è stato possibile ascoltare l’album nella sua interezza. Ai fan presenti è stato regalato un seme di pomodoro, che dà il titolo a una limited edition del vinile di KATTDO, continuando un “inside joke” dell’artista che da sempre utilizza riferimenti a frutta e verdura (Kiwi, Watermelon Sugar, Banana Song).
Per i live, invece, bisognerà aspettare proprio la data di uscita del disco, giorno in cui Styles si esibirà alla Co-Op Live di Manchester per un evento a prezzi calmierati chiamato One Night Only. Di pochi giorni fa l’annuncio che lo stesso concerto verrà trasmesso su Netflix. Per l’Italia bisognerà attendere domenica sera alle ore 20.
Il tour vero e proprio inizierà poi il 16 maggio a Amsterdam e continuerà tutto l’anno, con le ultime date previste a Sydney a metà dicembre. Un tour fatto di poche città (solo 7) e molte residenze come le 12 date a Londra e le 30 al Madison Square Garden di New York. Non ci sono concerti previsti in Italia.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Ryan McGinley per Rolling Stone USA

28 febbraio 2026
Addio a Neil Sedaka
È morto Neil Sedaka. La notizia è stata data dalla famiglia: «Vera leggenda del rock’n’roll, fonte d’ispirazione per milioni di persone, ma soprattutto, almeno per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, un essere umano incredibile che ci mancherà profondamente». Non è stata resa nota la causa della morte. Sedaka aveva 86 anni.
Nato e cresciuto a Brooklyn, è stato autore per terzi, vedi ad esempio Stupid Cupid di Connie Francis, e uno dei grandi cantanti pop dei primi anni ’60, l’epoca compresa tra l’avvento dei giganti del rock’n’roll e la Beatlemania. È il periodo di hit influenzate dal doo-wop come Oh! Carol, Breaking Up Is Hard to Do o Next Door to an Angel.
Sedaka è entrato in crisi con l’avvento di una musica più giovanile, complessa e spregiudicata: «Sentivo la radio e mi chiedevo cosa fare. Non era più il tempo dei tra-la-la e dei do-be-do, di cui ero il re. Volevo adattarmi alla cultura del tempo». Anche grazie all’aiuto di Elton John, è riuscito a rilanciarsi negli anni ’70 godendo di un nuovo periodo di successo con canzoni pop più “adulte” tra cui Laughter in the Rain, Bad Blood, Love in the Shadows, oltre ai duetti con la figlia Dara.
«Il motivo per cui sono ancora qui dopo tanto tempo è che sono sempre riuscito ad alzare l’asticella, a reinventare Neil Sedaka, a evolvere e a crescere», diceva nel 2020. «Le mie canzoni mi sopravviveranno».
Fonte: rollingstone.it
Foto: Bettmann Archive/Getty Images

25 febbraio 2026
Anche Tom Morello con il Boss
Tom Morello prenderà parte al Land of Hope and Dreams, il tour politico che Bruce Springsteen e la E Street Band porteranno in giro per gli Stati Uniti e che partirà significativamente il 31 marzo da Minneapolis e si chiuderà altrettanto significativamente a fine maggio a Washington DC. Non è ancora noto il ruolo preciso del chitarrista. Si sa che sarà presente in tutte le date per «alcune canzoni selezionate».
La collaborazione tra i due risale almeno al 2008, quando il chitarrista è salito sul palco con la E Street Band e ha raggiunto il picco quando Morello nel 2013 ha momentaneamente sostituito Steven Van Zandt nella band. Già negli anni ’90 con i Rage Against the Machine Morello suonava The Ghost of Tom Joad, la canzone di Springsteen ispirata a Furore di John Steinbeck. Morello appare negli album Wrecking Ball e High Hopes, l’amico ha ricambiato il favore su The Atlas Underground Fire del 2021.
«Ho capito quanto è importante la tribuna che abbiamo a disposizione e quanto è cruciale il ruolo di resistenza che la musica può svolgere in questo pericoloso momento storico», dice Morello in un comunicato stampa. «Con Bruce e la E Street Band punteremo i riflettori sulle minacce alla democrazia e ai diritti umani durante il Land of Hope and Dreams American Tour, all’insegna della libertà, della giustizia e del rock’n’roll».
Per andare in tour con Springsteen, Morello ha dovuto cambiare il calendario di alcuni suoi concerti da solista. «Prometto che troveremo un modo per stare insieme per questi concerti, in queste città, molto presto».
A fine gennaio Springsteen è apparso a sorpresa nel concerto per Minneapolis di Morello, cantando per la prima volta dal vivo la sua Streets of Minneapolis.
Fonte: rollingstone.it
Foto: repubblica.it

22 febbraio 2026
Achille Lauro alla chiusura delle Olimpiadi invernali
Questa sera Achille Lauro concluderà ufficialmente la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 all’Arena di Verona con il brano Incoscienti giovani, il secondo estratto del settimo album che aveva presentato all’ultimo Festival di Sanremo. La performance chiuderà una serata che intreccerà arte, musica e sport. Per l’occasione, il cantante italiano ha scelto un elegante smoking firmato Dolce & Gabbana.
La cerimonia di chiusura avrà inizio con un corto girato proprio all’Arena di Verona. Subito dopo, la fiamma olimpica, la stessa che aveva illuminato i bracieri di Milano e di Cortina, farà il suo ingresso nel teatro scaligero, portata dai membri della staffetta azzurra di Lillehammer 1994: Maurizio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner. I quattro campioni percorreranno il tragitto fino ai cerchi olimpici, che accenderanno, per suggellare simbolicamente la conclusione dei Giochi e per rendere omaggio alla storia dello sport italiano, in un momento di continuità tra le leggende del passato e il presente dei Giochi.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: Friends&Partners

20 febbraio 2026
Foo Fighters, il nuovo album
I Foo Fighters hanno annunciato l’uscita del nuovo album. Si intitola Your Favorite Toy e sarà pubblicato il 24 aprile. È preceduto dalla title track, già online e ascoltabile.
La canzone, dice Dave Grohl in un comunicato «è stata la chiave per definire il suono del nuovo album. È nata quasi per caso, dopo oltre un anno passato a sperimentare con sonorità diverse, e il giorno in cui ha preso forma ho capito che dovevamo seguire quella direzione. È stata la scintilla che ha dato vita all’insieme di canzoni che abbiamo registrato per questo disco. Ha un’energia nuova».
Nella track-list del disco, che trovate qui sotto, è compresa Asking for a Friend, pubblicata a ottobre. L’album è stato registrato interamente in casa ed è co-prodotto dalla band con Oliver Roman. La formazione che affianca Dave Grohl è la classica con Nate Mendel, Pat Smear, Chris Shiflett, Rami Jaffee, con Ilan Rubin alla batteria.
I Foo Fighters hanno lanciato il Take Cover Tour. Si esibiranno agli I-Days di Milano il 5 giugno, all’Ippodromo Snai La Maura. In apertura Idles e Fat Dog.
Fonte: rollingstone.it
Foto: virginradio.it

17 febbraio 2026
Bluvertigo, annunciato tour 2026
Dopo la data sold out del 14 aprile all’Alcatraz di Milano, la prima della reunion, i Bluvertigo hanno annunciato altri otto concerti.
Morgan, Andy, Livio Magnini e Sergio Carnevale si esibiranno in vari festival estivi e non solo, da luglio a settembre, quando chiuderanno il tour al Carroponte di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano.
«Non la chiudiamo in una sola notte», scrive la band su Instagram. «L’estate diventa movimento. Nuove date e nuove occasioni per Essere Umani», che è il nome del tour. «Non è intrattenimento. È presenza».
Ecco le date:
16 luglio Asti, AstiMusica
18 luglio Roma, Rock In Roma – Ippodromo delle Capannelle
19 luglio Firenze, Anfiteatro delle Cascine Ernesto De Pascale
23 luglio Napoli, Noisy Naples Fest – Mostra d’Oltremare
24 luglio Assisi (PG), Riverock Festival
21 agosto Cattolica (RN), Arena della Regina
27 agosto Bassano del Grappa (VI), Ama Music Festival
12 settembre Sesto San Giovanni (MI), Carroponte
Fonte: rollingstone.it
Foto: facebook.com/bluvertigoofficial

14 febbraio 2026
New York e la "Jimi Hendrix Way"
A fine mese la newyorchese West 8th Street diventerà (anche) Jimi Hendrix Way. La targa toponomastica che attesterà la co-intestazione della via verrà affissa nel tratto di strada dove si trovano gli Electric Lady Studios, che il musicista ha voluto e costruito nel 1970. La cerimonia si terrà la mattina del 24 febbraio all’angolo tra West Eighth Street e Sixth Avenue.
Saranno presenti all’evento Janie Hendrix, la sorella di Jimi che guida Experience Hendrix LLC, e Stevie Van Zandt, entrambi promotori dell’iniziativa. Van Zandt ha coinvolto la sua non-profit TeachRock, che lancerà per l’occasione una nuova lezione, “Jimi Hendrix: Rock’s Trailblazing Innovator and Influential Guitarist”.
«Hendrix non si limitava a suonare la chitarra, ha cambiato la definizione stessa di arte», ha detto Van Zandt. «Voglio che TeachRock faccia provare agli studenti lo stesso senso di possibilità e di scoperta che ho provato la prima volta che ho visto Jimi dal vivo. La sua storia, i suoi testi e il suo suono ricordano ai giovani che la creatività non ha limiti».
«Non posso lavorare con un orologio che mi dice quando devo fermarmi. La musica non funziona così», ha detto Hendrix nel 1969. «Ho bisogno di un posto che sia mio. Un posto dove nessuno mi dica di smettere quando sto cercando il suono perfetto». Quel posto erano gli Electric Lady, un ex nightclub che aveva acquistato nel 1968 e che avrebbe inaugurato il 26 agosto 1970 con una festa con Steve Winwood, Eric Clapton, Ron Wood e Patti Smith.
Fonte: rollingstone.it
Foto: David Redfern

11 febbraio 2026
Kid Yugi da record
Kid Yugi firma un risultato storico con il nuovo album “Anche gli eroi muoiono”, che debutta direttamente al n°1 della classifica FIMI/NIQ e ottiene la certificazione Platino in soli 7 giorni . Con oltre 67.000 copie vendute nella prima settimana , il disco diventa l’ album più venduto al debutto nell’epoca dello streaming degli ultimi 12 anni, stabilendo un record assoluto nel panorama musicale italiano.
Pubblicato il 30 gennaio 2026 , "Anche gli eroi muoiono" rappresenta un successo senza precedenti sia in termini di vendite che di accoglienza critica, mettendo d’accordo pubblico e stampa specializzata. Numerose testate nazionali hanno celebrato il progetto come uno dei lavori più ambiziosi e ispirati del rap italiano contemporaneo.
Il nuovo album di Kid Yugi è stato definito “uno dei dischi più ispirati in circolazione”, mentre l’artista viene descritto come una delle firme più autorevoli del rap italiano. Il progetto conferma la cifra stilistica di Yugi: liriche dense, riferimenti storici, letterari e cinematografici, e una profonda analisi della società contemporanea, incentrata sul confine sempre più sfumato tra bene e male.
A rafforzare il successo del disco contribuiscono anche i singoli “Berserker” e “PUSH IT” feat. ANNA, entrambi debuttati alla prima posizione della classifica singoli di Spotify.
L’album include 16 tracce e numerose collaborazioni di rilievo, tra cui Shiva , ANNA , Tony Boy , Tutti Fenomeni , Papa V, Nerissima Serpe , Rrari dal Tacco, Simba La Rue e Artie 5ive.
Fonte e foto: universalmusic.it

8 febbraio 2026
Ozzy, tape del 1980 ritrovata in soffitta
È stata ritrovata una cassetta del 1980 contenente alcune registrazioni di Ozzy Osbourne. A ritrovarla nella soffitta di casa sua è stato David Jolly, all’epoca amico del cantante, negli anni in cui era stato allontanato dai Black Sabbath e stava cercando di ripartire con un progetto solista.
La cassetta era stata registrata nel gennaio 1980 a Ilketshall, una piccola cittadina nel Suffolk, quando Ozzy e i suoi musicisti avevano trascorso alcune settimane a provare in quella zona. Jolly lavorava nella stessa area e aveva stretto amicizia con il cantante. Prima di andarsene, Ozzy gli aveva dato la cassetta, che Jolly aveva poi riposto in una valigetta e dimenticato in soffitta. L’ha ritrovata dopo la morte di Ozzy, lo scorso luglio.
La cassetta si intitola Ozzie Last Day e contiene 12 minuti di musica, registrata da Osbourne insieme a Randy Rhoads alla chitarra e Bob Daisley al basso. Nelle registrazioni si sentono i musicisti durante le prove, mentre suonano il materiale da cui in seguito avrebbe preso forma Blizzard of Ozz, il primo disco da solista di Ozzy.
Jolly ha raccontato di aver passato diversi giorni con Ozzy in quel periodo. «Anche se aveva la reputazione di essere una persona selvaggia, lo trovai un tipo molto tranquillo», ha detto. Ricorda Ozzy come qualcuno che amava andare nei pub locali, una persona “naturalmente divertente”, molto diverso dall’immagine pubblica del Principe delle Tenebre.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Ross Halfin

5 febbraio 2026
Asbury Park del Boss in 5 LP o triplo CD
«Lo considero uno dei cinque o tre migliori concerti che abbiamo mai fatto». Bruce Springsteen non ha dubbi quando si parla del suo concerto con la E Street Band a Asbury Park, nel New Jersey, tenutosi il 15 settembre 2024 all’interno del Sea.Hear.Now Festival. E considerando quanti concerti ha tenuto il Boss nella vita, arrivare a inserirlo nella sua personale top 3/5 è molto significativo.
Uno show speciale che il prossimo 18 aprile verrà pubblicato per la prima volta in formato fisico con un cofanetto da 5LP (o triplo CD) per il Record Story Day. Un live di oltre tre ore e mezza, con una set list speciale per l’occasione, visto il ritorno a casa di Springsteen, in cui hanno trovato spazio brani come Blinded By the Light, Thundercrack, Does This Bus Stop at 82nd Street?, e 4th of July, Asbury Park (Sandy). Il titolo: Live From Asbury Park 2024.
«Lo considero uno dei cinque o tre migliori concerti che abbiamo mai fatto», ha dichiarato Springsteen a Rolling Stone nel 2025. «Per me è stato davvero speciale. Anche perché ero in quella città quando non c’era nessuno, quando era una città fantasma. Voglio dire, Asbury Park è stata una città fantasma per 30 anni. Io e i ragazzi veniamo da lì. Quindi esserci per la sua rinascita, mentre è tornata in vita, vedendo che ciò accadeva su quella spiaggia davanti a noi in una bellissima notte di settembre è stata una delle esperienze più belle della mia vita».
Fonte: rollingstone.it
Foto: m.brucespringsteen.net

2 febbraio 2026
Grammy 2026, ecco i vincitori
A giudicare dai numeri, è stato l’anno di Kendrick Lamar. Nella cerimonia dei 68esimi Grammy che si è tenuta questa notte alla Crypto Arena di Los Angeles il rapper ha portato a casa cinque premi su nove candidature. Ma è stata anche la grande serata di Bad Bunny: Debí tirar más fotos è il primo disco cantato interamente in lingua spagnola a vincere il premio di Album of the Year. Per quanto riguarda gli altri cosiddetti Big Four, Record of the Year è Luther di Kendrick Lamar e SZA, Song of the Year è Wildflower di Billie Eilish, il “grammofonino” come Best New Artist è andato a Olivia Dean. È dei Turnstile il miglior disco rock, mentre Yungblud ha vinto nella categoria Best Rock Performance per la versione dal vivo di Changes al concertone finale di Ozzy Osbourne. Lady Gaga ha dominato le categorie Pop e Dance con il suo album Mayhem e il singolo Abracadabra. Premiati per la prima volta anche i Cure.
Ecco l’elenco dei dieci premi, che a noi sembrano più significativi, con i relativi vincitori:
Album of the Year
Bad Bunny – “Debí tirar más fotos”
Record of the Year
Kendrick Lamar with SZA – “Luther”
Song of the Year
Billie Eilish – “Wildflower”
Best New Artist
Olivia Dean
Best Pop Vocal Album
Lady Gaga – “Mayhem”
Best Rap Album
Kendrick Lamar – “GNX”
Best Rock Album
Turnstile – “Never Enough”
Best Pop Solo Performance
Lola Young – “Messy”
Best Music Video
Doechii – “Anxiety”
Best Alternative Music Album
The Cure – “Songs of a Lost World”
Per l’elenco completo con tutte le assegnazioni vi rimandiamo all'articolo sul sito di Rolling Stone Italia
Fonte: rollingstone.it
Foto: news.williamhill.com

30 gennaio 2026
Damon Albarn per "Artificial" di Guadagnino
Damon Albarn sta lavorando alla colonna sonora di Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino incentrato sulla figura di Sam Altman. L’amministratore delegato di OpenAI è interpretato da Andrew Garfield. Nel cast anche Monica Barbaro, la Joan Baez di A Complete Unknown, e Yura Borisov di Anora. La sceneggiatura è di Simon Rich. Il film è descritto come un “comedic drama” ambientato nel mondo dell’intelligenza artificiale.
«Sto lavorando alla colonna sonora del film», ha detto Albarn al mensile Uncut a proposito del suo impegno in Artificial. «Canto qualche canzone, sto scrivendo musica elettronica e musica orchestrale di accompagnamento».
Albarn ha anche spiegato che scrive musica ovunque si trovi. «Non ho un telefonino, ma ho un iPad con GarageBand. Mentre gli altri scollano, me ne sto lì a mettere dei doppi piatti su una canzone. Che cosa rimane al tizio a fianco a me che ha passato tutto il tempo a risolvere un sudoku? Io dopo un’ora ho un pezzo».
Nella stessa intervista rilasciata a proposito di The Mountain dei Gorillaz, che uscirà il 27 febbraio, Albarn spiega che all’origine dell’influenza della musica indiana che emerge dal disco c’è un fatto drammatico. La madre della moglie di Jamie Hewlett ha avuto un incidente in India. «Jamie è andato laggiù per organizzare il rientro in Francia, dove è poi morta. Ma a dispetto di questa esperienza drammatica, Jamie ha trovato l’India magica e quando ha detto che sarebbe tornato, gli ho detto: vengo con te». L’esperienza in India ha rinsaldato il rapporto fra i due. Albarn ha anche disperso nel Gange, a Varanasi, le ceneri del padre morto nell’estate del 2024. «Era affascinato dall’India e dalla sua cultura. Quand’ero piccolo mi faceva ascoltare tutto il tempo musica indiana. Nelle ultime settimane di vita gli facevamo sentire dei raga del mattino e sembrava miracolosamente uscire dal coma, tornando lucido per mezz’ora».
Keith Albarn, il padre di Damon, è tra le persone che hanno contribuito a mettere in piedi la mostra dove si sono incontrati John Lennon e Yoko Ono. «È parte della nostra mitologia famigliare», spiega Damon. «Una volta ho incontrato Julian Lennon al Chinawhite, abbiamo parlato a lungo, solo lui ed io in una stanza buia. Gli ho raccontato quella storia. Mi ha guardato e ha detto: “Mmm, grazie”». Julian è infatti il figlio del primo matrimonio di Lennon, con Cynthia Powell, la donna che il Beatle ha lasciato per Yoko Ono. I Gorillaz si esibiranno in Italia il 25 giugno a Trieste in Piazza Unità d’Italia e il 27 giugno alla Prima Estate a Lido di Camaiore, Lucca. Albarn spiega che gli ospiti che porteranno saranno diversi di data in data, in base alla loro disponibilità. «Mi piace l’idea di rifare un disco dalla prima all’ultima canzone, ma amo anche cambiare la scaletta sera dopo sera».
Fonte: rollingstone.it
Foto: pinterest/Lucero De Los Santos

28 gennaio 2026
Foo Fighters, nuovo album in arrivo
Come rivelato da Dave Grohl, i Foo Fighters potrebbero far uscire un album prossimamente. Billboard ha rilanciato le dichiarazioni del frontman in merito alla produzione di un nuovo progetto discografico. Al momento massimo riserbo sul titolo e sulla possibile data di distribuzione.
Stando a quanto rilanciato da Billboard, Dave Grohl ha parlato di un nuovo album nel corso del recente concerto in Australia: “Potremmo avere un intero album di canzoni terminate proprio l’altro giorno”.
In seguito, il rocker si è espresso anche su un possibile ritorno live in Australia: “Non sarà l'ultima volta che ci vedrete. Torneremo qui prima di quanto pensiate... e prima del mio prossimo compleanno”. Al momento massimo riserbo sui dettagli. A maggio i Foo Fighters torneranno in concerto esibendosi in numerose città: da Oslo a Lisbona passando per Stoccolma, Monaco, Berlino e Madrid. Domenica 5 luglio il gruppo farà tappa all’Ippodromo Snai La Maura di Milano per il concerto inserito nel ricco calendario degli I-Days per l’unico appuntamento live previsto in Italia nel 2026. Sul palco anche i gruppi IDLES e Fat Dog.
In occasione del loro ritorno sul palco, i Foo Fighters hanno scritto sul profilo Instagram da oltre cinque milioni di follower: “Ci siamo ricordati perché amiamo e siamo eternamente devoti a questa cosa dei Foo Fighters. Dal riunirci come band e fissare una lista di 30 anni di canzoni da scrollarci di dosso al reinventare versioni”.
Fonte: tg24.sky.it

25 gennaio 2026
Trump contro Green Day e Bad Bunny
Dopo mesi di polemiche dall’ala conservatrice d’America e dalla community MAGA, Donald Trump ha confermato una notizia che era nell’aria da qualche tempo. Il Presidente americano, infatti, ha deciso che non sarà presente al prossimo Superbowl, che si terrà l’8 febbraio al Levi’s Stadium a Santa Clara in California.
La motivazione, stando proprio alle parole di Trump, è legata alla scelta degli artisti che si esibiranno durante la partita. Da una parte, infatti c’è Bad Bunny, annunciato già qualche mese fa tra le polemiche delle destre che non hanno visto di buon occhio la scelta di un artista portoricano, sottolineando tra l’altro la sua posizione critica all’amministrazione Trump. A ottobre il Presidente aveva dichiarato: «Non ho mai sentito parlare di lui. Non so chi sia. Non capisco perché lo stiano facendo, è assurdo, e poi danno la colpa a un promotore che hanno assunto per occuparsi dell’intrattenimento. Penso che sia assolutamente ridicolo».
Ora, dopo l’annuncio dei giorni scorsi che i Green Day, altro progetto assolutamente non allineato alla community MAGA («Non faccio parte di un programma di estrema destra. Non faccio parte del programma MAGA», ha da poco dichiarato Billie Joe Armstrong), come band d’apertura della gara, Trump è tornato a parlare del Superbowl. «Sono contrario a loro», ha detto Trump riferendosi agli artisti. «Penso che sia una scelta terribile. Non fa altro che seminare odio. Terribile».
Fonte: rollingstone.it
Foto: enjoyorangecounty.com

22 gennaio 2026
Ecco i doPE, di Densmore e Chuck D
Strano, ma così strano che non sembra vero: sono nati i Dope, duo inedito formato da John Densmore e Chuck D. Il nome del gruppo è l’unione di quelli delle rispettive band, Doors e Public Enemy, una delle leggende del rock a cavallo tra anni ’60 e ’70 e i rapper hardcore per eccellenza degli anni ’80 e ’90. Viene reso come doPE per ricordare il vezzo dei Doors di scrivere il nome della band tutto minuscolo sulle copertine dei dischi e il fatto che PE sono le iniziali del gruppo di Chuck D e Flavor Flav. È anche un gioco di parole con “dope” che significa “droga” ed era una parola molto usata nel gergo rap per indicare qualcosa di cool, di figo.
John D e Chuck D pubblicheranno il primo album il 18 aprile per il Record Store Day. Si intitola No Country for Old Men, come il romanzo di Cormac McCarthy e il film dei fratelli Coen. Densmore ha compiuto a dicembre 81 anni, il rapper ne ha fatti 65. Il primo singolo, che viene presentato come la «Record Store Day song of the year» si intitola Every Tick Tick Tick.
A quanto pare il primo contatto tra i due risale al 2014, quando Chuck D era Ambassador del Record Store Day e ha conosciuto Densmore a un incontro pubblico. Un anno dopo, spiega un comunicato, il rapper ha inviato una e-mail al batterista: «Tu hai i beat, io le rime, let’s make doPE».
«Il beat di John Densmore non è solo ritmo, è la storia che parla», dice ora Chuck D. «Da decenni accompagna i momenti chiave della nostra cultura e quella saggezza ha un effetto diverso quando incontra il presente. La collaborazione serve a rinsaldare le generazioni e a far progredire il suono». Il batterista si limita a dire che «è stato un onore lavorare con Chuck D a questo progetto. Lui ha le rime, io ho i beat… e insieme abbiamo creato doPE!»
Nella tracklist, oltre ad esserci il pezzo che dà il titolo all’album, ce n’è uno chiamato People Are Strangers, citazione di People Are Strange dei Doors, e Breakthru, che non può non richiamare la Break on Through (To the Other Side) dell’esordio della band di Jim Morrison, Ray Manzarek, Robby Krieger e John Densmore.
Fonte: rollingstone.it
Foto: copertina

20 gennaio 2026
Gli Alter Bridge in Italia a febbraio
Gli statunitensi ALTER BRIDGE arrivano in Italia a febbraio per due imperdibili date del loro tour europeo “What Lies Within Tour” in partenza la prossima settimana!.
Il 2 febbraio saranno di scena a Roma, all'Atlantico, mentre il giorno dopo al Choruslife Arena di Bergamo.
In apertura di serata DAUGHTRY, una delle realtà più solide del rock contemporaneo americano, e SEVENDUST, presenza imprescindibile per i fan del metal alternativo e heavy rock.
Gli ALTER BRIDGE hanno pubblicato questo mese il loro nuovo omonimo album in studio, l’ottavo della loro carriera. Formati nel 2004 da Myles Kennedy, Mark Tremonti, Brian Marshall e Scott Phillips, grazie alla loro carriera costellata di album di successo e tour internazionali, si sono affermati come una delle realtà più solide e rispettate del rock contemporaneo.
Fonte: vivaticket
Foto: Chuck Brueckmann

17 gennaio 2026
Addio a Tony Dallara
Tony Dallara, gigante della musica italiana, è morto venerdì 16 gennaio all'età di 89 anni. Con canzoni come Come prima e Romantica, con cui vinse a Sanremo nel 1960 insieme a Renato Rascel, ha segnato una lunga stagione della musica leggera, contribuendo a cambiarne la storia. Il suo vero nome era Antonio Lardera, era nato a Campobasso il 30 giugno 1936 era cresciuto a Milano. I funerali si terranno a Milano martedì 20 gennaio.
La notizia, circolata dapprima in ambienti musicali, è stata confermata dalla figlia. Per diversi decenni, Dallara era stato il vincitore del Festival di Sanremo più longevo della storia. "Sono riuscito ad avere sette canzoni in hit parade contemporaneamente, visto che ai tempi si incideva un 45 giri ogni due mesi. E così ho avuto tanti successi in un colpo solo", diceva.
Ispirandosi alla musica americana e in particolar modo ad artisti come Frankie Laine e Tony Williams, cantante solista dei Platters, Tony Dallara fu pioniere dello stile dei cosiddetti "urlatori", cantanti che seppero andare contro la tradizione del bel canto della canzone italiana e portarono in Italia i nuovi ritmi del rock and roll. Ebbe uno straordinario successo vendendo milioni di dischi con brani come Ti dirò, Brivido blu, Julia, Ghiaccio bollente, La novia e Bambina bambina.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: spettacolo.eu

14 gennaio 2026
Aldous Harding, tre date in Italia
Il 28, 29 e 30 giugno 2026. Sono queste le date da segnarsi in calendario per vedere dal vivo, in Italia, Aldous Harding. La cantautrice neozelandese tornerà in Europa a tre anni di distanza dal tour di "Warm Chris".
Si inizierà il 28 giugno alla preview di Unaltrofestival al Circolo Magnolia, per poi continuare al Locomotiv Club di Bologna e finire al Monk di Roma. Le date arriveranno dopo una serie di show tra Austalia e Nuova Zelanda come special guest di Nick Cave & The Bad Seeds. Rolling Stone Italia sarà partner dell’evento nel concerto di Milano.
Figlia della cantante folk Lorina Harding, Aldous Harding è stata scoperta in strada da Anika Moa. Il suo primo album eponimo in studio è stato pubblicato nel 2014, seguito da “Party” nel 2017: il primo si è piazzato al 35° posto a livello nazionale, mentre il secondo ha raggiunto il 6° nella classifica neozelandese e il 149° in quella francese. “Party” ha ricevuto una candidatura ai New Zealand Music Awards 2017 nella categoria Album dell'anno. Il terzo disco, intitolato Designer, è uscito nel 2019 ed è entrato in numerose classifiche nazionali, in particolare in 5ª posizione in Nuova Zelanda, in 33ª nel Regno Unito e in 53ª in Australia. La traccia “The Barrel” ha trionfato nella categoria Silver Scroll agli APRA Music Awards 2019.
I biglietti sono disponibili su TicketMaster e TicketOne.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Emma Wallbanks/SpinGo

11 gennaio 2026
Addio a Bob Weir
È morto Bob Weir, chitarrista e cantautore statunitense, tra i fondatori della leggendaria band rock Grateful Dead. Aveva 78 anni. La notizia è stata diffusa dalla famiglia attraverso un comunicato pubblicato sui suoi canali ufficiali: Weir si è spento serenamente, circondato dai suoi cari, per complicazioni polmonari, dopo aver affrontato con coraggio un tumore diagnosticato nel luglio 2025.
Secondo quanto riferito, nonostante la malattia, Weir era tornato sul palco la scorsa estate a Golden Gate Park, a San Francisco, per tre serate-evento dedicate ai 60 anni dei Grateful Dead. Concerti intensi e luminosi, che la famiglia ha definito “non addii, ma regali”: l’ennesima prova di resilienza di un artista che ha scelto di suonare fino all’ultimo, secondo la propria volontà.
Nei Grateful Dead Bob Weir non è mai stato una semplice chitarra di supporto. Il suo stile spezzato, obliquo, spesso anti-virtuosistico, è stato una colonna portante del suono della band: una musica che non si ripeteva mai uguale a sé stessa, che viveva nell’istante e nella comunità, più che nel disco.
Con la scomparsa di Bob Weir se ne va uno degli ultimi testimoni diretti di una stagione irripetibile della cultura americana, in cui la musica era viaggio, rito, esperienza collettiva. Non un monumento, ma un flusso continuo.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: bobweir.net

10 aprile 2026
È morto Afrika Bambaataa
Lance Taylor, in arte Afrika Bambaataa, è morto oggi in Pennsylvania. La notizia è stata diffusa da TMZ che, attraverso le sue fonti, sostiene essere legata ad alcune complicazioni di un cancro. L’artista aveva 68 anni.
Pioniere dell’hip hop, Afrika Bambaataa era nato a New York, nel Bronx, ha iniziato a pubblicare musica nel 1980 per ottenere il suo più grande successo due anni dopo con Planet Rock, brano fondamentale del primo electro-rap che vantava un campionamento dei Kraftwerk. A inizi anni 70 aveva fondato la Universal Zulu Nation mentre il suo ultimo album risaliva invece al 2006.
Dal 2016, invece, Taylor era sparito dalla scene a seguito di accuse di violenza sessuale su minori.
Nato il 17 aprile 1957 nel Bronx, Bambaataa è stato tra i protagonisti della nascita della cultura hip hop negli anni Settanta. Tra i suoi successi discografici più noti i singoli "Zulu Nation Throwdown" (1980), "Planet Rock" (1982) e "Looking for the Perfect Beat" (1983), brani che contribuirono a definire l’electro-funk e a influenzare generi come house, techno e Miami bass. Nel 1985 partecipò al progetto anti-partheid Sun City, insieme a artisti come U2, Run-D.M.C. e Joey Ramone.
Fonti: rollingstone.it e tg24.sky.it
Foto: Mika (MikaV)sotto licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported.

8 aprile 2026
Strokes, "Reality Awaits" uscirà il 26 giugno
Dopo averla spedita in versione musicassetta a 100 fan, che l’hanno ricevuta via posta, e dopo averla suonata in concerto a San Francisco, gli Strokes hanno pubblicato ufficialmente Going Shopping e annunciato la data di uscita di Reality Awaits, il disco che la contiene. L’album uscirà il 26 giugno. È stato registrato in parte in Costa Rica col produttore Rick Rubin. L’art direction e il design dell’album sono di Johann Rashid, la copertina è tratta dalla serie Cowboys che Richard Prince ha prodotto fotografando con una 35mm le immagini della celebre campagna pubblicitaria “Marlboro Man”, ispirata a sua volta da un servizio di Life sui cowboy del Texas. Quella di Prince è un esempio di arte appropriazionista che usa immagini pre-esistenti, in questo caso delle pubblicità, mettendo in discussione i concetti di autenticità e di paternità di un’opera. L’idea della ri-fotografia gli venne dopo aver lavorato negli anni ’70 a Time Life e avere collezionato le pubblicità della Marlboro pubblicate sulle riviste dell’editore. Erano gli “scarti” del suo lavoro che consisteva nel tenere in archivio solo gli articoli editoriali. Gli Strokes non hanno commentato l’idea di usare Untitled (Cowboy) del 1989 «courtesy of Richard Prince» per la copertina di Reality Awaits. È solo una scelta estetica? O c’è dell’altro? C’entra il titolo del disco? In fondo anche il loro album arriva in un momento di crisi in cui ogni giorno siamo costretti a porci domande sulla autenticità di ciò che vediamo (e ascoltiamo, visto l’uso dell’AI nella musica) e in cui il mito americano viene messo in discussione.
La tracklist di Reality Awaits:
Psycho Shit
Dine N’Dash
Lonely in the Future
Falling out of Love
Going to Babble On
Going Shopping
Liar’s Remorse
The Fruits of Conquest
Pros and Cons
Fonte: rollingstone.it

5 aprile 2026
Eugenio In Via Di Gioia al Forum nel 2027
Gli Eugenio in Via Di Gioia annunciano il concerto più importante della loro carriera: il 5 maggio 2027 saliranno per la prima volta sul palco dell’Unipol Forum di Assago con l’evento “TUTTI DENTRO”. Non si tratta solo di un live, ma di un momento simbolico che racchiude anni di musica, crescita e connessione con il pubblico.
Dalle strade di Torino ai grandi palchi italiani, il percorso della band è stato costruito passo dopo passo, tra performance improvvisate, tour intensi e una comunità di fan sempre più forte.
Un viaggio iniziato tra piazze e marciapiedi.
La storia degli Eugenio in Via Di Gioia è unica: nasce tra le strade di Torino, tra esibizioni spontanee e incontri casuali. La loro musica ha preso forma tra piazze, portici e momenti condivisi con il pubblico.
Hanno suonato ovunque: rifugi antiaerei, spiagge, treni in ritardo, piazze italiane.
Questo percorso ha creato un legame autentico con i fan, che oggi rappresentano una parte fondamentale del loro successo.
Negli anni, la band ha costruito una carriera solida senza seguire le logiche tradizionali del mercato musicale. Ogni concerto, ogni canzone e ogni esperienza hanno contribuito a creare un’identità forte e riconoscibile.
Il concerto all’Unipol Forum rappresenta, quindi, un traguardo artistico, un punto di svolta e una celebrazione collettiva.
“TUTTI DENTRO” non è solo il nome del concerto: è un vero e proprio manifesto. La band lo dedica a chi li ha seguiti fin dall’inizio, a chi ha viaggiato per vederli e a chi ha condiviso momenti speciali durante i loro live.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: Piersante

2 aprile 2026
Nasce la "Music Park Arena" ad Imola
Un nuovo modello di spettacolo prende forma a Imola, dove musica, innovazione e ambiente si incontrano in un progetto senza precedenti. All’interno dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari e immersa nel verde del Parco delle Acque Minerali, la Imola Music Park Arena si propone come una delle più grandi arene europee dedicate alla musica live sostenibile. Con una capienza fino a 75.000 spettatori, espandibile oltre le 100.000 presenze, e un’estensione di oltre 350.000 metri quadrati, la struttura è pensata per integrarsi con la città, superando il modello delle venue periferiche e temporanee.
Il progetto si distingue per una forte impronta ambientale: superfici in erba, alberature diffuse e soluzioni per mitigare le alte temperature migliorano l’esperienza del pubblico e riducono l’impatto degli eventi. Cuore verde è il Bosco dell’Autodromo, con 2.500 alberi, affiancato da strategie di economia circolare sviluppate anche con Gruppo Hera. L’accessibilità sostenibile, tra treni speciali e percorsi ciclopedonali, si unisce all’ecosistema innovativo dell’Imola Living Lab. A inaugurare ufficialmente l’arena nel 2026 sarà Cesare Cremonini con Cremonini Live26, già sold out, primo grande evento di una venue destinata a ridefinire i concerti in Europa.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: conami.it

31 marzo 2026
BTS, "Arirang" debutta in vetta e fa il record
"Arirang", il primo album in studio completo dei BTS dopo quasi quattro anni, ha debuttato al primo posto della Billboard 200 e delle classifiche di oltre 115 Paesi su Apple Music, stabilendo il record di vendite per un gruppo musicale nel mercato americano dai tempi degli One Direction nel 2013. Globalmente ha superato i 4,17 milioni di copie vendute nella prima settimana mentre, in Italia, ha debuttato alla seconda posizione della classifica FIMI/NIQ.
L'album arriva dopo che tutti e sette i membri dei BTS - Jin, Suga, J-Hope, RM, Jimin, V e Jung Kook - hanno completato il servizio militare obbligatorio in Corea del Sud. L'attesa era enorme, e i numeri lo hanno confermato: il milione di copie è stato raggiunto in circa dieci minuti dal rilascio, con quasi 4 milioni di unità vendute solamente il primo, il dato più alto per qualsiasi album pubblicato nel 2026.
Sulla Billboard 200 l'album ha aperto con 641.000 unità equivalenti, di cui 532.000 in vendite pure: la settimana di esordio più grande per un gruppo da quando la chart ha adottato il sistema di misurazione a unità nel dicembre 2014 (per trovare un gruppo con numeri più alti bisogna tornare agli One Direction di Midnight Memories, nel 2013). Sul fronte vinile, "Arirang" ha registrato 208.000 copie vendute nella prima settimana, il dato più alto per un gruppo nella storia del tracciamento elettronico delle vendite. Sul piano digitale, l'album è già l'album K-pop con più stream nella storia di Spotify, nonché il primo disco non interamente in lingua inglese a raggiungere la prima posizione in oltre 100 Paesi su Apple Music.
Record anche per il singolo Swim, il brano con il debutto più alto su Spotify nel 2026 e tra i più trasmessi dalle radio italiane.
Per celebrare il lancio, il gruppo ha tenuto un concerto gratuito per decine di migliaia di fan a Gwanghwamun, nel centro di Seul, prima di cominciare il tour promozionale negli Stati Uniti che ha incluso un evento Spotify a New York e un'apparizione al Tonight Show di Jimmy Fallon.
Il BTS World Tour Arirang partirà il 9 aprile 2026 dal Goyang Stadium in Corea del Sud, per poi toccare Giappone, Stati Uniti, Europa, Sud America e Australia.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: europosters.it

28 marzo 2026
Gianluca Grignani: annullato il tour per problemi di salute
Gianluca Grignani ha cancellato i tre concerti del tour Verde smeraldo: residui di rock’n’roll annunciati a febbraio e in programma il 23 maggio al Lanciano Forum di Castelraimondo (Macerata), il 25 maggio all’Alcatraz di Milano e il 27 maggio all’Atlantico di Roma.
«Ero davvero felice di tornare sul palco e di rivedere tutti voi, la mia gente», scrive Grignani. «Mi avete fatto sentire tutto il vostro affetto dal giorno in cui abbiamo annunciato i concerti, che avevano registrato quasi il tutto esaurito a due mesi dall’inizio del tour e che rappresentavano solo l’inizio di un nuovo viaggio da fare insieme. Poi, l’entusiasmo del pubblico che ho reincontrato per le strade di Sanremo e il tornare a cantare al Festival, ha fatto accrescere ancor di più la voglia di suonare dal vivo». «Sono stato in studio per mesi per preparare i live e per finire l’album. Negli ultimi giorni, però, sono sorti dei problemi fisici non gravi, ma sufficientemente importanti da richiedere la mia attenzione in maniera costante, per cui, purtroppo, ora devo fermarmi. Spero che possiate comprendere quanto sia difficile per me decidere di mettere in pausa la musica, da sempre al primo posto nella mia vita, ed essermi vicino anche adesso. Tornerò presto, ve lo prometto, canteremo e suoneremo ancora più forte!».
È possibile chiedere il rimborso dei biglietti da oggi fino al 27 aprile presso il canale di vendita utilizzato in fase di acquisto. L’organizzatore Trident informa che «il rimborso comprende il prezzo del biglietto e i diritti di prevendita; sono esclusi eventuali costi accessori o personali. Per ottenere il rimborso è necessario essere in possesso di un titolo di accesso valido. Non verranno accettate richieste di rimborso per acquisti effettuati al di fuori dei canali ufficiali di vendita».
Fonte: rollingstone.it
Foto: deejay.it

25 marzo 2026
I Sex Pistols a Milano a giugno
I Sex Pistols hanno annunciato una nuova data in Italia. La band di Steve Jones, Paul Cook e Glen Matlock con Frank Carter alla voce sarà il 26 giugno al Parco della Musica di Segrate, alle porte di Milano.
La prevendita partirà domani alle ore 10. I prezzi dei biglietti sono di 50 euro più diritti di prevendita e per il pit di 70 euro più prevendita. Il giorno prima la band è attesa all’Arena del Levante di Bari per l’Oversound Music Festival.
I Sex Pistols, anche se John Lydon non li chiamerebbe così, portano in giro un tour per il 50esimo anniversario di Anarchy In The U.K., il primo singolo del gruppo uscito nel novembre 1976, in quello che è considerato l’anno in cui il punk è diventato un fenomeno culturale ampio.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Copertina disco "The Original Recordings"

23 marzo 2026
ius soli: Springsteen contro Trump
Il 1° aprile la Corte Suprema degli Stati Uniti esaminerà il caso Trump v. Barbara. Al centro ci sono la difesa o il ridimensionamento dello ius soli, la cittadinanza che viene concessa negli Stati Uniti senza alcuna condizione a chiunque nasca all’interno del Paese. Lo stabilisce il XIV emendamento della Costituzione messo in discussione dal decreto presidenziale di Trump del 20 gennaio 2025 che prevede che la cittadinanza non sia concessa a chi è nato negli Stati Uniti da genitori che non hanno lo status di immigrati legali o che non sono residenti permanenti. Il decreto è stato bloccato da vari tribunali distrettuali, ma ora spetta alla Corte Suprema prendere la decisione definitiva.
Tra i difensori dello ius soli c’è l’American Civil Liberties Union (ACLU) che ha ora collaborato con Bruce Springsteen per realizzare uno spot di 30 secondi in cui la musica di Born in the U.S.A. è abbinata a immagini americani di ogni provenienza le cui vite saranno influenzate dalla decisione della Corte Suprema.
«Born in the U.S.A. è la canzone perfetta per far capire qual è la posta in gioco e quanto la cittadinanza per nascita sia parte integrante dell’America», dice a Rolling Stone US Anthony D. Romero, direttore esecutivo dell’ACLU. «Racconta la storia di un veterano del Vietnam che torna a casa in un’America che trascura i propri figli. La canzone esorta la nazione a essere all’altezza dei suoi ideali».
Anche grazie all’uso di Born in the U.S.A. concesso da Springsteen e dalla Sony, il video vuole far capire che «la nazione non esisterebbe senza il diritto di cittadinanza per nascita e senza le generazioni di americani che hanno contribuito a costruirla. Lo spot trasforma momenti di vita quotidiana in una celebrazione dell’America: persone di ogni credo, razza e provenienza che studiano nelle aule, lavorano nei cantieri e si ritrovano in famiglia. La cittadinanza per nascita fa parte delle nostre storie e volevamo ricordare al pubblico che Trump non può decidere chi fa parte e chi non fa parte di questo Paese», dice Romero. «Desideriamo anche che i sostenitori di Trump si fermino a riflettere e pensino: “Sì, vorrebbe dire andare oltre, siamo tutti nati negli Stati Uniti, siamo tutti americani e ne siamo tutti orgogliosi. E siamo orgogliosi dei nostri vicini di casa che sono nati qua”».
Fonte: rollingstone.it
Foto: m.brucespringsteen.net

20 marzo 2026
Foo Fighters, nuovo singolo: "Caught In The Echo"
“Questo è solo un test su un sistema di trasmissione guasto, considerala una valutazione delle mie allucinazioni”, canta Dave Grohl nell’attacco di Caught in the Echo, il pezzo che i Foo Fighters hanno pubblicato oggi. Dopo Asking for a Friend e la title track, è il terzo estratto dall’album Your Favorite Toy che uscirà il 24 aprile.
Il disco, dieci canzoni per 37 minuti di durata, è stato registrato subito dopo l’ingresso in formazione di batterista Ilan Rubin, che ha sostituito alla batteria Josh Freese, scelto a sua volta come sostituto di Taylor Hawkins. Your Favorite Toy è stato prodotto in modo non dissimile al primo album dei Foo Fighters, partendo cioè da demo fatti da Grohl nel suo studio casalingo. Gli altri musicisti hanno poi sovrainciso i loro contributi. «Alcune di queste canzoni» ha detto a Mojo il chitarrista Chris Shiflett «non sarebbero state fuori posto nel primo album».
I Foo Fighters hanno anche annunciato che il 6 aprile sarà possibile vedere il concerto che la band ha tenuto il 22 febbraio alla St. James’ Church di Dingles, in Irlanda, per la serie Other Voices della radiotelevisione irlandese RTE. Alla chitarra c’era Jason Falkner al posto dell’infortunato Pat Smear.
Secondo quanto riporta setlist.fm, sono stati suonati 12 pezzi: A320, All My Life, Times Like These, Of All People (dal nuovo album), The Pretender, Your Favorite Toy (con citazione di Jailbreak dei This Lizzy), Learn to Fly, No Son of Mine (con citazione di Ace of Spaces dei Motörhead), My Hero, Aurora, Best of You, Everlong.
Fonte: rollingstone.it

17 marzo 2026
Vinnie Vincent, vende "Guitarmageddon" a 2Milioni $
Vinnie Vincent, che tra il 1982 e il 1984 ha fatto parte dei Kiss, ha completato il nuovo album Guitarmageddon, il suo primo in circa 30 anni. «Sono orgoglioso di quest’album speciale». Così speciale che lo mette in vendita a due milioni di dollari. In cambio si ottiene la possibilità di ammortizzare la spesa pubblicandolo.
Il pacchetto, scrive Vincent nel sito della sua band, «include 10 canzoni mixate e masterizzate, il formato finale del prodotto, i file della grafica, i poster correlati e 10 artwork separati per il packaging in vinile e CD per ciascuna canzone, nel caso l’acquirente scelga di pubblicare il disco un pezzo alla volta». Si può infatti scegliere «di pubblicare l’album nella sua interezza in qualsiasi formato si desideri… vinile, CD o qualsiasi altra configurazione, interamente o in parte». C’è però una clausola: Vincent ha il diritto di approvare i piani di marketing e l’acquirente non ottiene alcun diritto sul suo nome o sulla sua immagine (altri diritti sono acquistabili a parte).
Costa troppo? Vincent offre anche i brani singolarmente. Nel caso si vogliano comprare solo Heavy Metal Poontang oppure Cockteazer, possono essere acquistati a 200 mila dollari cadauno. «L’hard disk contenente i dieci master verrà spedito entro due settimane dal completamento dell’acquisto». Sul sito di Vincent si legge che sono rimaste poche copie di Guitarmageddon.
Il prezzo di due milioni di dollari è lo stesso pagato da Martin Shkreli per l’album dei Wu-Tang Clan Once Upon a Time in Shaolin nel 2015 e la metà di quanto il collettivo PleasrDAO ha sborsato per lo stesso disco nel 2021. Con una differenza sostanziale: era una copia unica, nessuno poteva duplicare o distribuire l’album dei Wu-Tang.
L’anno scorso Vincent ha venduto i CD singoli della canzone Ride the Serpent a 225 dollari l’uno. A fronte delle proteste dei fan, il chitarrista ha replicato su Facebook: «Se vi piace quel che faccio, sostenete l’artista. Vi lamentate perché è una sola canzone? Vale più della maggior parte degli album. Consideratevi fortunati che costi solo 200 dollari e che sia pure autografato. In origine costava 300 dollari, ma visto l’andamento dell’economia ho abbassato il prezzo a 200. Se non vi piace, è un problema vostro, non mio». In quanto a Guitarmageddon, il chitarrista lo descrive e come «evasione allo stato puro, pompata dagli steroidi». In passato ne ha parlato come «il più grande album di tutti i tempi».
Vincent ha suonato la chitarra solista senza essere accreditato in alcune canzoni del disco dei Kiss del 1982 Creatures of the Night. Ne è diventato ufficialmente chitarrista con Lick It Up del 1983. Ha lasciato la band l’anno dopo per intraprendere la carriera solista.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Michael Ochs Archives/Getty Images

14 marzo 2026
Neil Young in studio con i Chrome Hearts
Neil Young è tornato in studio con i Chrome Hearts per registrare un nuovo album, il secondo dopo Talkin’ to the Trees, uscito nel giugno 2025. Lo ha annunciato in un post sul suo sito, i Neil Young Archives.
Young ha scritto di aver già otto canzoni nuove, descrivendole come brani legati alla vita e all’amore, non alla politica. «Per fortuna sono di nuovo in studio a registrare con i Chrome Hearts», ha scritto. «Amo queste canzoni e le sensazioni di vita e amore che portano. Per ora abbiamo otto pezzi nuovi».
La notizia arriva poche settimane dopo la cancellazione dell’intera tournée europea prevista per l’estate 2026 con i Chrome Hearts. Young aveva comunicato la decisione a febbraio spiegando ai fan di aver bisogno di una pausa e di voler ascoltare il proprio corpo, dopo un Love Earth Tour 2025 che lo aveva portato sui palchi di mezza Europa e del Nord America con alcune performance che lui stesso ha definito «trascendenti».
Fonte: rollingstone.it
Foto: rsi.ch/keystone

11 marzo 2026
George Michael: in arrivo film-concerto e disco dal vivo
Dieci anni dopo la morte, avvenuta a dicembre del 2016, George Michael è ancora un cantante pop estremamente popolare, ma non è tra i più celebrati degli ultimi anni non avendo goduto di un grande revival grazie a biopic e operazioni commerciali di successo.
Le cose potrebbero cambiare. È stata infatti annunciata l’uscita entro la fine dell’anno del film-concerto George Michael: The Faith Tour. È stato girato nel 1988 durante la prima tournée solista del cantante che in quel periodo si stava mettendo alle spalle sia la musica che l’immagine degli Wham!. L’anno prima aveva pubblicato l’album Faith diventando una superstar di livello mondiale e stabilendo uno standard per i cantanti pop che vogliono costruire una carriera solista uscendo da formazioni di successo (il disco è stato riedito di recente in varie versioni fisiche).
Girato in 35mm con 14 camere, il film sintetizza le due date che Michael tenne il 30 e 31 maggio 1988 al Palais Omnisports de Paris-Bercy, oggi Accor Arena. Lo show è stato restaurato e rimasterizzato. Diretto da Andy Morahan e David Austin, già autori tra le altre cose del documentario George Michael: Freedom, uscirà nelle sale di tutto il mondo con la speranza, come si legge in un comunicato, che il pubblico «riscopra la potenza e la gioia di George Michael al massimo dello splendore».
Il film si accompagna a un corto originale di Mary McCartney, regista, fotografa, figlia di Paul e Linda. Serve a dare un contesto al concerto ed è basato su un’intervista audio inedita di Michael a cui sono abbinate fotografie mai viste prima di Herb Ritts e immagini tratte dal backstage del videoclip di Faith, diretto all’epoca da Morahan.
Parallelamente uscirà il disco dal vivo sempre titolato The Faith Tour con 11 canzoni tra quelle soliste e degli Wham!. Non è chiaro se si tratta delle stesse che si ascolteranno al cinema (la versione audio della seconda serata era stata diffusa da alcune stazioni radio) o di un assemblaggio di vari concerti della tournée.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Chris Cuffaro

8 marzo 2026
È morto Country Joe McDonald
È morto a 84 anni Country Joe McDonald, cantautore e figura simbolo della controcultura rock americana degli anni Sessanta. Il musicista, all’anagrafe Joseph Allen McDonald, nato nel 1942 a Washington, si è spento oggi, 7 marzo 2026 a Berkeley, in California, a causa di complicazioni legate al morbo di Parkinson.
McDonald è stato frontman e cofondatore dei Country Joe and the Fish, una delle band più rappresentative della scena psichedelica di San Francisco. Il gruppo si è distinto negli anni Sessanta con un rock intriso di folk, satira e impegno politico, diventando una delle voci musicali più esplicite contro la guerra in Vietnam.
Il suo nome resta indissolubilmente legato a I-Feel-Like-I’m-Fixin’-to-Die Rag, feroce canzone di protesta diventata un inno del movimento pacifista. Il brano raggiunse una fama mondiale grazie alla celebre esibizione di McDonald al festival di Woodstock del 1969, quando guidò centinaia di migliaia di spettatori nel provocatorio Fish Cheer, uno dei momenti più iconici della storia del rock e della controcultura americana.
Dopo lo scioglimento dei Country Joe and the Fish, McDonald ha proseguito una lunga carriera solista pubblicando decine di dischi e mantenendo un forte impegno politico e civile nella sua musica. Con il suo sarcasmo militante e la sua chitarra acustica, è stato una delle voci più riconoscibili della generazione di Woodstock, capace di trasformare il rock in un linguaggio di protesta e coscienza politica.
Fonte: rollingstone.it
Foto: SoundCloud

5 marzo 2026
‘What Lies Ahead’ di Peter Gabriel
Nuova luna, nuova canzone. Peter Gabriel ha pubblicato il terzo estratto dall’album o/i che uscirà nel 2026. La canzone si intitola What Lies Ahead ed è uscita nel Bright-Side Mix realizzato da Mark “Spike” Stent. «Era uno dei pezzi che nel tour Back to Front, come Playing for Time, venivano suonati senza parole, come work in progress», spiega Gabriel. «È nata da una melodia con cui stava giocando mio figlio Isaac».
«È una canzone che parla di invenzioni e inventori. Mio padre era un ingegnere elettrico, un inventore, e l’ho visto frustrato non solo nel tentativo di realizzare un’idea, che di solito deve passare per vari tentativi, ma anche di venderla, prima a chi ha i soldi e poi al resto del mondo. Per questo motivo mi ha sempre incuriosito il processo creativo, anche in relazione agli inventori».
La linea di violoncello viene dalle registrazioni di Linnea Olsson effettuate durante il tour. Altre parti orchestrali sono state aggiunte da John Metcalfe nel 2022. Il coro svedese Orphei Drängar è lo stesso che si sentiva su This Is Home, dall’album i/o. «Creano un’atmosfera molto strana, potente ed emotivamente forte, ed è un modo straordinario di iniziare una canzone – è stato un suggerimento di Brian Eno». Pur non essendo credente, Gabriel apprezza la musica dal carattere religioso, «ne colgo il sentimento, ed è ciò che speravo accadesse con il coro messo apertura: che facesse entrare subito in un’altra dimensione».
Alla canzone è abbinata come di consueto un’opera. Si tratta di Birth Tear / Tear dell’artista femminista americana Judy Chicago. «Rappresenta il dolore del parto, che nessun uomo potrà mai comprendere, ma l’atto di dare alla luce offre molti spunti (meno dolorosi). Sono felicissimo che abbia accettato di permetterci di usarla».
Fonte: rollingstone.it
Foto: York Tillyer

2 marzo 2026
Kelly Osbourne risponde alle critiche
Sabato sera Kelly Osbourne ha partecipato ai Brit Awards. Durante la cerimonia, che si è tenuta a Manchester, è stato celebrato suo padre Ozzy con un premio alla carriera postumo. Kelly è apparsa molto dimagrita e per questa ragione online hanno iniziato a moltiplicarsi commenti sul suo stato di salute. A cui lei ha voluto ribattere.
«Che crudeltà attaccare qualcuno che sta passando un momento difficile», ha scritto Kelly nelle sue storie di Instagram. «Prendermi a calci mentre sono a terra, mettendo in dubbio il mio dolore, trasformando le mie difficoltà in pettegolezzo, voltandomi le spalle proprio quando ho più bisogno di sostegno e amore. Niente di tutto questo dimostra forza, ma rivela solo una profonda mancanza di compassione e carattere».
Continua Kelly: «Sto attraversando il periodo più difficile della mia vita. Non dovrei nemmeno star qui a difendermi, ma non ho intenzione di rimanere seduta a farmi disumanizzare in questo modo!».
Non è la prima volta che Kelly si è trovata a doversi difendere da certi commenti. Era già successo a dicembre, ad esempio. Anche in quel caso Kelly aveva risposto (con un video ora cancellato): «Alle persone che continuano a pensare di essere divertenti e cattive scrivendo commenti come “Stai male?” o “Smetti di prendere Ozempic, non hai un bell’aspetto”. Mio padre è appena morto e sto facendo del mio meglio, e l’unica cosa per cui vivo in questo momento è la mia famiglia. E ho scelto di condividere con voi i miei contenuti e di condividere il lato felice della mia vita, non quello infelice. Quindi, a tutte quelle persone, andate al diavolo».
Fonte: rollingstone.it
Foto: Mike Marsland

27 febbraio 2026
San Marino Song Contest, ecco i BIG
San Marino Song Contest ha annunciato i 10 big che parteciperanno all’edizione 2026 saltando le semifinali del 4 e 5 marzo e andando direttamente alla finale del 6 marzo che sarà trasmessa su San Marino RTV (canale 550) e su RaiPlay.
A condurre la finale sarà Simona Ventura.
Si va dalla coppia formata da Senhit e Boy George a Rosa Chemical, passando per Paolo Belli, Dolcenera, L’Orchestraccia. In palio c’è ovviamente la partecipazione all’Eurovision Song Contest di maggio.
Ecco i 10:
Andreas Habibi ft. Aura (Emirati Arabi Uniti)
Dolcenera (Italia)
Edward Maya ft. William Imola (Romania/Italia)
Inis Neziri (Albania)
Kelly Joyce (Francia)
L’Orchestraccia (Italia)
Molella ft. Maxè (Italia)
Paolo Belli (Italia)
Rosa Chemical (Italia)
Senhit ft. Boy George (Italia/Inghilterra)
Fonte: rollingstone.it
Foto: ITC2000 Management

24 febbraio 2026
Al via Sanremo e nasce Casa Vessicchio
Al via oggi, la kermesse canora più amata e seguita dagli italiani. Che siano sul territorio nazionale o all'estero (soprattutto in Sud America), questa sera milioni di televisori saranno sintonizzati sul Festival di Sanremo 2026.
In occasione della 76esima edizione, dal 23 al 28 febbraio, ha aperto a Sanremo Casa Vessicchio, nuovo hub dedicato alla creatività, alla formazione e all’incontro tra le arti. Il progetto, ideato, voluto e sviluppato insieme al Maestro Peppe Vessicchio, il direttore d’orchestra napoletano scomparso a 69 anni l’8 novembre scorso, ha aperto le sue porte ai Bagni Paradiso (Lungomare Vittorio Emanuele II, 31) e nasce come spazio aperto a incontri, eventi e momenti di crescita condivisa durante la settimana del Festival.
Casa Vessicchio nasce con l’obiettivo di offrire opportunità ai giovani artisti e a chi desidera avvicinarsi al mondo dell’arte, proseguendo l’impegno che Vessicchio aveva portato avanti anche come responsabile del reparto canoro della Peparini Academy. Realizzato in accordo con la famiglia Vessicchio, il progetto si propone come luogo di scambio, divulgazione e confronto tra musica, cultura e convivialità. È stato ideato da Peppe Vessicchio, Niccolò Petitto e Andrea Rizzoli ed è organizzato da Enpi Entertainment e We Agency, in collaborazione con la famiglia Vessicchio e Andrea Rizzoli.
Quanto ci mancherà la frase : "Dirige l'Orchestra, il Maestro Peppe Vessicchio".
Fonte: rollingstone.it
Foto: ilgiornale.it

21 febbraio 2026
Travis Scott, annunciata data in Italia
Il rapper statunitense Travis Scott sarà in concerto all’Rcf Arena di Reggio Emilia il 17 luglio 2026 per la prima edizione di Hellwatt Festival, che si sviluppa in cinque giornate (il 4, 5, 11, 17 e 18 luglio) e completa così la lineup progettata “per segnare un nuovo standard nel panorama dei grandi live internazionali”. Tra i nomi in cartellone compaiono anche Ye-Kanye West (che si esibirà il 18 luglio), Ice Spice, Wiz Khalifa, Martin Garrix, Nicky Jam, Ozuna, Rita Ora, Afrojack, Benny Benassi e Swedish House Mafia. Artista capace di ridefinire i codici dello spettacolo contemporaneo, Travis Scott incarna una visione che unisce musica, tensione scenica ed energia collettiva. Le sue performance non sono semplici concerti, ma esplosioni di suono, ritmo e presenza, cioè esperienze ad alta intensità che trasformano il live in un evento totale. Le prevendite per la data di Travis Scott apriranno lunedì 23 febbraio alle ore 16 su Ticketmaster e Vivaticket.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: Jamie McCarthy-Getty Images

19 febbraio 2026
Bono sul nuovo disco degli U2
«Abbiamo bisogno di un po’ di carnevale, non possono esserci solo ceneri». Bono descrive così il prossimo disco degli U2 sulle pagine di Propaganda, la fanzine che la band ha inaugurato per la prima volta nel 1986 e che è tornata in edizione digitale in occasione dell’uscita ieri, Mercoledì delle ceneri e inizio della Quaresima, dell’EP Days Of Ash. Raccoglie note, testi e interviste sia dei membri della band che di altre figure come il regista Ilya Mikhaylus che ha diretto il videoclip di Yours Eternally.
Il disco, che dovrebbe uscire alla fine di quest’anno, sarà molto diverso dall’EP. «L’album a cui stiamo lavorando ha una narrazione di un altro tipo, un mood musicale diverso, più gioioso. Un carnevale!», dice Bono. «Ci sono 25 canzoni nuove che stiamo considerando per i prossimi progetti degli U2. Quelle che potrebbero entrare nell’album sono molto differenti nel mood e nelle tematiche rispetto a quelle pubblicate in Days of Ash. Saranno più celebrative che lamentose. Le canzoni qui presenti sono una reazione alle ansie di questi giorni. Queste canzoni potrebbero offendere o dar fastidio a qualche partito, ma questo è il nostro lavoro. È parte del lavoro degli U2 descrivere il mondo attorno a noi».
Sulla politica americana e mondiale dice che «ho molti cari amici conservatori che hanno paura dell’estrema destra e molti cari amici democratici che hanno paura dell’estrema sinistra; il mondo ha bisogno di un centro radicale che prenda da entrambe le tradizioni. Abbiamo bisogno di chi risolve problemi, non di chi li crea. Abbiamo bisogno di un luogo dove incontrarci a metà strada».
Fonte: rollingstone.it
Foto: Alessandro Bremec / IPA

16 febbraio 2026
Dee Snider: "Non sto morendo"
«Non sto mica morendo!», ha detto Dee Snider dopo che la scorsa settimana i Twisted Sister avevano cancellato il tour per celebrare i propri 50 anni a causa di problemi di salute del cantante.
Problemi di salute (si parlava di artrite) che hanno preoccupato i fan e hanno dato origine a voci secondo cui il cantante potrebbe morire. Per questo Snider, nel suo radio show House of Hair, è intervenuto per bloccare ogni possibile rumor sbagliato: «Non sto morendo! Non mai: cioè, moriremo tutti, ma io non morirò a breve».
«Problemi al cuore, artrite, cose del genere… sono iniziate a circolate delle voci secondo cui sarei in fin di vita, ma non è vero. Semplicemente non riesco più a fare le cose che facevo quando avevo 20, 30, 40, 50 e persino 60 anni. Ok? Per il resto sto bene e mi godo la vita».
«Non mi vedrete più sul palco dare il meglio di me come facevo prima, mi distruggerebbe», ha spiegato Snider. «Quindi ho dovuto lasciare i Twisted Sister, ho dovuto cancellare il tour, mi dispiace molto. E grazie per tutto l’affetto, la premura, la preoccupazione e tutto il resto. È stato pazzesco vedere quanta gente ha dimostrato il suo affetto, è stato bellissimo, grazie mille per avermi incoraggiato. Sto bene, solo che non posso più farlo».
Fonte: rollingstone.it
Foto: discogs.com

13 febbraio 2026
Richard Ashcroft torna in Italia
La Prima Estate svela un nuovo tassello della sua quinta edizione: domenica 21 giugno, sul palco del Parco BussolaDomani di Lido di Camaiore, saliranno Richard Ashcroft — per la sua unica data italiana — insieme a The Libertines e The Wombats. Tre nomi simbolo della scena UK, riuniti in esclusiva per il festival versiliese.
Figura cardine del rock britannico contemporaneo, Ashcroft torna in Italia con un live che mette insieme i The Verve e la sua produzione solista come stella del britpop.
Prima di lui The Libertines, guidati da Pete Doherty e Carl Barât, reduci dall’album All Quiet On The Eastern Esplanade e i The Wombats, freschi di pubblicazione dell’ultimo disco Oh! The Ocean.
La Prima Estate tornerà dal 19 al 21 e dal 26 al 28 giugno al Parco BussolaDomani, tra concerti al tramonto e atmosfera rilassata a pochi passi dal mare. Tra gli artisti già annunciati figurano Jack White, Nick Cave & The Bad Seeds (in esclusiva italiana), Gorillaz, Twenty One Pilots (unica data italiana), The Hives, Sleaford Mods, Emiliana Torrini, Wolf Alice, Nation of Language e Wet Leg.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Wolfie Kutner

10 febbraio 2026
I Geese suoneranno in Italia
Sono state una della band più chiacchierate del 2025, visto anche il notevole Getting Killed, uno dei migliori album rock dell’anno appena trascorso, insieme a Lux di Rosalía. Il 2026 non è iniziato da meno per i Geese, visto che sono stati di recente ospiti del Saturday Night Live, e il loro primo world tour è partito ieri sera in Australia.
Un lunghissimo tour che vedrà, la band, toccare anche Asia, Europa e Nord America ma che, fino a oggi, non aveva previsto live in Italia. Ma tranquilli tutti: la data è finalmente arrivata.
I Geese si esibiranno a Milano quest’estate per un concerto unico. La data da segnarsi in calendario è il 19 agosto. La band farà parte di Unaltrofestival al Circolo Magnolia, dove si esibiranno anche i Vulfpeck (13 luglio) e Lorde (23 luglio). I biglietti saranno disponibili per tutti gli iscritti a Comcerto Family e My Live Nation dalle ore 10 di martedì 10 febbraio. La vendita generale sarà invece attiva dalle ore 10 di mercoledì 11 febbraio su Comcerto.it e Livenation.it.
Una della band che ha dominato le classifiche nell'ultimo anno è pronta ad esibirsi in Italia per un'unica data imperdibile.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Griffin Lotz per Rolling Stone US

7 febbraio 2026
Neil Young, cancellato il tour europeo
Neil Young ha cancellato il tour europeo del 2026 con i Chrome Hearts. Ne ha dato la notizia sul suo sito, i Neil Young Archives. «Ho deciso di prendermi una pausa e stavolta non farò il tour europeo. Grazie a tutti quelli che hanno comprato i biglietti. Mi dispiace deludervi, ma non è il momento giusto. Adoro suonare dal vivo e stare con voi e i Chrome Hearts. Con affetto, Neil. State bene».
Il tour europeo sarebbe dovuto partire il 19 giugno da Manchester, in Inghilterra. Avrebbe toccato Regno Unito ed Europa per poi chiudersi in Italia con due date, il 14 luglio al Lucca Summer Festival e il 16 luglio a Codroipo (Udine). Al momento non sono state ancora comunicate le modalità di rimborso. I Chrome Hearts sono Spooner Oldham (tastiere), Micah Nelson (chitarra, cori), Corey McCormick (basso, cori), Anthony LoGerfo (batteria).
La cancellazione arriva a pochi giorni da quando Young ha confermato di voler togliere la sua musica da Amazon e regalandola alla Groenlandia in risposta alle minacce del presidente Donald Trump. «Spero che la mia musica e i miei video possano alleviare lo stress e le minacce ingiustificate che state subendo dal nostro governo impopolare e, si spera, temporaneo. Voglio sinceramente che possiate ascoltare tutta la mia musica nella vostra bellissima Groenlandia, nella migliore qualità possibile. È un gesto di pace e amore. Tutta la musica che ho fatto in 62 anni è vostra».
Fonte: rollingstone.it
Foto: rsi.ch/keystone

4 febbraio 2026
Nasce “V”, la cantante digitale
“Per la prima volta abbiamo creato una canzone per un'artista non in carne e ossa. È stata una bellissima sfida”, dicono Merk and Kremont, duo musicale celebre nella scena house. L’artista in questione è “V”. Si tratta di un progetto-personaggio costruito con l’intelligenza artificiale da Visa che si presenta al pubblico con la sua prima canzone e un video musicale tra la neve che avvolge idealmente le Olimpiadi di Milano – Cortina. All’inizio, un tram e lampioni che fanno un po’ “vecchia Milano”. Poi “V” indossa un paio di cuffie e trasporta chi ascolta in un’altra dimensione a ritmo di musica e sport invernali. Il brano, “Anywhere”, è interpretato da Shorelle, artista emergente italiana.
"L'intelligenza artificiale è da trent'anni nel dna di Visa: l'abbiamo utilizzata nel nostro core business per rendere i pagamenti digitali il più sicuri possibile, con una riduzione delle frodi digitali di circa 40 miliardi di euro. Oggi portiamo questa tecnologia anche nella comunicazione per creare nuovi linguaggi innovativi e trasparenti che parlino ai giovani”, ha spiegato Serena Di Matteo, head of marketing Southern Europe di Visa.
Il brano realizzato è pubblicato da Atlantic Records Italy, etichetta di Warner Music Italy che è parte del network internazionale di Warner Music Group e, insieme al video, sarà disponibile sulle principali piattaforme di streaming e in radio a partire dal 6 febbraio, per poi accompagnare una performance live di Merk and Kremont, il 13 febbraio a Milano, in piazza del Cannone, all’interno del palinsesto del Live Site, la fan zone ufficiale dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
Durante le Olimpiadi “supporteremo il talento e l'empowerment attraverso il Team Visa e testimonial come Sofia Goggia. Saremo presenti sul territorio con esperienze immersive con le quali i fan potranno vincere premi e biglietti per le gare, e celebrare il legame tra sport e musica. Il nostro obiettivo, sostenuto da un investimento in crescita, è connetterci con le nuove generazioni attraverso collaborazioni artistiche e un utilizzo consapevole e creativo della tecnologia”, conclude Di Matteo.
Fonte e foto: repubblica.it

1 febbraio 2026
Jovanotti è Commendatore della Repubblica
Dall'articolo di Patty Bertolino
Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, è da Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. L’onorificenza gli è stata conferita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e annunciata dallo stesso artista con un video pubblicato sui social, dove appare elegante in cravatta e doppiopetto, spilla al petto e sorriso emozionato.
“Ho ricevuto dal Quirinale un’onorificenza: da oggi sono Commendatore della Repubblica. Ho anche la spilla”, racconta Jovanotti ai suoi fan. Un riconoscimento che il cantautore ha voluto subito condividere con il suo pubblico, sottolineando come il merito sia legato al suo lavoro artistico: “È un onore che riguarda tutti voi, perché io sono ‘in arte Jovanotti’ grazie a chi rende possibile questa arte”. Nel suo messaggio, l’artista non dimentica le proprie radici e la famiglia: “Penso ai miei genitori, sarebbero molto orgogliosi di questo ragazzino che scappava per fare il dj”. E, fedele al suo stile, stempera l’importanza del titolo con ironia: “State pensando ‘ue’ cummenda’, ma tranquilli, io sono sempre quello lì”. Non mancano i ringraziamenti istituzionali. Jovanotti dedica parole di stima al Capo dello Stato: “Grazie al presidente Mattarella, perché è un grande presidente a prescindere. Non perché mi ha fatto commendatore, anzi, questo potrebbe essere un passo falso”, scherza. L’onorificenza è dedicata anche alla sua famiglia: “Alle mie ragazze, che sono al settimo cielo, molto orgogliose del loro babbo e marito”. Il riconoscimento a Jovanotti si inserisce in un più ampio quadro di onorificenze conferite dal Presidente Mattarella a personalità distintesi per l’impegno civile, sociale e culturale. Un segnale forte del valore che l’arte e la musica possono avere come strumenti di condivisione, inclusione e testimonianza dei valori repubblicani. Per Jovanotti, dopo una carriera lunga e trasversale, capace di parlare a generazioni diverse, il titolo di Commendatore rappresenta non un punto di arrivo, ma un ulteriore capitolo di un percorso artistico vissuto – come lui stesso ama ripetere – sempre “con i piedi per terra”.
Fonte: musicalnews.com
Foto: repubblica.it

29 gennaio 2026
Frah Quintale, annunciato il tour estivo
In attesa dell’inizio della tournée nei palazzetti, Frah Quintale ha annunciato le prime date del Summer Tour '26. A ottobre il cantautore ha pubblicato il nuovo album Amor Proprio contenente anche i singoli Lampo e Lunedì blu.
A luglio, infatti, Frah Quintale darà il via al Summer Tour ’26 dal palco dello Shock Wave Festival di Francavilla al Mare. In seguito, l’artista porterà la sua musica in altre quattro città. Partenza, come detto, il 17 luglio, proseguendo per Roma, due giorni dopo, all'Auditorium Parco della Musica. Poi sarà la volta di Cosenza (22 luglio), Catania (il 23) per chiudere a Bari il 25.
L’11 aprile, però, Frah Quintale darà il via alla sua prima tournée nei palazzetti, a riempire un mese di aprile molto intenso. L'artista si esibirà l'11 al PalaTerni di Terni, il 13 all’Unipol Forum di Milano, poi al Nelson Mandela Forum di Firenze (15 aprile), mentre al Palazzo dello Sport di Roma arriverà il 17. Napoili lo accoglierà il giorno dopo per poi risalire lo stivale per la data alla Kioene Arena di Padova, il 20. All’Inalpi Arena di Torino, il 21, è affidata la chiusura del tour dei palazzetti.
Ci sarà parecchio Frah Quintale, nel 2026.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: Another Studio

27 gennaio 2026
Neil Young e la Groenlandia
«Sono onorato di offrire un anno di accesso gratuito a neilyoungarchives.com a tutti gli amici della Groenlandia. Mi auguro che la mia musica e i miei film musicali possano alleviare un po’ dello stress e delle minacce ingiustificate che state vivendo a causa del nostro governo impopolare e, mi auguro, temporaneo».
Inizia così il messaggio con cui Neil Young annuncia che gli abitanti della Groenlandia avranno accesso gratuito al suo archivio a cui ci si abbona con prezzi che vanno dai 24,99 ai 99,99 dollari all’anno (per avere l’accesso serve un telefono con un numero col prefisso della Groenlandia).
«Il mio sincero augurio è che possiate godervi tutta la mia musica nella vostra splendida casa in Groenlandia, nella massima qualità possibile. È un’offerta di pace e amore. Potete ascoltare tutta la musica che ho realizzato negli ultimi 62 anni. E potete rinnovare l’abbinamento gratuitamente finché sarete in Groenlandia. Spero che altre organizzazioni seguano il nostro esempio».
In un altro messaggio Young ha rinnovato l’invito a boicottare Amazon essendo di proprietà di Jeff Bezos, «un miliardario che appoggia il presidente» e quindi la sua politica estera e le azioni dell’ICE. «Se la pensate come me, vi consiglio caldamente di non usare Amazon. Ci sono molti modi per evitare Amazon e sostenere cittadini e aziende americane che forniscono gli stessi prodotti. Io l’ho fatto con la mia musica, e chi la cerca può trovarla in molti altri posti».
«La mia musica non sarà mai disponibile su Amazon finché sarà di proprietà di Bezos. Purtroppo la mia presa posizione ha una ricaduta negativa sull’etichetta discografica nel breve periodo, ma penso che il messaggio che sto inviando sia importante e netto. Grazie a chi acquista musica da negozi locali e dai servizi digitali indipendenti».
Attualmente i dischi di Neil Young, compresa la recente versione di Tonight’s the Night per il 50esimo anniversario, sono in vendita su Amazon.com, ma non sono presenti sul servizio di streaming Amazon Music.
Fonte: rollingstone.it
Foto: rsi.ch/keystone

24 gennaio 2026
Billie e il figlio Jacob cantano Bowie
Billie Joe Armstrong dei Green Day e suo figlio Jacob hanno pubblicato una cover di Heroes di David Bowie. Sebbene nelle scorse settimane si sia celebrata la memoria di Bowie e l’anniversario del decimo anno dalla sua scomparsa, la cover di Billie Joe e Jacob non si inserisce nella lunga lista di omaggi all’artista. Qui le celebrazioni vanno in tutt’altra direzione: il brano è stato registrato per la cinquantesima stagione del reality tv americano Survivor.
Nelle ultime settimane Heroes ha avuto una impennata di ascolti sulle piattaforme di streaming dopo essere stata utilizzata nei titoli di coda dell’ultimo episodio di sempre di Stranger Things. Ora trova una nuova veste, con padre-figlio che cantano fianco a fianco. Il brano composto e scritto da Bowie e Brian Eno questa volta è stato arrangiato dal solo Jacob che ne ha così parlato: «Ho registrato una cover di Heroes per la CBS ed è fuori ora. È la prima volta che io e mio padre cantiamo assieme in un canzone. Piuttosto figo. Anche se è difficile rendere giustizia a un brano come questo. Sono comunque grato di aver avuto l’opportunità di provarci».
Fonte: rollingstone.it
Foto: Alice Baxley

21 gennaio 2026
‘Ciao’ è il nuovo singolo di Cosmo
L’aveva annunciato qualche giorno fa. A dieci anni dal disco del grande successo, "L’ultima festa", Cosmo si era detto pronto a pubblicare nuova musica. «Dieci anni in cui è cambiato tutto o forse non è cambiato niente. Non lo so. Ho deciso di celebrare questo anniversario importante nell’unico modo che conosco: guardando al futuro. Con un nuovo disco e con dei nuovi concerti (ho avuto un’idea un po insolita, preparatevi). Non ci sarà molto da aspettare: il primo pezzettino di questa nuova avventura esce fra pochissimo. Mercoledì 21 gennaio alle 10 di mattina.
Si intitola… "Ciao"». Ed è arrivata come da annuncio.
«"Ciao" racconta l’accettazione del dolore come unico modo per superarlo. Il brano è nato durante la prima sessione di lavoro in studio seguendo un’intuizione sonora che ha aperto un territorio nuovo: “Giocando con gli accordi siamo finiti in un immaginario pop italiano anni ’80» – racconta Cosmo – «È in quel momento che abbiamo capito che la magia si era rimessa in moto, che un nuovo disco stava nascendo».
Fonte: rollingstone.it
Foto: iWebRadio.fm

19 gennaio 2026
Anche i Green Day al Super Bowl
L'annuncio era atteso da giorni. E finalmente è arrivato: i Green Day saranno i protagonisti della cerimonia di apertura del Super Bowl 60, in programma l’8 febbraio al Levi’s Stadium di Santa Clara, in California. Per la storica band punk rock si tratterà di momento speciale considerato che lo show si svolgerà nella Bay Area, la loro terra d’origine. La band capitanata da Billie Joe Armstrong (gli altri due membri sono Mike Dirnt e Tré Cool) proporrà un medley dei brani più iconici della propria carriera, ritmando la sfilata sul campo di alcuni dei più importanti MVP della storia del Super Bowl. Lo stesso Billie Joe Armstrong ha detto quanto sia eccezionale aprire uno degli eventi sportivi più seguiti al mondo "nel proprio cortile di casa". La stessa NFL ha a sua volta sottolineato il valore dell’abbinamento tra una band simbolo del territorio e le leggende del football americano in occasione dei 60 anni del Super Bowl. Invece lo spettacolo di metà gara sarà affidato alla star portoricana Bad Bunny, mentre Charlie Puth canterà l’inno nazionale degli Stati Uniti e Brandi Carlile si esibirà in America The Beautiful.
Formatisi a Berkeley, in California, i Green Day sono una delle band più apprezzate di tutti i tempi, con oltre 75 milioni di dischi venduti in tutto il mondo e 10 miliardi di streaming audio/video cumulativi. I cinque volte premiati con Grammy Award e inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame nascono nel 1987 ma l'album che dà una svolta alla carriera arriva nel 1994 (è il terzo nella loro discografia) e si intitola Dookie: ha venduto oltre 10 milioni di copie e ha raggiunto lo status di diamante di platino 10 volte; oltre ai numeri, ha il merito di avere riportato nel mainstream il genere punk rock.
Fonte: tg24.sky.it
Foto: Eva Mueller

16 gennaio 2026
Harry Styles, a marzo il nuovo album
Il nuovo album di Harry Styles uscirà il 6 marzo. Si intitola Kiss All the Time. Disco, Occasionally.
Dopo aver fatto affiggere in alcune città del mondo alcuni manifesti pubblicitari che promettevano un futuro incontro con i fan, aver lanciato il sito We Belong Together e diffuso messaggi vocali ai fan, il cantante ha presentato il disco su Instagram senza molti altri dettagli.
Si sa che Kiss All the Time. Disco, Occasionally conterrà 12 pezzi ed è prodotto da Kid Harpoon. È il suo primo album da Harry’s House di quattro anni fa. A questo link la cover story di Rolling Stone del 2022.
Harry Styles tornerà e presto, negli store musicali fisici e digitali e molto probabilmente anche sul palco nella stagione 2026, anche se le date dei live di cui si è parlato nei giorni scorsi (Page Six ha riferito di una residenza a New York, al Madison Square Garden) non sono ancora state commentate né ufficializzate.
Quello che è certo, ad oggi, 15 gennaio, è il nome dell'album, la data di uscita e un po' di formati del nuovo disco, già disponibili per il pre-order.
Vinile, cd ma anche musicassetta, in linea con la voglia di riscoperta dell'universo della musica analogica.
Kiss All the Time. Disco, Occasionally fa pensare a possibili ritmi da discomusic, certo, confermati anche dalla presenza in copertina di una mirror ball in stile anni Settanta, ma anche a un recupero di certe atmosfere vintage. Tanto per cominciare, Harry Styles, che compare piccolo, nell'angolo a sinistra dell'immagine di copertina, è vestito con uno stile ben diverso da quello sfavillante con cui lo ricordiamo nelle sue ultime apparizioni sul palco.
Una nuova era pop sta per iniziare, un nuovo inizio che dissiperà le ombre calate sulla storia di Styles che, insieme agli altri One Direction, la band con cui è iniziato tutto, ha affrontato la perdita dell'amico Liam Payne, nell'ottobre del 2024. La bacheca di Instagram di Styles era ferma a quell'evento, da allora, silenzio social e molte apparizioni in un periodo di pausa usato per comporre nuova musica di cui sapremo presto.
Fonte: rollingstone.it e tg24.sky.it
Foto: Ryan McGinley per Rolling Stone USA

13 gennaio 2026
Muore a 26 anni Matt Kwasniewski-Kelvin
È morto giovanissimo, a soli 26 anni, Matt Kwasniewski-Kelvin dei Black Midi.
La notizia è stata comunicata dalla Rough Trade, etichetta della band inglese. La label riporta una dichiarazione della famiglia: «È con grande tristezza che Matthew Kwasniewski-Kelvin è morto dopo una lunga battaglia con la sua salute mentale. Un musicista di talento e un giovane gentile e amorevole che non ha ce l’ha fatta nonostante tutti gli sforzi. Matt aveva 26 anni. Sarà sempre amato».
Continua il comunicato: «Ti prego, dedica un momento a controllare che i tuoi cari stiano bene, così potremo impedire che questo accada ai nostri giovani». La causa ufficiale della morte non è ancora stata rese pubblica.
Matt aveva fondato la band nel 2015, lasciandola nel 2020, poco dopo il primo album.
Matt Kwasniewski-Kelvin era cresciuto suonando la chitarra e, in particolare, aveva mostrato interesse per i generi pop-punk e classic rock. Da bambino si era unito spesso alle prove della band del padre Tony, mentre da adolescente aveva frequentato l’istituto di arti performative BRIT School a Londra, dove aveva incontrato i futuri membri della band rock sperimentale britannica Black Midi, rispettivamente il frontman Geordie Greep, il bassista Cameron Picton e il batterista Morgan Simpson. Nel 2019 il gruppo aveva pubblicato l’album di debutto, Schlagenheim, che aveva influenzato una scena di artisti britannici come Shame e Black Country, New Road. “Ero molto presuntuoso e convinto di essere nel gruppo più bello del mondo. Poi una sera i Black Midi si sono esibiti prima di noi. Io non ho dato loro molto peso e all’inizio non ero nemmeno nel locale. Quando da fuori li ho sentiti, ho pensato: Oh m***a”.
Fonte: rollingstone.it e tg24.sky.it
Foto: Jim Bennett/WireImage

10 gennaio 2026
Bowie, i numeri a 10 anni dalla morte
A dieci anni dalla morte di David Bowie, la domanda è legittima: la sua eredità musicale sta parlando alle nuove generazioni o rischia di restare un monumento venerato ma poco frequentato? Il 10 gennaio 2016, il giorno della sua scomparsa, sembrava destinato a un’onnipresenza eterna. Starman tornò in classifica al numero 18, Space Oddity al 24 nella UK Singles Chart. Ma l’effetto nostalgia si esaurì in fretta. In Italia l’ultima volta che è stato presente tra i primi 100 album della classifica ufficiali di fine anno della FIMI è stato proprio nel 2016, con Blackstar al 16esimo posto e Nothing Has Changed al 53esimo. Non è stato invece mai presente nella classifiche di fine anno sulle vendite dei supporti fisici, ma vengono indicate solo le prime 20 posizioni.
Come segnala il Guardian, poi, Bowie è apparso nella lista Forbes delle celebrità con maggiori guadagni postumi nel 2016 (11° posto con 10,5 milioni di dollari) e nel 2017 (ancora 11° con 9,5 milioni). Poi è scomparso fino al 2022, quando è rientrato al terzo posto con 250 milioni di dollari, risultando il musicista più remunerativo dell’anno. Un risultato dovuto alla vendita dei diritti editoriali del suo catalogo a Warner Chappell. Diversamente da Prince, Lennon, Marley, Elvis o Michael Jackson, Bowie non è diventato una presenza stabile nella classifica Forbes e, senza nuovi asset da vendere (come i master dal 1968 in poi, oggi in licenza a Warner Music Group), difficilmente lo diventerà.
E lo streaming? Su Spotify conta circa 22 milioni di ascoltatori mensili, contro i 26 milioni di Bob Marley, i 34 di Whitney Houston, i 43 di John Lennon e i 45 di Elvis Presley. Un solo brano ha superato il miliardo di stream: Under Pressure, oltre quota due miliardi. Ma qui pesa inevitabilmente l’effetto Queen, che vantano altri sette brani nel “Billions Club”.
Il rapporto con il presente resta altalenante. L’uso di Heroes nel finale di Stranger Things puntava a un nuovo rilancio, ma il brano si è fermato al numero 34 in classifica, lontano dall’effetto Kate Bush del 2022. Ha però fatto registrare un aumento del quasi 500% degli ascolti globali, passando dai 94 mila ascolti giornalieri a 342 mila il primo gennaio, 456 mila il giorno successivo e 470 mila quello ancora dopo. Su TikTok conta circa 38 mila utilizzi, numeri lontani dalla viralità. Allo stesso tempo, gli eredi non hanno disdegnato operazioni più discutibili: NFT nel 2022 e 2023, uno store ufficiale saturo di merchandising, trasformandolo in un brand più che in un artista multiforme.
Fonte: rollingstone.it
Foto: Georges De Keerle/Getty Images